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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
I peccati della curia romana
intellettuale.jpg Questo post di Mario Adinolfi ha il pregio di fare emergere con trasparenza una posizione che secondo me è molto diffusa. In soldoni, sostiene Mario, a me i Dico vanno bene, anzi, sarei proprio per avere PACS e tanti diritti nuovi per le nuove famiglie, però questi sono temi elitari che riguardano una minoranza. La maggioranza degli italiani costruisce una famiglia piuttosto tradizionale e dunque è questa che va sostenuta prioritariamente. Io credo che opporre le nuove famiglie alle famiglie tradizionali sia un grande errore che non fa bene né alle une né alle altre. L'emergere di nuovi modelli familiari - dalle coppie non sposate, ai single con figli, ai single con gatti, alle coppie omosessuali per citarne solo alcune - è un fenomeno che non è dipeso direttamente da eventi esterni, non è dipeso ad esempio dallo sviluppo della tecnologia (come invece è accaduto, per esempio, con l'emergere di nuovi modelli di vacanza, diversi dal tradizionale mare-montagna, grazie alle tecnologie dei trasporti).

L'emergere di nuovi modelli familiari - ovvero di comunità molto ristrette che condividono una profonda, prioritaria ed esclusiva solidarieta' esistenziale - è legato alla nuova libertà di cui le persone dispongono, alla minore presa che norme sociali stereotipate hanno sulla psiche e sulla volonta' delle persone.

Fino a non molti anni fa, gli attuali membri di famiglie non tradizionali, sarebbero stati probabilmente costretti in famiglie tradizionali senza avere nemmeno la possibilità di concepire per sé stessi delle forme di vita diverse. Avrebbero vissuto in tali contesti alimentando infelicità, coacervi di violenze e nevrosi familiari.

I nuovi tipi di famiglie dunque restituiscono forza anche alle forme tradizionali, perché queste ultime diventano scelte accanto ad altre opzioni, e dunque il loro fondamento - la libertà degli individui - ne esce rafforzato.

A ciò va aggiunto che le forme nuove di famiglia, soprattutto nel nostro paese, vengono costruite principalmente da generazioni più recenti e la assenza di diritti e tutele per esse è un'altra delle forme in cui le generazioni più anziane opprimono e umiliano le più giovani. Pieni riconoscimenti di cittadinanza, diritti in primis, sono necessari per consentire uno sviluppo armonioso delle persone, la sanità dei loro contesti sociali, e infine la crescita armoniosa del paese che, non a caso, langue nella stagnazione economico-culturale ormai da quindici anni.

Per questo io credo che mettere in opposizione tra loro il gran numero di forme in cui oggi gli uomini e le donne rifuggono dalla solitudine imposta dai ritmi delle nostre società e costruiscono responsabilmente comunita' di affetti, sia un grande errore e comporti una grave responsabilita' sociale e politica da parte delle autorita' religiose che la perseguono, per i danni che produce. O, per usare il linguaggio della curia romana, credo sia un grave peccato.
di Marco Simoni
10.05.07 07:05 - sezione occasional papers
il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Mah..io penso che i nuovi tipi famiglia della nostra epoca, da single ai gay, alla minore durata delle convivenze etc. rispondono ad una visione della vita liberata dai vecchi "valori" ideologici. Perchè mai, ad esempio, uno dovrebbe stare con la stessa donna (uomo) tutta la vita? Una volta nascevi, ti sposavi con una tizia baffuta su accordo tra famiglie, facevi figli, ti ammazzavi di lavoro nei campi ed intorno ai cinquanta, con l'aria di averne novanta, stiravi le zampe. Diciamo era un sano modello cristiano.
Ora, fortunatamente, l'individuo ha scoperto che la vita può essere piacevole, che gli amori passano e vanno, che a cinquanta-sessanta-settanta si può anciora giocare a tennis etc. etc.
Modello edonistico, relativista, individualista etc.
E la legge si deve limitare a prendere atto dei costumi dell'epoca.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Se faccio un bilancio delle famiglie ultracattoliche del mio quartiere (dove abitano circa 400 persone), almeno 4/5 figli di queste famiglie stanno convivendo coi loro compagni/compagne...
Non è il matrimonio o la famiglia in crisi, ma i formalismi e le ipocrisie di una società.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
minimamoralia ha scritto:

temi elitari che riguardano una minoranza? il solito superficialone di un adinolfi vada a guardarsi quante coppie di fatto vivono e si moltiplicano in Italia senza tutele specifiche. La questione è che quella maggioranza che sfilerà tronfia in piazza per difendere quelli che stanno diventando privilegi tra 10 anni lo sarà molto risicatamente.
Era il matrimonio che doveva essere modificato, anzitutto, e forse i pacs sarebbero stati inutili.
Ma se manco il divorzio breve riesce a passare tra i banchi di quei pluridivorziati, allora i diritti bisogna prenderseli con istituti giuridicamente traballanti, come obiettivamente sono i DICO nel mediocre disegno di legge presentato.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
kamillo ha scritto:

