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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Nel nulla, senza nemmeno saperlo
Pippo Civati Everyman di Philip Roth è un libro duro, fin dalla copertina che Einaudi propone ai lettori. Ed è un libro 'nero', fin dalle sue primissime righe: quell'incipit «intorno alla fossa» lascia davvero poco spazio ad equivoci. Ambientato ben al di là del tempo in cui «la giovinezza impallidisce», come vuole il Keats dell'epigrafe, è un libro dedicato al tempo che passa, anzi al tempo che è già passato. Quel nulla, che è insieme la vita e la morte, è sempre presente, anche nella tensione verso di esso, della malattia, della decadenza, della trasformazione di sé irreversibile, descritta implacabilmente e senza consolazione, operazione dopo operazione, incidente dopo incidente.

Che Roth fosse spietato, lo sapevamo da tempo e - non si può negarlo - è la spietatezza una delle sue corde migliori. Ora però, dopo avere indagato ne L'animale morente una gelosia senile e tardiva e perciò ancor più ossessiva, Roth descrive quello che l'uomo non è più, con il protagonista alle prese con un ricordo impossibile e mai soddisfacente dei momenti salienti della propria vita, dell'infanzia dorata, dei suoi successi e dei suoi amori e dei suoi tradimenti verso il giudizio più implacabile: di non essere quello che avrebbe voluto, una constatazione senz'appello e senza redenzione. Ritrovandosi così nel nulla, senza nemmeno essersene reso conto.
26.02.07 00:29 - sezione perché no?
il 26 Febbraio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antigone ha scritto:

se volete leggere Everyman e
- vi siete appena operati;
- avete già perso entrambi i genitori;
- le vostre relazioni sentimentali sono fallite;
fatelo pure, ma non dite che non vi avevamo avvertito.
Per il resto, come sempre Philip Roth, un grande libro!

il 21 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesco ha scritto:

Sono un "partigiano" di Roth, e quindi propenso a giudicare positivamente i suoi lavori. Ma Everyman mi pare davvero straordinario. Avverti come un colpo allo stomaco per la forza con cui Roth ti getta addosso la tua mortalità e l'ineuttabilità dell'evento luttuoso.

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