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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Il bisogno della nuova Politica
intellettuale.jpg di Marco Simoni Si è aperto ieri a Firenze il congresso finale dei DS: a partire da domenica comincerà la costruzione del Partito Democratico. Oggi interverrà tra gli altri, Ivan Scalfarotto che verosimilmente ribadirà le cose già anticipate nella sua lettera a Fassino: il partito democratico deve essere aperto e trasparente, deve nascere da un processo partecipato, e rilancerà quindi tutte le sue parole d’ordine. Rispetto alla scelta di Ivan, che a me sembra coraggiosa e significativa, esistono due principali ordini di critiche. La prima dice: il PD nasce già morto, è una cosa chiusa alle oligarchie, Ivan sarà solo una foglia di fico per mascherare il sostanziale immobilismo gattopardesco degli attuali gruppi dirigenti. La seconda critica considera invece il PD come un progetto moderato, addirittura subalterno alle gerarchie cattoliche, dove non ci sarà spazio per laicità, modernità, apertura.

Io credo che la prima critica sia per lo meno ingenerosa. Non c’è dubbio, come ha sostenuto Mario Adinolfi, che l’apertura ad Ivan nel PD sia stata figlia anche dell’opera contundente di critica che viene svolta ai fianchi della politica ufficiale. Non si può tuttavia dimenticare che Ivan è stato l’esempio principale di tale opera, tanto da candidarsi come un kamikaze alle primarie del 2005 e, sempre rifiutando ogni cooptazione, tornando per lungo tempo al suo lavoro, senza far mancare un’opera costante di informazione e opinione orientata verso una politica nuova e diversa.

Leggere la sua iscrizione ai DS per il PD come una resa è dunque sbagliato perché è falso, perché tale partecipazione è legata alla possibilità esplicita che Ivan possa contribuire ad aggregare chi, nei partiti o fuori dai partiti, abbia voglia di arricchire la vita politica di contenuti nuovi, di passioni mai sopite; chi voglia abbattere la barriera tra partiti strutturati e società, verso la costruzione di una forte presenza moderna, laica ed egalitaria – ovvero meritocratica – dentro il PD. Vista da un’altra prospettiva, Ivan oggi può raccogliere e mettere a frutto due anni di lavoro politico di grande qualità, spendendo la propria credibilità per rafforzare un progetto che – a mio parere – continua ad avere un valore intrinseco anche per mancanza di alternative percorribili.

La seconda critica sottolinea invece il fatto che il PD sia irrimediabilmente un partito di moderati. Se questa argomentazione viene basata solo sulla presenza di una piccola corrente della Margherita espressione delle gerarchie cattoliche, essa risulta infondata per un semplice meccanismo politico, legato alle dimensioni contenute di tale gruppo. Infatti, una piccola corrente di un partito medio/piccolo ha un peso specifico sulla coalizione molto superiore a quello che avrebbero le stesse persone se ci fosse un partito unico più grande. Non è un caso che le gerarchie cattoliche vedano come fumo negli occhi il PD, perché per definizione saranno destinate ad avervi meno influenza.

Trovo invece assolutamente pretestuose, specialmente quando giungono da politici di lungo corso come la Bandoli, le affermazioni secondo le quali il PD non sarà un partito di sinistra. Solo in un paese come l’Italia ognuno può dire quello che vuole senza che arrivi un giornalista a chiedere: cosa significa di sinistra? In cosa – a parte la corrente di cui sopra – i DS sono più a sinistra della Margherita, dato che hanno gli stessi programmi elettorali da oltre un decennio e nel mondo civile i politici sono di destra o di sinistra sulla base delle leggi che approvano e non delle parole che pronunciano?

Insomma, a ben vedere queste critiche al progetto del PD sono molto fragili, e mascherano con toni apocalittici, parafrasi e concetti scivolosi (“cattiva coscienza”) il vuoto spinto di argomenti. Infatti, anche a proposito del tentativo che Ivan, e spero molti altri, stanno per mettere in campo nella costruzione del partito democratico, esistono argomenti per sostenere al contrario, che il progetto è significativo e con ben magre alternative.

