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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
I miei rapporti con la 'ndrangheta
paolozinna.jpg Una dozzina d'anni fa, sono stato direttore di uno stabilimento in Calabria. Un paese splendido, dal terrazzo del mio appartamentino, oltre la statale, si apriva l'azzurro del mare. E poi, un gran ricordo della gente, una squadra di collaboratori giovani, motivati, un gruppo di amici che lo sono rimasti anche oggi. Ci stavo quattro o cinque giorni, nel week end prendevo l'aereo per tornare in famiglia a Milano. Il mio capo, il Direttore Generale, stava in Emilia, alla sede centrale, ed essendo un uomo di grande intelligenza, mi lasciava tutta l'autonomia possibile; gli azionisti stranieri, poi, vivevano a tremila kilometri, li vedevo ogni quattro mesi a dir tanto.

Però le organizzazioni criminali c'erano, eccome. Credo che le piccole attività fossero taglieggiate, il ristorante, l'impresina di manutenzione, l'artigiano vetraio, il negoziante di fiori. In zona, lo sapevano tutti, e ne parlavano come si parla della grandine, una cosa che c'è, non ci si può far nulla, meglio assicurarsi che restare col raccolto rovinato, no? Non era che lo Stato fosse assente, anzi, Carabinieri, posti di blocco, qualche retata, ma le cose non cambiavano lo stesso….
All'inizio ero abbastanza preoccupato: cosa devo fare, quando si faranno vivi con me? Ci sono rimasto cinque anni, eppure, con una certa mia sorpresa, non ho mai ricevuto quella telefonata. Anche i colleghi di un grande stabilimento meccanico di proprietà americana vicino al mio mi dicevano la stessa cosa. Che fosse perché nei grandi stabilimenti lavoravano centinaia di persone e nemmeno la ndrangheta si sentiva di mettere a rischio quei posti? Che fosse perché la proprietà straniera sembrava poco ricattabile? Non lo ho mai saputo.

Producevamo conserve di pesce in scatola. Voi probabilmente non lo sapete, ma è un mercato molto stagionale, come quello dei gelati o dei panettoni, d'estate se ne mangia molto di più e quindi si produce molto di più in stagione, da aprile a luglio, usando appunto lavoratori “stagionali” oltre all'organico fisso; non sarebbe molto intelligente produrre panettoni di febbraio. In quei mesi facevamo lavorare, oltre ai centoventi lavoratori fissi, una cinquantina di altri, o meglio di altre, è quasi tutta manodopera femminile.
Però, a fronte di cinquanta posti da coprire, si presentavano due o trecento aspiranti: il dramma del Sud è che lavoro regolare, coi contributi e i diritti sindacali, ce n'è veramente poco. Allora si mobilitavano tutti quelli che in qualche modo potevano raggiungermi, lavoratori della fabbrica, sindacalisti, notabili, politici, religiosi, forze dell'ordine…. Insomma tutti quelli che riuscite ad immaginarvi. E tutti avevano la propria candidata, meritevole, in situazione di bisogno, ecc., ecc,.
E il guaio era che, quasi sempre, era vero: la signora Carmela X era veramente meritevole e in situazione di bisogno….tutte le signore Carmela, Pina, Rosa, ecc. Ma io non potevo certo assumerle tutte, purtroppo. Tra l'altro, il lavoro di base non richiede neanche molta preparazione, solo pazienza e buona volontà, si impara in fretta. Come fare? Voi cosa avreste fatto?
Io avevo stabilito un certo criterio: rotazione (mai due periodi di seguito) e poi quote, un po' per ciascun gruppo, e una quota anche per quelle senza sponsor, così tutte avevano una certa possibilità; me la sono cavata così. Ma cosa c'entra la ndrangheta, direte, visto che non si facevano sentire? Eh, non è così semplice. Io mi sono sempre chiesto: ma questa signora Caterina, che mi manda, per esempio, il farmacista, me la manda perché è la fidanzata di suo nipote, oppure perché “qualcun altro” gli ha “chiesto” di mandarmela? Non ho mai potuto darmi una risposta convincente.

