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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
"Una comunista non ha paura"
Alberto Biraghi GinaGaleottiBianchi.jpg Dopo due ore di pedalata attorno e dentro Niguarda, nei luoghi in cui nei giorni che precedevano il 25 aprile 1945 i nostri partigiani preparavano l'insurrezione che avrebbe liberato Milano dai nazifascisti, siamo iamo tornati al Teatro della Cooperativa. Anno dopo anno, Renato Sarti non manca di ricordare la stellina della Resistenza della città, Gina galeotti Bianchi, staffetta partigiana e attivista del Gruppo di Difesa delle Donne, falciata da una raffica di mitra il giorno prima della liberazione. E' una ricorrenza a cui non si dovrebbe mancare. Eppure non si è visto alcun maggiorente della politica locale, a pedalare col nutrito gruppo di irriducibili.

Già, fermarsi a mettere un fiore dove Lia fu uccisa, attraversare i cortili di Niguarda per rendere omaggio all'ulivo donato dai partigiani e oggi a rischio di finire legna da ardere per far posto a un parcheggio, fischiettare Bella ciao mentre si pedala compatti attraverso via Hermada, è utta roba vecchia, obsoleta, "massimalista" e "radicale". E comunque, per niente riformista. Come aspettarsi quindi una presenza della politica, quando per i rappresentanti della cosiddetta sinistra questa della liberazione è "la festa di tutti", quindi di quelli che liberarono l'Italia (pagando un prezzo carissimo) come di quelli che la volevano consegnare ai nazisti? A questo proposito, ecco una opinione di Renato Sarti sul 25 aprile "festa di tutti" raccolta da OMB.

Ecco. Di questi giorni non si fa che parlare del Partito Democratico, con la scomparsa definitiva di ciò che resta dell'eredità della Resistenza per un fine dichiarato "alto", forse addirittura la salvezza del paese. Forse qualcuno degli addetti ai lavori, quelli impegnatissimi nei rimescolii di facce e poltrone, potrebbe ricordare che Gina Galeotti Bianchi, staffetta pratigiana col nome di battaglia "Lia", andò a morire perché doveva portare più in fretta il messaggio e non volle prendere la via più lunga, ma più sicura. Perché "una comunista - disse alla compagna Stella che pedalava assieme a lei - non ha paura".

Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia "Lia", martire e stellina della Milano che non si arrende alla mediocrità conformista, di destra o di sinistra che sia.
23.04.07 00:23 - sezione ciò che è mio
il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

"una comunista - disse alla compagna Stella che pedalava assieme a lei - non ha paura".

gente abituata al sangue, non si scompongono

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
maria cascella ha scritto:

dedalus tu sei un altro di quelli che attaccano noi comunisti di essere famelici di sangue, lia era una partigiana incinta di otto mesi che stava cercando di aiutare i suoi compagni partigiani ad uscire dal ventennio fascista e dall'occupazione nazista, falciata da una raffica di mitra senza pietà alcuna, come fai a scrivere una tale schifezza?

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Capiamoci (nulla contro la poveretta falciata dai nazisti): i kamikaze che si fanno saltare insieme ai mercati, a volte, sono donne e ragazzi.
Fanatici. Come lo sono stati (la frase della bianchi ne è una classica riprova) a suo tempo anche i comunisti. E non solo loro.
Io penso che, invece, una persona normale ha paura della morte; e fa benissimo.

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
maria cascella ha scritto:

scusa dedalus vorrei che spiegassi una cosa, pietro micca non era comunista ma cosa fece per fermare i francesi?
C'è un momento in cui ognuno di noi sè richiamato ad un atto di responsabilità, magari si dice che non si teme la morte per trovare la forza di andare avanti, di farsi coraggio, il kamikaze usato a metodo e strumento è ben altra cosa dall'azione di lia o di pietro micca.
valuta bene l'azione, il momento e poi declama.
maria

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

bergamasco proprio no, dillo a qualcun altro

non sono stato io a iniziare una discussione sotto il pomposo titolo "un comunista non ha paura"..tu mi citi pietro micca..ok..si riassapora il piacere della retorica, delle statue dei caduti che vanno all'assalto a petto nudo, degli eroi che lanciano la stampella contro il nemico etc. etc.
Lo so lo so, c'è gente che senza miti e frasi roboanti non riesce a vivere..

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
maria cascella ha scritto:

facciamo così dedalus pasciati nelle tue certezze , nelle tue sicurezze, non compiere altro sforzo che il rimbrotto perenne, anzi ti dirò di più un giorno venne mago zurlì e con la bacchetta magica e pronunciando abracadabra ci liberò dai nazisti, fascisti, squadristi, ss; lia?
una megalomane masochista che biciclettava istigando i fascisti a spararla, eh sì 'sto revisonismo del cavolo quanto fieno vi sta portando nella mangiatoia.
maria

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

"fanatica" ???

perchè non vai a vomitare da un 'altra parte ?

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Bruno ha scritto:

Una persona normale ha paura della sofferenza, che è di atroce probabilità in fine della vita. Ma “quel che morir chiaman gli sciocchi” per dirla col Petrarca, se facesse veramente paura ci costringerebbe a uno stato d’angoscia incessante, respiro per respiro, perché si sa benissimo che non gli potremo sfuggire. Sono solo i fanatici dell'aldilà, a temere la morte. O ancora più sciaguratamente a provocarla ad altrui.

