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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
The good shepherd
goodshepherd.jpg La prima opera di Robert De Niro regista da 13 anni (la precedente, The Bronx, risale al 1993) è un film più coraggioso di quanto possa apparire da questo lato dell'oceano. Non deve essere stato facile per gli spettatori americani prendere coscienza del fatto che nella loro democrazia "perfetta" un pugno di uomini totalmente privi di controllo e scrupoli ha potuto indirizzare il destino del loro paese e del mondo intero. The Good Shepherd racconta i quarant'anni in cui è nata la Guerra Fredda attraverso la vita di Edward Wilson, giovane brillante, patriota, free riservato, a cui viene proposto di entrare nell'OSS in tempo di guerra e poi nella CIA. Il film rimbalza avanti e indietro attraverso quarant'anni della sua vita, che viene totalmente presa da una non-professione per la quale rinuncerà a tutto: amore, affetti familiari, perfino alla felicità dell'unico figlio.

Costato la bellezza di 110 milioni di dollari anche a causa del cast stellare (Robert De Niro, Angelina Jolie, Matt Damon, Alec Baldwin, Joe Pesci, John Turturro, William Hurt eccetera), il film soddisfa, nonostante alcune ingenuità (Matt Damon è perfettamente identico a se stesso a 20 e a 60 anni, Angelina Jolie non riesce a essere credibile nei panni affranti di moglie trascurata, alcuni dialoghi scaricano in una retorica holliwooddese più da Un dollaro d'onore che da spy-thriller politico). Il ritmo è lento, ma riesce a non annoiare grazie a una regia sempre attenta ai dettagli, che anche nelle pause sa dare allo spettatore motivi di interesse. Il ping pong temporale non è più fastidioso di tanto, anche perché le scaltre didascalie che indicano l'anno della scena in corso aiutano lo spettatore a non perdersi in un mare di intrighi e personaggi minori in cui il protagonista si muove, perfettamente a suo agio, nonostante le contorsioni morali e affettive a cui è costretto. Bravi tutti, Robert De Niro stellare, Alec Baldwin a ruota. Sufficiente l'inossidabile (ma non è colpa sua) Matt Damon. Angelina decorativa - soprattutto quando fa la giovane in caccia - as usual.
04.05.07 09:59 - sezione cinema
il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nonnoulisse ha scritto:

Non è vero. Fa dormire. È blando. Matt Damon rifà dopo pochi mesi la stessa maschera di The Departed ma senza una sceneggiatura degna di questo nome alle spalle. Non ci credo che sia per rendere quanto questi criminali in giacca e cravatta siano pupazzi. E don't get me started sul crimine chirurgico operato sulla faccia della povera Jolie. Infinitamente meglio Le vite degli altri o un buon Ellroy, magari American Tabloid (non ho mai osato vedere i film tratti dai suoi libri).

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

certo che se anche in Italia imparassero a fare film di denuncia meno pallosi (non tutti, per carita'), magari piu' gente andrebbe a vederli.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Ellroy ha scritto:

La pecca maggiore del film forse è la sua lunghezza. Credo potesse essere snellito di almeno 20 minuti. Un film di American Tabloid? Dopo Black Dhalia non oso pensarlo.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Ci sono le buone intenzioni, e bisogna darne atto, ma il risultato è un po' scadente. La trama strizza l'occhio alle spy story vecchio stampo, pur avendo la pretesa del realismo. Poi, troppi cameos, anche di valore, buttati lì (davvero non si capisce che ci stiano a fare in un film del genere tipi come Baldwin o Hurt).
Le cose migliori del film secondo me: alcune battute fulminanti (vedi la geniale scena del dialogo con il boss mafioso, che non descrivo sennò mi dicono che faccio lo spoiler) e un immenso John Turturro.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

No, è un film venuto male. Volevo andarmene a metà.
E' troppo lungo, troppo lento e troppo pesante. Non ha slancio e non ha respiro. Peccato perché il soggetto non è male, ma il risultato è noioso e debole. Sembra una astronave superstellare che va come una 500.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nonnoulisse ha scritto:

Superstellare? Giusto, avevo una genuina curiosità di vedere Keir Dullea ma non ho resistito al sonno...

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Non male, Dullea: in questo film ricorda molto "The smoking man" di X Files.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
zetavu ha scritto:

Bello, l'ho trovato politicamente coraggiosissimo.
Sarà anche lento, ma è un film a suo modo anche colto.

il 04 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Barbara ha scritto:

'Le vite degli altri' è ottimo secondo me, anche perchè recitato molto bene.

il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sarmigezetusa ha scritto:

grande la citazione di Vladek.

il 06 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
wolverine ha scritto:

Per Nonnoulisse: analisi cristallina, che condivido pienamente.

Per Mauro: li fanno. E' che non escono in sala! Volete sapere in quante copie Fandango è riuscita a farci vedere "Cronaca di una fuga" che, tra l'altro, consiglio nonostante non sia perfetto? 20 in tutta Italia. Assurdo. A proposito: è uscito venerdì. Ve ne siete accorti? Capisci, adesso, qual'è il vero problema?

Per Ellroy: di 20? Dura 2 ore e 47! Se ne tagliassimo cinquanta, inizierei a migliorare il mio giudizio critico a riguardo ed il bello è che siamo di fronte alla prima parte di una trilogia! Preparatevi, ragazzi. :)

Per Pino: well done ma non sono d'accordo sul grandissimo Hurt. E' la genia Baldwin (fratelli inclusi) che dovrebbe essere interdetta dalle produzioni! John Turturro è sempre notevole. No doubt about it. :)

Per Giodi: hai ragione ma l'intenzione era buona. E' che il film perde ulteriormente nella versione italiana e De Niro si è allargato con le bobine. Inoltre, cosa non sottolineata abbastanza, è un film pro CIA. Da cosa me ne accorgo? Dal fatto che non rivela un solo fatto che non fosse arcinoto.

Su Keir Dullea: stavolta, alzo le mani. Mi era sfuggito e non dovrei ammetterlo, visto che 2001 è un punto di riferimento per chiunque faccia questo mestiere.

Su Vladek: leggete la bella pagina dedicatagli su Wikipedia. http://en.wikipedia.org/wiki/Vladek_Spiegelman

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