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NO alla chiusura dei phone center in Lombardia
Riceviamo dal Comitato Promotore contro la legge regionale N.6 e volentieri pubblichiamo: Il Comitato promotore contro la legge regionale n°6 - costituito spontaneamente per difendere i gestori dei Phone Center della Lombardia dall'entrata in vigore delle nuove norme discriminatorie e irragionevoli che penalizzano titolari, dipendenti e utenti finali dei centri di telefonia costretti alla chiusura - ha invitato tutti gli immigrati, la cittadinanza, i partiti, i sindacati e la società civile a unirsi alla grande manifestazione che si terrà sabato 24 marzo, ore 14,30, con partenza da piazza Duca d'Aosta, sotto il Pirellone, fino a Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale.

Questa manifestazione indetta per protestare contro la chiusura forzata di quasi tremila Phone Center nella sola Lombardia, per lo più gestiti da immigrati, cui la legge regionale n°6 impone dal 22 marzo 2007 di conformarsi a standard non richiesti a nessun altro tipo di negozio - vuole ricordare alle autorità cittadine che la vera sicurezza si difende tutelando il diritto al lavoro, al rispetto e alla dignità della persona.

“Oggi tocca ai phone-center e domani potrebbe toccare a tutti gli esercizi commerciali gestiti da gli immigrati noi” ha ricordato Otto Bitjoka, portavoce del Comitato, “è ora che ci assumiamo in prima persona la difesa dei nostri diritti”

Anche la Camera del Lavoro di Milano sostiene la protesta dei titolari/lavoratori dei phone center e partecipa alla manifestazione di sabato 24 marzo.
“Condividiamo le ragioni che muovono la protesta e giudichiamo la nuova legge regionale volutamente e immotivatamente punitiva. E' fuori discussione che i phone center debbano seguire standard igienico-sanitari e di sicurezza previsti per tutti gli esercizi commerciali, ma in questo caso si va ben oltre: la retroattività e rigidità dei tempi di applicazione costringono alla chiusura la quali totalità degli esercizi, con gravi ripercussioni sulla vita degli immigrati coinvolti e delle loro famiglie (compreso il forte rischio di perdere il permesso di soggiorno) ma anche sulla qualità dei servizi offerti dalla città” si legge nel comunicato di adesione alla manifestazione diffuso dalla CGIL in data odierna per ricordare che anche questa volta - come è sempre accaduto su questioni riguardanti gli immigrati - il Comune di Milano è silente e colpevolmente assente. “Un intervento dell'amministrazione comunale è possibile e auspicabile (come già avvenuto in altri comuni ad es. Bresso che rifiuta di applicare la nuova legge di cui ha richiesto la sospensione o la moratoria,) e potrebbe favorire una positiva soluzione della vicenda. Sarebbe questo un atto di responsabilità anche in favore della tanto sbandierata SICUREZZA, mentre quello che sta avvenendo nella vicenda phone center va in senso esattamente opposto”, osservano i responsabili della CGIL..
“L'entrata in vigore della nuova legge regionale è di una gravità assoluta ed equivale a un provvedimento indiretto di espulsione, con implicazioni che non sono degne di un Paese democratico, oltre a essere in assoluta contraddizione con la Consulta degli immigrati prevista dal programma del sindaco Moratti”, ha dichiarato Davide Corridore, vicepresidente del Consiglio Comunale che nella conferenza stampa del 20 marzo, indetta dal Comitato, ha portato la sua solidarietà alla manifestazione.
Intanto si è appreso che nelle ultime ore sono già partiti i primi provvedimenti di chiusura che hanno interessato alcuni comuni dell'hinterland milanese e anche diversi phone center in Milano città.

