qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Chi ce l'ha con chi?
Alberto Biraghi Edward_R_Murrow_CBS.jpg Chiedo scusa in anticipo ai lettori di OMB per un po' di autoreferenzialità, ma c'è un tema che devo trattare sui rapporti tra OMB (e in genere il mondo della nuova informazione libera), i colleghi dell'informazione tradizionale (quotidiani, settimanali, radio, TV) e il potere politico. Premessa. Diceva Alessandro Caporali (maestro di una generazione di giornalisti lombardi, ammazzato prematuramente da un maledetto male, mio tutor per l'esame da professionista e poi amico carissimo) che l'intervista è «la trascrizione autorizzata di un colloquio in cui un giornalista tenta di far dire a una persona nota cose che quella persona normalmente non direbbe». Penso ad Alessandro al mattino, sfogliando la mazzetta elettronica, quando impatto con una delle cosiddette interviste che in realtà sono assist - più o meno smaccati - a uno dei potenti di riferimento della testata.

Ogni volta che lo smacco supera il livello di ragionevolezza, lo diciamo. Per esempio quando Letizia Moratti dichiara che a Roma non c'è metropolitana o quando Filippo Penati definisce «leggera» una struttura di 120 persone per la sola provincia di Milano per il nascituro PD, senza che il giornalista faccia un plissè. A ricevere queste sbrodolate alla fine sono i cittadini, incolpevoli e spesso inconsapevoli di come il sistema dell'informazione abbia stretto un patto di ferro con la casta politica. Andandoci a braccetto. Uscendoci a cena. Partecipando alle trasferte in luoghi ameni. A volte ricevendo regali e benefici "fuori busta".

Il caso in questione. Siamo reduci dall'ennesima telefonata (preventivata) dall'ennesimo collega citato per un'intervista-assist da noi considerata inaccettabilmente disinformante. Come sempre accade, il collega ha visto nel nostro commento un attacco personale, «ce l'avete con me». Abbiamo provato a spiegargli la nostra posizione, a dirgli che non è vero, ma il suo fiume di parole inarrestabile ce lo ha impedito. Così lo facciamo qui. Sia chiaro, una volta per tutte, che se scriviamo «il potente non aveva di fronte un giornalista» è perché riteniamo che nella circostanza l'intervistatore abbia fatto l'addetto stampa, anziché il giornalista, limitandosi a raccogliere e trascrivere delle autocelebrazioni.

Ultima considerazione a margine. Le stesse persone che si manifestano (anche rumorosamente, come ogg) appena scriviamo qualcosa che a loro è poco gradito, troppo raramente ci riconoscono quando usano i nostri contenuti originali, i riprendono i nostri temi, riportano le notizie che diamo in anteprima. La sensazione è che per gran parte della stampa convenzionale OMB esista solo quando rompe i coglioni, loro o della loro parrocchia. Ci viene un dubbio, non sarà per caso che ce l'hanno con noi?
05.05.07 15:17 - sezione ciò che è mio
il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

Argomento straordinariamente fertile di spunti, il rapporto degli "altri" coi potenti. Vedi per esempio, l'atteggiamento della stampa vs. Tronchetti o Vaccarella (Viva travaglio che lo ha scritto!).
Però, Alberto, facci capire di più: mi pare una storia divertentissima....

il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

i politici sono sbarcati in massa su Internet coi loro blog auto-promozionali, imbarazzanti oltremisura e privi di contenuti. l'altra faccia del Web 2.0, che non mi piacerà fintanto che non verrà promosso un aggiornamento della netiquette che impone di accettare le critiche e lo sberleffo in modo unilaterale, e metta in cattiva luce la smaccata autopromozione di se' e dei propri amici.

il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Morgan ha scritto:

Ho la netta sensazione che tanti siano sempre i soliti ipocriti italiani, lo scranno è l'unico vero obiettivo...

il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Paolo, da capire non c'è granché, né c'è molto da ridere ahimè. I quotidiani sono feudo dei MinCulPop, alla faccia dei proclami di indipendenza dei miei colleghi che ci lavorano. Inciuci e conflitti di interessi, scambi di inviti a cena tra giornalisti e maggiorenti. Feste, canne, happy hour sono consumati in assoluta promiscuità. Le carriere sono influenzate dai partiti. Si dice di Berlusconi, ma quanto a lottizzare l'informazione il centrosinistra gli tiene testa benissimo, non occorre avere delle talpe, basta leggere con un briciolo di attenzione.

Comunque alla prima occasione te ne racconto delle belle.

il 05 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

Posso fare il coglione della situazione, per una volta?

