1)Le dimissioni del 'dottore' - «Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo. [...] Ecco, qua vien fora el mejo del dotor. Garrotiamoli, ha concluso. Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia». Ho proposto che l'Unione chieda le dimissioni dell'assessore ai giovani della Regione Lombardia, che ieri ha pronunciato queste parole orrende. Le chiediamo in ragione della dignità dell'isitituzione che rappresentiamo e dei lombardi che non si meritano un assessore così.
Oltre a proporre la garrota sui genitali di questo figuro, il fatto che queste dichiarazioni siano state fatte mi colpisce *a priori*. Il tizio le ha buttate li', sai, lancio il sasso, vediamo come va. Noto una continua rincorsa tra varie componenti della societa' a chi fa le dichiarazioni piu' reazionarie. Ogni volta si spostano un pochino, ogni volta sale il livello dell'odio.
Ci sono professionisti nella politica di questa tecnica. E ci sono i coglioni come quest'"uomo", che esagerano. Pero' mi sembra un trend...
io, invece, mi stupisco che l'Unione abbia bisogno di essere sollecitata a pretendere le dimissioni di questo mascalzone. Tra l'altro, non mi sembra che i consiglieri regionali godano dell'immunità parlamentare; siamo proprio certi che in queste dichiarazioni a mezzo stampa non si celi alcun reato tipo, chessò, incitazione all'odio razziale? Non c'era una certa legge Mancino fatta apposta per questi casi?
Per il resto concordo in pieno con il post di Mario
Sì, ma in questo caso si tratta di sessualità, non di razza, non funzionerebbe.
D'altro canto l'incitamento all'omicidio è invece reato!