Esiste una area politico sociale di questo paese che non ha una vera rappresentanza, ne ho parlato più diffusamente in altri post. Un’area moderna e globalizzata, con una visione profondamente laica – in cui religiosità profonde convivono benissimo con ateismi – che considera il lavoro, e quindi il merito, come l’unico metro sulla base del quale fondare differenze, nelle carriere, nelle retribuzioni, nelle selezioni universitarie per esempio. Che conosce il resto mondo direttamente, che con l’uso di internet si è abituata a non aver bisogno di mediatori, che sa quanto è importante la connettività. Che conosce bene il fallimento della cooperazione internazionale degli ultimi vent’anni: non si riempie la bocca a vanvera con terzomondismi che sono solo versioni rinnovate di colonialismo, ma vuole spendere in modo diverso i soldi per aiutare i paesi poveri a uscire dalla morsa del sottosviluppo: con l’educazione. Che vuole riformare le istituzioni internazionali, per fare in modo che la globalizzazione sia al servizio dell’umanità, e non il contrario. Che vuole dare forza giuridica al concetto stesso di umanità per difenderla e promuoverla ovunque.

Questa Italia è fuori dalla politica, fuori dai partiti e dai luoghi decisionali e, da oltre dieci anni, ricattata al momento del voto dallo spettro di Berlusconi. Io sono convinto che se un’area del genere diventasse visibile nel PD, anche grazie alla presenza di Ivan, allora i sondaggi crescerebbero, così come la possibilità di riuscire migliorare la qualità della democrazia e della politica italiane.

Qualcuno potrebbe obiettare: perché allora non auspicare che una simile area politica non si faccia partito a sé? Perché un nuovo partito, per quanto fosse capace di non rimanere piccolo, sarebbe probabilmente destinato a fare la fine dei molti che già ci sono: nella migliore della ipotesi testimoniare ciò che andrebbe fatto e non si fa, nella peggiore a svolgere un ruolo di interdizione, magari in positivo, ma sempre di interdizione, e di piccolissimi passi. Mentre invece l’Italia ha bisogno, io credo, di una politica dalle grandi ambizioni.
20.04.07 08:56 - sezione occasional papers
il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Bello e condivisibile l'intervento di Marco Simoni

Forse e' un po' OT:

ma Scalfarotto potrebbe in congresso mandare un messaggio contro:

1) Finanziamento pubblico partiti

2) Finanziamento pubblico giornali?

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Corrado ha scritto:

perche' andare contro il finanziamento pubblico ai partiti?
Da quanto ho capito, se un'azienda finanzia un partito non fa un regalo, ma fa un investimento. Quindi cerca un ritorno economico, e cosi' ci troviamo con le grandi aziende che bussano alla porta di montecitorio. La situazione attuale dell'economia italaina e' emblematica: protezionismo, investimenti esteri quasi nulli, competitivita' anch'essa quasi nulla.
non sarebbe preferibile il finanziamento pubblico ai partiti? Cosi' magari il costo della politica ne verrebbe ridimensionato.
Scusate l'OT

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

"Cosi' ci troviamo con le grandi aziende che bussano alla porta di montecitorio".

Corrado,

sveglia, quelli hanno gia' iniziato a bussare 50 anni fa e il finanziamento pubblico dei partiti non glieo ha impedito.

A questo punto, almeno si taglia uno spreco della politica!

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
carlo_porta_milanese ha scritto:

sono molto colpito dalla forza delle argomentazioni su questo bisogno di rappresentanza delle elites globalizzate (che è un modo per dire: ci siamo anche noi rivendichiamo lo spazio che è nostro siamo intelligenti capaci e preparati quindi abbiamo successo e perdio vogliamo contare anche a Montecitorio)

considerazione 1

Quanto contano queste elites quanti sono? lo 0,5% l'1% del corpo elettorale?