Io credo che il tuo blog (stupendo, sai bene che per me è lettura quotidiana) stia alla politica comunale/provinciale come un quotidiano tipo l'unità o la repubblica stanno alla politica nazionale. Infatti fra i vari argomenti trattati, oltre alle cose italiane in generale, il tuo lavoro strettamente giornalistico si concentra sui fatti comunali/provinciali.

Su questo blog scrivono appunto esponenti di questo ambiente: corritore, scalfarotto, civati, con le quali immagino siate legati da sincera amicizia e stima.
Non credi che in questo ci sia un leggero conflitto di interessi e che tu sia il primo a pubblicizzare le loro idee e a fare anche campagna elettorale per loro?

Dunque: il problema di questa riflessione è che secondo me questi tre ragazzi meritano effettivamente il massimo impegno per dar loro visibilità. Ma questo è sufficiente per (auto)considerarti DIVERSO dagli altri giornalisti? Sul piano puramente logico/formale non vedo tutta questa differenza.

Un abbraccio.

il 06 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Caro Mauro, per usare un luogocomunismo "ti ringrazio di aver fatto questa domanda che mi dà l'opportunità di chiarire meglio il mio pensiero".

Da che mondo è mondo i mezzi di informazione si schierano. Si schierò Montanelli quando disse di turarsi il naso e votare DC, si schiera Scalfari quando scrive l'editoriale nel venerdì pre-elettorale, si è schierato perfino il Corsera (editoriali di Paolo Mieli e Sergio Romano) alla vigilia delle politiche 2006. Fa parte del gioco e OMB - nel suo piccolo - non si sottrae. Ma quando sosteniamo chi sentiamo in linea coi nostri temi (trasparenza, laicità, diritti, innovazione, moralizzazione della politica, eccetera), lo facciamo in assoluta autonomia. Prima delle comunali milanesi abbiamo dato una serie di nomi da votare (Adamo, Maran, Sacerdoti, eccetera) alternativi alla nostra scelta (lista Ferrante). Ovviamente non rinunciamo alla funzione di controllo e critica. Siamo pronti - se caso - a censurare, anche duramente, i nostri candidati. Diamo spazio in modo laico. Anche a esponenti di destra (vedi Bruschi, Dapei, De Nicola, Fidanza, eccetera) quando fanno qualcosa in cui ci riconosciamo.

Ben altro è l'atteggiamento di quella stampa che si schiera in modo ambiguo. Il caso più evidente - per quel che riguarda il centrosinistra locale - è Repubblica, che non manca di fare da cassa di risonanza a un'amministrazione quantomeno discutibile come quella della provincia di Milano, in modo che appare totalmente acritico. Possibile per esempio che sulla vicenda ASAM (quella con cui - secondo l'opposizione - Penati ha contribuito a finanziare le manovre di Consorte strapagando un pacchetto di azioni Serravalle a Marcellino Gavio) sia uscito un solo articolo critico (Alessandro Penati, nessuna parentela) a fronte di decine di interviste spalmate? Possibile che il lettore di Repubblica debba aspettare il libro di Gianantonio Stella per sapere che Penati è nel CdA di una strana società a capitale in parte occulto (Eventus srl, produzione e commercializzazione di materiali edili) a fianco del sindaco leghista di Albano Sant'Alessandro? O - peggio - che spende mezzo milione di euro pubblici l'anno per l'ufficio stampa e quasi 300mila euro di "spese diverse e funzionali per gli uffici della direzione, del segretario e dell'ufficio stampa"? E ancora, ha senso che si riportino regolarmente atroci banalità - per esempio quelle dette da Mirabelli nell'intervista che ha dato spunto per l'ultimo quiz - senza stigmatizzare?

Mauro, a me pare che la differenza sia evidente, che ne dici?

il 06 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

"Ben altro è l'atteggiamento di quella stampa che si schiera in modo ambiguo."

Effettivamente non avevo valuto che QUI sta il punto dolente. Tutti siamo faziosi, e il grande inganno che ci ha fatto l'informazione italiana negli ultimi anni è stato quello di spacciarsi per neutrale, dandoci l'illusione di poter essere arbitro e garante.

Corriere, repubblica (e per i più tonti anche vespa mentana e alcuni tiggì) hanno marciato sull'autorevolezza guadagnata nei decenni passati per farci "fidare di loro" in quanto "oggettivi". Da questo punto di vista Emilio Fede fa meno danni, perchè ci permette di filtrare le sue parole: noi sappiamo benissimo chi è, cosa fa e perchè lo fa, di conseguenza l'inganno si realizza più difficilmente.

Bravo Alberto: continua a dirci chiaro e tondo per chi fai il tifo e perchè! Ma continua a sceglierteli bene come hai fatto finora! :)

Saremo severissimi!!! ^_^

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