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Qui sfugge una cosa: io non sto discutendo sull'uccisione (barbara) di una staffetta partigiana.
Discuto il titolo, retorico e non privo di significati ambigui (che vuol dire: che i comunisti sono eroi?) tratto dalle confidenze -probabilmente un po' elaborate letterariamente- confessate ad un amica mentre pedalava verso il suo destino.
Di fregnacce del genere fascisti e clericali ne hanno dette tante, il mascellone in primo luogo. Tutte stupidaggini celebri sul valore italiota (poi dimostratosi alquanto modesto).
In un breve racconto di flaiano il dittatore (un dittatore generico) intervistato sulla carenza degli ospedali rispondeva: "il nostro popolo è fondamentalmente sano".

il 23 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

potete notare qui il classico meccanismo della provocazione a fini dilatori.

prima si dice una cazzata pesante.
(qualcuno ci cascherà.)

una volta cascato il tordo (la preda non capace di tacere di fronte alla cazzata provocatoria), il provocatore diluisce le sue cazzate con argomentazioni dibattibili: rigettande ma dibattibili.

e piano piano la merda sale.
e il tempo passa.
e chi non si fa opinioni sue ascolta e dice "però, non è solo torto".
e anche il suo tempo passa.

intanto la merda sale.

e qualcuno gli va dietro, cercando di essere "realista", di "dibattere", "argomentare", "confrontarsi", "far capire".

l'indibattibile.

il 24 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Rota mia..sei il classico esempio di quelli che nei cortei, appena vedevano un passante, gridavano alla provocazione..(allora non esistevano i troll)
Il problema, insisto, non è la tragica morte della bianchi, ma il titolo.."un comunista non ha paura"..
E i titoli, tu mi insegni, non vengono messi a caso.
La stessa discussione ci fu, a parti invertite (io non partecipai) sul "vi faccio vedere come muore un italiano".. ricordi?
Rifletti..(e se sei ancora in forma tutti i lunedì alle 19, ai campi dell'acquacetosa, si gioaca a rugby tra old..; )

il 24 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonella_c ha scritto:

@rota : grazie

il 24 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
restodelmondo ha scritto:

Qui si vede, credo, uno dei danni dello sdoganamento dei fascisti (fascisti-fascisti, intendo, quelli che "i ragazzi di Salò in fondo erano brave persone"): non si può discutere di diverse sensibilità retoriche (uso la parola retorica in senso neutro, non negativo) perché ci si deve preoccupare di difendersi da chi ha diverse sensibilità democratiche - per così dire.

Personalmente: credo che ciascuno, essendo diverso, trovi la forza di essere antifascista in diverse retoriche (di nuovo: in senso neutro). Il punto fondamentale è essere antifascisti, poi delle retoriche si può anche discutere, a patto di accettare che persone diverse sono stimolate da toni diversi.

Insomma, credo che la partigiana Lia possa aver detto quella frase, e credo che altri partigiani possano aver avuto sentimenti diversi. Io mi sento più vicina come sensibilità *retorica* a questi altri. Ma quel che conta è che siano stati partigiani, e a tutti porto rispetto e gratitudine oltre ogni dire.

(Spero di essere stata chiara. Se no, provo a riscrivere.)

il 24 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Personalmente: credo che ciascuno, essendo diverso, trovi la forza di essere antifascista in diverse retoriche (di nuovo: in senso neutro). Il punto fondamentale è essere antifascisti, poi delle retoriche si può anche discutere, a patto di accettare che persone diverse sono stimolate da toni diversi.

La questione è più complessa (lasciamo perdere lia, ora); ma l'antifascismo di stalin o altri del genere, come lo giudichi? Si sono trovati una retorica per dare un senso alla loro battaglia, oppure lottavano -tra pari- per l'egemonia?
Il punto, poi, non è essere antifascisti; bensì democratici (della qual cosa antifascismo, anticomunismo, antitotalitarismo e lotta allo stato teocratico sono emplici corollari).
Chi fa dell'antifascismo il centro di tutto in realtà non è un democratico, ma semplicemente rimpiange un periodo in cui alcuni lottavano, armi alla mano, in nome di idee che oggi non sono più igieniche.
Per questo avevo da eccepire sul titolo della discussione (che suonava nostalgico; nei confronti di un'ideologia che -al pari del fascismo- ha fatto milioni di morti).
Comunque: ci siamo capiti benissimo e non facciamo finta di difendere la povera lia. Il tema era altro.

il 24 Aprile 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Dedalus, non mi fare il Berlusconi de' noantri.
Un'ideologia di per sé non fa morti. Unica eccezione il nazifascismo, che ha per scopo principale quello di fare morti.
Il comunismo è stata la pezza ideologica di regimi che hanno dilapidato in modo criminale risorse umane e ambientali.
Al tempo stesso è stato il supporto ideologico delle lotte che hanno contribuito (almeno in misura pari al capitalismo) a formare la tanto decantata civiltà occidentale.

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