Un PD progressista di sinistra che lotta per l'emancipazione delle persone deve parlare a una platea ben superiore. alla popolazione di impiegati, tecnici, operai, casalinghe molto spesso in aree marginali che non hanno internet per portare queste persone a utilizzarlo certo ma prima ancora garantendo una prospettiva credibile di crescita individuale partendo che so dalla prima casa decente a prezzi onesti? dalla possibilità di fare un paio di settinmane di ferie magari non in campeggio, dalla certezza di una pensione sicura e dignitosa? da uno stato sociale che aiuti nelle difficoltà e promuova l'autorealizzazione professionale e sociale? ecc ecc


2 Ivan, and company devono conquistarsi il consesno questa è la politica. Sino ad ora ho visto mi spiace marco non meritocrazia ne lavoro intelligente (non più di decine di altri che si sbattono animati da una volontà di dare una mano)ma soltanto un uso più efficacie di tecnologie e la capacità di fare accendere su di sè i riflettori dei media. Il che non ha impedito al Nostro di fare una figura di m... alle primarie. Ricordo a tutti che 27000 voti furono pochi di più di quegli disperati degli antagonisti che parimenti si presentarono.

Di "radicalate" ne abbiamo fin sopra i capelli, le velleità e le ambizioni personali ce le mettiamo in tasca e ce le gestiamo senza che divengano un problema per un organismo che ha già i suoi come il PD

Al contrario il PD deve essere un organismo aperto che raccoglie e costruisce consenso tra molti ceti/persone/gruppi organizzati accomunati dalla volontà di costruire una società libera, solidale, egalitaria (nel senso delle opportunità), laica (ma non anticlericale), aperta al nuovo e dinamica (ca va sans dire)

Le persone devono entrare in questo gioco senza furbizie o scorciatoie (del tipo mando una lettera aperta da falso militante di base intercetto la necessità dei vertici di avere una ventata di novità per darsi un tono che non hanno e mi faccio candidare alla faccia delle migliaia che i partiti li fanno vivere sul serio ogni giorno lottando contro scelte amministrative sbagliate, costruendo consesno nel quartiere o facendo una battaglia per una riforma del sindacato o della scuola agendo anche negli organismi direttivi locali dei partiti medesimi o in altri istuituzioni denmocratiche)

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

nel nuovo partito che fondera' Storace pippo potra' trovare tanti suoi alter ego (tassisti romani, farmacisti, notai, falsi invalidi etc.).

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
cxr ha scritto:

Caro carlo_porta_milanese, confesso che anch'io leggendo Marco Simoni ho avuto i tuoi stessi pensieri. E' vero, dalla sua visione sono assenti molti valori tradizionali della sinistra. E non viene data attenzione alle categorie sociali "normali" (impiegati, casalinghe, operai, etc).
Poi però ci ho riflettuto. L'elite globalizzata di cui parla Marco tu la collochi all'1% se va bene. Io credo sia molto di più, ma non è questo il punto. Il punto è che nel mondo questa elite è classe dirigente. In Italia invece è in fuga. In fuga da un paese che non solo non la rappresenta politicamente - come dice Marco - ma la emargina a suon di nepotismi, precariato, corporativismo, concorsi truccati, disonestà. La scelta è quindi fare l'impiegato, la casalinga, l'operaio, oppure andarsene. Molta di questa elite oggi vive e lavora all'estero. Carlo, hai provato a chiederti cosa accade ad un paese quando la sua vera classe dirigente l'abbandona? Lasciando le decisioni ai fassini, tronchetti, montezemoli e berlusconi?

Non è solo fuga di cervelli: il discorso è più esteso e non è limitato ai ricercatori universitari. E' fuga di classe dirigente. Il nuovo partito democratico deve dare rappresentanza a questa classe emarginata dai centri decisionali, perchè ritorni ad investire le sue risorse culturali e umane nelle cose italiane. Perchè torni a occuparsi di politica italiana, di aziende italiane, di ricerca scientifica italiana, di cultura italiana.