Contatti:
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24.03.07 11:18 - sezione milano
il 24 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

Avete tutto il mio appoggio. La regione lombardia si muove solo in base alle emozioni istintive della parte più stupida degli elettori del centrodestra.Che poi tutto ciò tolga il lavoro a immigrati regolari e inseriti, li respinga verso l'illegalità, quindi peggiori le condizioni di sicurezza, ai signori consiglieri non importa nulla: i valori che dicono di difendere, se li mettono tranquillamente sotto i piedi per qualche voto in più di leghista delle valli. Fermiamoli.

il 24 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ci sarò. sia detto per inciso, quando capita di andare ai servizi di locali pubblici, non è che si noti questa sagra del servizio igienico a norma e differenziato ad hoc proprio ovunque...
Carolina

il 25 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
gilda ha scritto:

Sembra davvero di tornare agli anni trenta nella Germania nazi-razzista. Gli stumenti del totalitarismo sono sempre quelli... scegli un nemico e rendigli la vita impossibile con atti amministrativi che regolino nel dettaglio ogni aspetto: gli ebrei non dovranno possedere apparecchi radio, non potranno camminare sul marciapiede, dovranno cucirsi una stella di Davide di 10 cm x 10 sugli abiti, non potranno frequentare le scuole ecc ecc. La verità è sotto gli occhi di tutti. Come allora non sono le leggi speciali ma la loro speciale applicazione la via per mettere tutti a rischio di persecuzione e forse la maggior parte si sente ancora in salvo: c'è chi pensa, io non sono ebreo, non sono rom, non sono comunista, non sono tossicodipendente o matto, non ho nulla da temere... ma basta poco per cadere nella rete e si scopre che chi viene "preso" non sa come salvarsi perchè rimane isolato dagli altri che non si sentono nelle sue stesse condizioni. Ricordiamoci come gli USA hanno trattato gli abitanti di New Orleans dopo il disastro dell'uragano Katrina: hanno mandato i soldati a sparare sulla gente che non voleva "essere aiutata" da loro.

il 26 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Cioè (per parlare alla carolina) il problema è sempre quello del cesso?
Ma riguarda i call center o gli esercizi pubblici in generale?
Che vi serve?
Una proroga? Una sanatoria? Una deroga?
(e tutto l'italico lessico circa le cose obbligatorie ma non troppo)

il 26 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Oltre a un invito a dedalus a indirizzare nel medesimo il suo commento sul cesso, sabato ero alla manifestazione e ho assistito a un gustoso quadretto. Un bel drappello di delegati del congresso della margherita, con le loro brave cartellette in mano, ha attraversato il corteo senza neanche degnare di uno sguardo i manifestanti, per infilarsi in un bar a bersi il caffè. Va detto, a onor del vero, che hanno evitato di turarsi il naso e le orecchie.

il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ALESSANDRO ha scritto:

SONO ITALIANO E TITOLARE DI PHONE CENTER E MI PARE UNA COSA ASSURDA CHE NONOSTANTE MI SIA MESSO IN REGOLA SU TUTTI I DI QUESTA LEGGE NAZISTA IL COMUNE DI MORTARA (PV)MI RICHIEDE ANCORA ULTERIORI DOCUMENTAZIONI INTEGRATIVE.
1 DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA DISPONIBILITA' DEI LOCALI.
ACCIDENTI SONO IL PROPRIETARIO DEL LOCALE E DEVO DIMOSTRARE DI AVERE LA DISPONIBILITA?
2 DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' URBANISTICA ATTESTANTE CHE IL REQUISITO ERA POSSEDUTO IN DATA 21/03/2007.
QUESTO IMMOBILE E' STATO COSTRUITO A SUO TEMPO CON TUTTE LE AUTORIZZAZIONI COMUNALI E NORMATIVE DI LEGGE; ALL'INTERNO SON SEMPRE STATE SVOLTE ATTIVITA' COMMERCIALI AL DETTAGLIO, HO RICEVUTO BEN DUE VISITE ASL E HANNO CONFERMATO CHE TUTTO E' A POSTO.COME MAI A DISTANZA DI MESI L'UFFICIO TECNICO DI MORTARA NON HA ANCORA PROVVEDUTO A FARMI AVERE QUESTE AUTORIZZAZIONI, CHE MI VENGONO RICHIESTE DALL'UFFICIO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE SEMPRE DEL COMUNE DI MORTARA.
MA COME IL COMUNE DI MORTARA CHIEDE A ME AUTORIZZAZIONI CHE DEVONO DARMI LORO?
MA MI PRENDONO IN GIRO?
A QUESTO PUNTO DEVO DIRE SIAMO PROPRIO IN ITALIA
ALESSANDRO.
VOGLIO CREARE UN COMITATO CONTRO QUESTA LEGGE CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO MI SCRIVA.aladino14@virgilio.it

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