E poi, in paese, ero ovviamente molto conosciuto. Quando andavo a comprare dal fruttivendolo sul Corso, molti mi salutavano, volevano offrirmi un caffè, restavano male se rifiutavo per la fretta. Con molti, sono stato al bar, ho chiacchierato, sorriso, stretto molte mani di gente nota e di sconosciuti. Ormai sono passati molti anni, non dovrebbe più succedere. Ma se, qualche anno fa, un solerte magistrato mi avesse convocato per chiedermi: ingegnere, ci spieghi un po' come mai questa fotografia la ritrae mentre stringe la mano sorridendo al signor XY, che abbiamo scoperto essere un….. (a piacer vostro: estorsore, trafficante, forse anche killer), non mi sarei sorpreso più di tanto.
Cosa si sarebbe dovuto fare? Venir via, cambiare lavoro? Lo ho fatto anni dopo, ma per altre ragioni. D'altra parte, se tutti se la cavassero con la fuga, la situazione sarebbe stata solo peggiore. Per questo, quando sento di questo o quel personaggio sospettato di strane collusioni, sono più cauto degli altri. Molti, senza dubbio, saranno colpevoli. Ma non è detto che tutti lo siano.
27.03.07 09:34 - sezione il socialista
il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Che bel racconto. Grazie

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

Effettivamente messa così fa riflettere...
Che Cuffaro abbia avuto solo sfiga? Naaa... ^_^
Che Woodcock stia esagerando? Naaa...

Visto il clima che c'è in Italia sono convinto che un magistrato, prima di mandare un avviso di garanzia o un mandato d'arresto, non si limiti a una foto con una stretta di mano o un caffè. Troppo rischiosa l'accusa di giustizialismo. Magari quella sarebbe stata la scusa per metterle sotto controllo il telefono. Se poi al telefono avesse parlato di cavalli da consegnare in un albergo... bhè, sarebbe stata un'altra storia. :)

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

in effetti il tono del post ha colpito anche me ,
mi sembra che traspaia un eccessivo paternalismo che non mi piace per niente .
queste cose non vanno minimizzate ,perchè si rischia veramente di far credere che andreotti abbia baciato tizio perchè in meridione sono affettuosi .
o che il massimo del nepotismo sia di assumere la ragazza del figlio del farmacista.
se paolo zinna non ha avuto problemi non pensi che non ce ne siano o che siano esagerati quelli che invece li hanno avuti, o che peggio siano stati fraintesi.
anzi magari rifletta ... davvero uno può pensare che concedendo a carmela o a rosa di alvorare lì ,era cautelato da eventuali ritorsioni ?
davvero uno può pensare che siccome nessuno era del posto , non c'erano pericoli di subire le stesse angherie (per carità sicuramente esagerate a fini terroristici dai tg...) a cui sono sottoposti i residenti?
davvero uno può non pensare che magari la ditta fosse taglieggiata e lui non ne fosse a conoscenza , per la posizione che occupava e per il fatto che era poco e da poco tempo sul posto ...

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

il dubbio che pone paolo è giustificatissimo, e so di cosa parla visto che nell'acqua dove tutti i pesci nuotano ci ho nuotato pure io, dall'infanzia all'ultima adolescenza.
che fare se un giudice ti chiede conto e ragione di una granita al bar con questo e quello?
boh.
la prima cosa che mi viene in mente, nel caso di paolo, è l'estraneità al luogo. non ci è nato, non ci è cresciuto = non può sapere le infinite sfumature e i dettagli di questa e quella situazione.
esempio: mi fermo per strada perché incontro x, mio amico da cent'anni: ci salutiamo calorosamente, perché non ci vediamo da tanto, perché da ragazzini ne abbiamo combinate di tutti i colori, magari abbiamo pure visto la morte passarci accanto per incidenti e altre cazzate del genere.
ma x è fratello di una donna il cui marito è fratello di un capomafia locale, ora morto (ammazzato); un'altra sorella ha sposato il nipote di un capomafia in galera; insieme abbiamo frequentato una ragazza il cui fratello minore è scomparso nel nulla.
i nostri amici dell'epoca, y e z, ora girano vestiti come le jene (tarantino) dentro macchinoni tutti neri e fanno gli avvocati penalisti, ovviamente di tutti i clan della provincia e oltre; mentre io e x passeggiamo insieme verso il bar, chiedendoci come va a casa eccetera, incrociamo mentre esce dal bar con le paste in mano carmela, bellissima donna che non si sa come non è mai finita in galera dopo l'omicidio, a cura del suo ex amante, del marito. dice che abbia cantato, e che sia poi divenuta l'amante del giudice (ho diversi motivi per crederlo tra cui il fatto che ha sedotto un mio amico avvocato per procurarsi uno dei tanti alibi).