sono pienamente consapevole di far parte, io e il mio compagno, di un'elite minoritaria, ma l'essere MINORANZA può giustificare la DISCRIMINAZIONE? Viviamo INSIEME da 17 anni,condividendo, ne più ne meno, gioie e problemi di quasi tutte le coppie sposate, ma molte cose NON LE POSSIAMO FARE; buon ultimo: attendevamo, coi miseri DICO, di poter almeno fruire della possibilità di costituire un'impresa famigliare per regolarizzare la nostra attività, senza dover ricorrere a srl, sas,etc...ma, molto probabilmente, continueremo così, semisommersi, semivisibili, insomma,per lo stato MEZZE PERSONE!
E Adinolfi, continuando a definirci costituzionalmente marginali, non cogliendo, questo il suo grave peccato, che non siamo altri, ma siamo PARTE di questo organismo chiamato società ed è dimostrato che ogni qualvolta, per motivi ideologici, sono state operate metaforiche POTATURE al corpo sociale di soggetti indesiderati NON ne è MAI venuto del BENE.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Leonardo Bianchi ha scritto:

I pluridivorziati di cui parla "minimamoralia" hanno già leggi apposite che si sono confezionate per loro stessi; quindi che cavolo volete che gliene freghi del popolo bue itagliano che paga i loro ricchi emolumenti con corredo di cotillons vari?

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

infatti è tutto un grande nonsense.
E' chiaro che noi laici siamo a favore delle politiche per la famiglia, in particolare tutte quelle politiche che rendono piu' facile (o meno difficile) la vita alle giovani coppie, tra cui asili-nido, accesso al credito per l'abitazione, agevolazioni fiscali, sanitá, permessi di maternitá e paternitá, orari di lavoro personalizzabili, tempi delle cittá compatibili con una vita serena etc. etc.

Di queste politiche ce ne sono troppo poche, e io ne vorrei di piu'.

Solo che noi laici vorremmo che questi diritti siano estesi a TUTTI. Senza eccezioni.

Tra l'altro è vero che i DICO scardinano un po' il matrimonio, creando un mini-matrimonio con mini-diritti. meglio sarebbe semplicemente estendere la facoltá di sposarsi alle coppie omosessuali tout-court. Facile, rapido e necessario.

Oppure, se si è d'accordo Ratzinger che l'omosessualitá è un "male intollerabile" vietamola proprio. Il mondo sará finalmente un posto migliore senza tutti questi pervertiti che istigano al peccato le brave famiglie tradizionali e le sfasciano. Un bel triangolino rosa sulla giacca evvai, c'est très facile, si possono riconoscere per strada e opportunamente scansare, come gli zingari e gli immigrati.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
osteria dei satiri ha scritto:

"La maggioranza degli italiani costruisce una famiglia piuttosto tradizionale e dunque è questa che va sostenuta prioritariamente".
Salvaguardare le minoranze.

http://www.osteriadeisatiri.blogspot.com/

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Claudio ha scritto:

Adinolfi invece fa parte di quella grandissima maggioranza che ancora persiste nel nostro paese e che va sotto il nome di Democristiani

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pennarossa ha scritto:

Un "concettino" di base, con il copia e incolla da Pennarossa, solo per contribuire alla discussione.
Tocqueville circa la «tirannia delle maggioranze».
Quando le maggioranze sacrificano i diritti delle minoranze la democrazia è a rischio. Per giunta, è il trattamento dei deboli che fa da termometro alla giustizia di un popolo democratico: giustizia e uguaglianza sono valori condivisi dalla maggior parte delle persone, ma cominciano ad avere senso quando sono in concreto applicati ai meno garantiti.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Claudio ha scritto:

Pennarossa, nel nuovo PD tutto ciò che ha che fare con la parola BASE è fuori discussione.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
G.V. ha scritto:

Secondo la commissione affari sociali del parlamento, si tratta delle "nuove forme familiari" (5 milioni e 200 mila, il 23 per cento del totale delle famiglie).
Non poche in un regime legislativo ostile come quello italiano.
Ci sarebbe da chiedersi quante sarebbero con un regime legislativo 'neutro'.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)

.. ieri Michele Serra ha scritto che siamo all'ecografia del PD. Io aspetterei di vedere cosa succede fino alla costituente prima di giudicare, solo per evitare di fare gratuitamente le cassandre ..
p.s. il giudizio sulle ultime uscite di Bindi, Rutelli, Fassino e co., è invece attuale e, purtroppo, penoso.

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea ha scritto:

X Moreno Puiatti.
Riguardo alle famiglie cattoliche.
Non è colui che dice Signore ,Signore che si salva.Ma quello che fà la volontà di Dio!

il 10 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Conosco le idee dell'autore, Marco Simoni, sui commenti ai post, quindi mi scuso a priori per l'OT.

Andrea: cortesemete, mi spieghi come fa uno a sapere quale è la volontà di dio? Cioè, in che circostanza questo potentissimo ed eterno signore dell'universo si è manifestato in modo chiaro e riconoscibile per affermare la propria volontà?

il 11 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Alberto, scusa vorrei un chiarimento: ma tu questo "andrea" l'hai capito? E che ci azzecca Marco Simoni?

il 11 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea ha scritto:

X Alberto.
Si è manifestato in Gesu' Cristo.

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