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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Spalle al muro
«Cambiare l’Italia partendo dalla politica – che forse è la sua debolezza più antica – è un compito che non si assolve da solo: l’impegno delle persone è il punto di partenza ed io sono disposto anche questa volta a fare la mia parte. Anche oggi la mia scelta è una scelta di partecipazione. Ho la presunzione di credere che ci sia il bisogno che persone con la mia esperienza e le mie competenze e, se mi è consentito, con la mia passione politica, scelgano di mettersi a disposizione di tutti. Ed è per questo che desidero sottoporti formalmente la mia richiesta di iscrizione ai Democratici di Sinistra con l’esplicito obiettivo di partecipare alla costituzione ed alla fondazione del Partito Democratico».

Ivan Scalfarotto, outsider delle primarie, l'uomo nuovo della politica italiana, il campione sconosciuto della società civile che in tre mesi e senza budget ha saputo convincere 27mila persone a votare per lui, il nemico dei "perpetui" chiede di entrare nei Democratici di sinistra per lavorare alla nascita del Partito democratico. Una notizia che ha lasciatio di stucco non pochi estimatori di Ivan, molti dei quali si stanno donmandando se la notizia non abbia a che fare con il primo d'aprile. In realtà la sua lettera comparirà in edicola tra qualche ora, accanto alla risposta entusiasta di Piero Fassino, a garanzia che non si tratta di uno scherzo ben pensato.
Qualcuno andrà su tutte le furie, qualcuno già ci è andato. Noi qua, nonostante l'insofferenza diffusa nei confronti dell'apparato politico, riceviamo la notizia con moderata soddisfazione. Non deve essere infatti sottovalutato un passo fondamentale della lettera scritta da Ivan al segretario diessino: «Rimane cruciale, tuttavia, che chi abbia capacità e voglia, possa farle valere grazie ad un sistema di regole democratiche e trasparenti. Esiste dunque una condizione alla mia richiesta, scusa la franchezza: che il processo non sia truccato, che si fondi su regole trasparenti, come le magnifiche primarie di due anni fa».

A questo punto i DS sono con le spalle al muro. Ci sono per loro solo due possibilità. Se mantengono l'impegno, Ivan avrà aperto una breccia attraverso alla quale i partiti potrebbero venire invasi dalla cosiddetta società civile, che in breve tempo sostituirebbe i burocrati di apparato. Se invece fanno i furbi, daranno a Ivan un'ottima scusa per uscire sbattendo la porta, raccogliendo il consenso perso dai partiti.

In entrambi i casi per chi sogna il ricambio c'è solo da guadagnarci. Come, lo sapremo presto.
01.04.07 01:02 - sezione politiche
il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

Vedo che Ivan e Mario corrono separatemente ma, spero, per colpire uniti.

C'è un gran bisogno di rinnovare anzi, di rivoluzionare, l'Italia. I fermenti ci sono, le potenzialità e le passioni pure.

Sia la Generazione U, e il casino che sta creando Mario con la Margherita e il patto generazionale, sia il nobile tentativo di Ivan alle primarie e questa scommessa con Fassino sono l'espressione della stessa esigenza politica. Quella di dare una scrollata ad un'Italia da troppo tempo ingessata, orami diventata vecchia, egoista e arteriosclerotica.

Io non so quale sia la via migliore, ma è giusto tentarle tutte, altrimenti la pentola scoppia o, anche peggio, il sufflé si ammoscia.

Nonnostante le obbiettive difficoltà, penso che ci troviamo in un momento ideale per dare una svolta.

Diamola.

il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

e tutto quello che scrivo sopra è valido pure se si tratta di un pesce di aprile.. ;-)

il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

un assurdità. l'idea più assurda e demenziale che Scalfarotto potesse avere. nel PD le caselline nominalmente "laiche" sono già occupate da vari soggetti fra cui gli ex di Lotta Continua come Manconi, Sofri, Ranieri, il drappello di Gayleft e una caterva di ambientalisti miglioristi. ti faranno fuori in cinque minuti e non dire che non ti avevamo avvertito. ci sarà da ridere come a Hoolywood Party solo che non ti faranno distruggere la casa perché è il loro unico sostentamento. e francamente è una di quelle decisioni che contribuiscono a intorbidare le acque e che costa la penalità di vari punti di stima.

il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

tutto ciò non fa che confermare che i milanesi son brave persone ma non capiscono niente di politica. e non c'è rimedio.

il 01 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

per una volta sono d'accordo con Adinolfi:

"Ivan, quelli giocano a fotterti e lo sai. Non incatenarti, se sei ancora in tempo, non tradirci. Non permettere loro di esporti come trofeo. Già da oggi, ne sei consapevole, lo hanno fatto.

Loro sono quelli che noi dobbiamo battere. E so che qualcuno ti consiglia: "If you can't beat them, join them". Ma è un'idea sbagliata. Mai come oggi sono convinto che "if you can't beat them, beat them".

Proprio nel momento in cui i Perpetui sembrano imbattibili, fare partito con loro è un errore. E batterli attraverso un'azione continuamente contundente è l'unica opzione accettabile."

il 03 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea ha scritto:

Pippo, avere una casa a Milano non significa essere Milanesi. Mi sembra giusto precisarlo.

il 03 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

l'influsso è quello che conta.

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