ora arriva un ingegnere del nodd, che va a lavorare nello stabilimento: e questo che cazzo ne sa?
può solo immaginare, ma qualsiasi caramba lo capisce da sè che è un "innocente".
in sintesi: chi viene da fuori e va al bar e stringe mani, anche se è uno con un ruolo interessante per la comunità locale, può anche non preoccuparsi perché non fa parte della comunità, in nessun modo. non ha la bussola per navigare e mai l'avrà, nessun giudice può incolparlo di rapporti estemporaneie forse su questo si basano anche i movimenti dei politici smagati, come per esempio mastella o cuffaro: "stringo tante mani, che ne so io?", e invece sanno benissimo tutto.

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Attenzione perché non è così semplice la faccenda.
Lui viene dal nord e non sa nulla degli usi e costumi locali, ma se per caso dovessere incappare in qualche problema politico, o diventare una faccia conosciuta ai più e dar fastidio a qualcuno per qualunque motivo, vuoi scommettere che quelle innocenti strette di mano si trasformerebbero in capi d'accusa?
Le frittate si girano e si rigirano...
Storia vecchia.

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

vabbè dai , adesso facciamo il processo ai magistrati ...

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nino ha scritto:

Antonella non è un attacco ai giudici.
Un discorso simile lo faceva Falcone, quando ricordava che lui era cresciuto nelle stesse strade, giocando a calcio con quelli che poi sarebbero diventati mafiosi. Per quello lui riusciva a leggere tra le righe, il sottointeso delle parole, i gesti che accompagnavano il discorso. Certo può capitare di parlare con qualcuno senza sapere chi sia. Ma i giudici non si basano solo sulle foto o sugli incontri, altrimenti chiunque da noi giù sarebbe sospettabile!
I grandi stabilimenti pagano, non alla manovalanza come succede per i negozi, pagano per la realizzazione dei capannoni, pagano per acquisire il terreno, pagano assumendo le persone gradite. E basta leggere le dichiarazioni di Callipo, industriale del tonno e all'epoca presidente della Confindustria calabrese, per capire quale sia la condizione di chi vuole lavorare in Calabria.
Probabilmente i conti erano stati saldati ad un livello superiore

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

è appunto quello che intendevo nino , come si può affermare che una cosa non succede se non si è realmente addentro alle situazioni .
affermazioni come quelle sono superficiali così come ritengo superficiale pensare che la magistratura o chi per lei possa veramente incriminare qualcuno SOLO sulla base di un caffè insieme a qualcuno, questo non è solo superficiale ma è anche lesivo del lavoro di coloro che cercano di smantellare certe piaghe .