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

non mi è chiaro questo punto :

"svolgere un ruolo di interdizione,"

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

Sto seguendo il congresso su dsonline.tv
ottimo Veltroni, appassionante.

e ottimo anche Grillini che dice chiaramente, che o nei prossimi mesi si fa' qualcosa di laico oppure lui (loro?) che ci stanno a fare?

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
carlo_porta_milanese ha scritto:

cxr cercherò di essere più chiaro perchè evidentemente sono stato frainteso (almeno parzialmente)

Mi fanno pena persone che mascherano dietro grandi discorsi di cambiamento e innovazione il (un pò sordido) facciamo carriera (ulteriore)

Nessuno vuole cacciare i capaci e i bravi, ma questi devono dimostrarsi tali non a parole o perchè sono brillanti imprenditori.

No alla scorciatoia dei bravi a prescindere che scendono in politica come unti del signore.

In Inghilterra dove ci sono i quarantenni come Milliband a contendere il potere post Blair il medesimo è stato un brillante MP che ha vinto il suo collegio uninominale ha costruito alleanze, consenso reale e progetti politici idee riconoscibili. Il medesimo Milliband è sottosegretario sono persone che fanno politica non ufo che da Mosca fanno un blog seguito da tanti amici carini carini (scusate l'acredine)

Bisogna che questi personaggi siano selezionati in modo trasparente non perchè sono bravi ricercatori-professionisti-dirigenti: la politica è un mestiere diverso; chi è Scalfarotto con tutto il rispetto? Uno che ha trovato il modo di parlare con il Sig fassino che alla faccia di una dialettica trasparente ha deciso di cooptarlo. Allora è meglio Mastella è più credibile e corretto.

Lo dice un sostenitore del PD che è sempre più deluso da un comportamento che posso dirlo? mi sembra miserabile semplicemente! Di questo passo un grande progetto finirà nella merda.

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
carlo_porta_milanese ha scritto:

guarda pippo che molti nella base la pensano come me e non sono tutti pensionati a cui darla a bere in occasione dei congressi dobbiamo solo guardarci in faccia contarci e poi vedrai che fuori e dentro i DS-PD siamo più di quanto pensano...

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
cxr ha scritto:

Caro Carlo, ecco, quello di cui io sono arcistufa, in questo blog come in tante discussioni politiche è proprio l'acredine, il processo alle intenzioni, il cercare scopi/motivazioni altre rispetto a quanto le persone dichiarano. Non mi piacciono gli articoli di Alberto quando sono impostati su questa linea, non mi piacciono le discussioni che prendono questa piega. Anzi, questo modo di affrontare le questioni - secondo me - è un altro segno della nostra inesorabile decadenza culturale.
Mi spieghi perchè da una dibattito di idee (stavamo parlando di partito democratico ed elite globali) passi a parlare di quali sarebbero le intenzioni vere e nascoste di Ivan?
Perchè ti da fastidio che lui sia arrivato a parlare con Fassino? E' vero molte persone impegnate da sempre in politica, magari anche nei DS, non ci sono mai riuscite. Questo dimostra solo che Ivan è stato capace di usare a suo vantaggio i nuovi mezzi di comunicazione, come Internet. Dimostra che fa parte di quegli italiani che descrivevo prima. Ivan e' gia' classe dirigente. Ma altrove. Ha semplicemente pensato (con una certa generosità mi verrebbe da dire), che le capacità e le competenze di cui dispone potrebbe metterle al nostro (di noi italiani) servizio. Se pensi davvero che è meglio Mastella, sei più conservatore del cosiddetto "popolo delle primarie" che ha dato più voti a Ivan che a Mastella (al netto del suo feudo ovviamente, dove aveva mobilitato ogni familio disponibile).

il 20 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
carlo_porta_milanese ha scritto:

a questo punto cara cxr devo dedurre che tu non voglia leggere quello che ho scritto.
Mi sforzo di essere ancora più chiaro: ho fatto l'esempio di una persona in inghilterra che può riassumere tutto quello che ti è più caro al mondo.