il 27 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

Stiamo ai dati di fatto. Posso dirvi con assoluta sicurezza che quei "conti" non sono mai stati saldati a nessun livello, per tutto il periodo in cui l'azienda è appartenuta alla proprietà estera. Idem per le assunzioni; so di cosa parlo, perché le facevo io, e ho già scritto quali fossero i miei criteri e dubbi.
Che poi, quando, dieci anni prima, la precedente proprietà aveva costruito l'immobile, ci fossero stati comportamenti diversi, non lo affermo né lo posso escludere, ma non vedo cosa c'entri.
Venendo invece alle opinioni, più o meno "superficiali": non mi pareva di aver affermato che i problemi fossero invenzioni dei TG o che io ne sarei sempre stato al sicuro. Anzi, al contrario, mi stupivo di non averne. Purtroppo, e lo dico con dispiacere, non condivido la vostra illimitata fiducia nella magistratura e in chi "cerca di smantellare certe piaghe": sono uomini, fallibili come tutti, con le virtù e, credo, i difetti di tutti: possono benissimo incriminare un innocente, purtroppo. Penso invece che abbia ragione Rota, doveva essere evidente che "l'ingegnere del nodd" non poteva entrarci molto: infatti, nessuno mi ha mai chiesto nulla.
PS: don Filippo Callipo, per la precisione, allora era solo presidente dell'Assindustria Vibo, presidente regionale lo è diventato dopo.

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nino ha scritto:

Mi riferivo alle dichiarazioni fatte da Callipo quando era presidente regionale, fino all'estate del 2006, ultima quella in cui diceva di lasciare.
http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/cronaca/racket-calabria/callipo-lascia/callipo-lascia.html

In generale quello che mi porta a pensare che i conti, nella maggioranza dei casi, vengano pagati da altre parti è la situazione attuale: ad esempio l'anno passato, a Reggio, non è stata presentata nemmeno una denuncia per racket, e dagli torto visto l'appoggio che dà lo stato...
http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3425&Itemid=39
In più aggiungi che il grado in cui versa la politica calabrese è quello che è (29 indagati per vari reati tra i consiglieri regionali, ad esempio), la fiducia in tutto quello che ti circonda crolla drammaticamente e si ha difficoltà a riconoscere che anche da noi possa esserci chi lavora senza aver avuto problemi.

Il senso del tuo post è chiaro, come il problema che volevi sollevare, per carità, e anche io concordo con quello detto da rota.

Il problema purtroppo è più grave, è distinguere il mafioso che "lavora" a Milano o Londra, quello che dà i soldi per fare i centri commerciali-lavatrici che spuntano come funghi in mezza italia.
Spero di aver chiarito un pò meglio quello che volevo dire...

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

quello che mi dà fastidio è proprio la rimarcazione della fallibilità .è normale che chiunque possa sbagliare ,anche i medici che operano, eppure sento un sottofondo come di illegittimità, come se parlando della magistratura che sbaglia, ed è, suppongo, nella media degli sbagli lavorativi, si tendesse a destabilizzarne l'intero operato. sbaglia un medico è errore umano, sbaglia un magistrato è accusa generalizzata sull'incapacità di un 'intera categoria.
e allora diventano tutte brave persone colpevoli solo di aver bevuto un caffè ,sono tutti complotti e la mafia è un'invenzione dei magistrati per far carriera...
(...e il vero problema di palermo è il traffico...).

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
laciliegina ha scritto:

@anto

purtroppo, ma per me per fortuna, esistono le sfumature tra magistratura infallibile e magistratura incapace...

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

@lacilie
non credo di aver capito .

il 28 Marzo 2007 (quando OMB accettava i commenti)
laciliegina ha scritto:

@anto intendo dire, che si sbaglia sia osannando che denigrando la categoria e concordo pienamente con le parole di paolo zinna

il 09 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
chiara vera ha scritto:

caro Paolo, ho letto cn interesse questo tuo racconto,però mi è rimasta un impressione difficile da cancellare. Vedi tu hai vissuto parekki anni in quel luogo, però sostanzialmente ammetti di nn avere capito nulla. La domnda ke mi faccio è : " ma veramente la 'ndrangheta è cm la grandine? , nn sarà forse ke questo avviene xkè a tutti noi fa comondo crederlo??? certo nella tua posizione può essere difficile cominciare a scalare su quel terreno. Se siamo seduti su un vulkano di certo nn viene voglia di aprire una strada all' uscita della lava. Però tu stesso ammetti ke colore ke devono vivere in quel mondo nn possono cavarsela scappando. Vedi!! io almeno al tuo posto avrei cambiato la mia pettinatura.

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