Milliband è giovane, carino, eterosessuale (lo cito perchè non sono io che comunico al mondo le mie inclinazioni siccome è di moda l'outing...), ha una famiglia, mi sembra venga dal mondo dell'università è ambientalista però è anche una perosna che non ha telefonato a Blair e per reciproche convenienze (questo è un fatto nessun processo alle intenzioni i DS e fassino hanno un'immagine corrosa e debole cosa meglio per darsi una patina di novità con uno scalfarotto bloggaro no?) è stato catapultato (probabilmente ma sono pronto a scommettere 100 € dei miei che sarà così) in un collegio con elezione assicurata (visto le proposte di legge che girano...)

ha fatto una carriera, in altre parole ha studiato per diventare politico ha dimostrato sottoponendosi a elezioni nel partito e nel paese che raccoglie consenso che ha significato per il popolo inglese. Ha fatto proposte concrete che lo hanno fatto crescere sino a possibile alternativa a Gordon Brown come Primo Ministro: in altre parole ha lavorato

Permettimi di concludere che passare dalla cooptazione di Mirabelli a quella di Scalfarotto non mi sembra un passo avanti.

>Concludo dicendo due cose:

1 io rispetto quelli che non si fingono altro (o non sembrano fingersi altro visto la discrepanza tra le dichiarazioni di Ivan e le sue azioni non mi sembra un processo alle intenzioni rilvare questa discrepanza); mastella è questo voto in cambio di sicurezze è scandaloso? certo ma non l'ho imbarcato io nell'alleanza. Comunque preferisco guardare in faccia con chi parlo sicuro di non guardare una maschera

2 insisto che 27000 voti con quella copertura mediatica sono peanuts (così direbbe Ivan from London no?). quindi deduco che nonstante le speranze di questa generazione U nel paese Ivan rappresenta poco.

Aggiungo che la classe dirigente non deve per forza venire dai master inglesi o USA (io sono laureato lo dico perchè non sembri un discorso pro domo mea). La sinistra dovrebbe sapere ciò perchè in tempi passati lo ha fatto. I suoi migliori dirigenti politici gente che ha fatto l'Italia davvero non chiaccherando su internet come noi, venivano addirittura dalla scuole serali e da storie di analfabetismo. cito uno per tutti Di Vittorio (che in quanto a riformismo dava la paga a tutti) oppure le decine di costruttori di cooperative nel paese che hanno fatto diventare realtà l'avere una casa ad esempio.

Quindi uscirei dal dibattito stucchevole per concentrarci ancora una volta sulle modalità di selezione: insisto una lettera aperta pubblicata da corsera propedeutica alla cooptazione non mi sembra un metodo corretto. Quindi scalfarotto è benvenuto (e molti altri con lui) ma la selezione di un gruppo dirigente nuovo che pure deve esserci deve passare per strade trasparenti e meritocratiche

il 21 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Sciltian Gastaldi ha scritto:

Marco, fottete Berlusconi e all'ultimo momento cambiate il nome del PD: chiamatelo Partito Liberale. Una trovata geniale.

Per andare ai contenuti: non è affatto vero che una corrente clericale integralista in un partito medio conterà di meno in un partito grande; gli integralisti NON sono democratici e NON accettano il principio di maggioranza. Se domani nel PD sarete al 70% favorevoli ad aborto, divorzio e matrimonio gay, il restante 30% sarà e rimarrà contrario. Sai quale sarà la soluzione per tenervi tutti dentro allo stesso partito? NON AVERE ALCUNA POSIZIONE UFFICIALE SU QUESTI (e altri, molti altri) temi.

Bello schifo.

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