qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Ah, ecco, dunque "il PD non sarà..."
Sarfattiicona.jpg «Alla Costituente del PD si deve giungere a seguito di un grande e vivace dibattito di carattere politico, ideale, culturale, attraverso il quale si possano confrontare disegni politici anche diversi, ma certamente rifuggendo dalla formazione di correnti. Compito delle associazioni è quello di svolgere un ruolo propulsivo e propositivo per favorire la sintesi di posizioni ideali differenti, non quello di essere mosche cocchiere di chicchessia. Il PD non sarà strumento di innovazione della politica se nascerà come ambito di correnti precostituite e organizzate, fonti originarie dei mali della prima e della seconda repubblica».

Grazie a Galearda Balda veniamo a conoscenza di questa straordinaria dichiarazione di Riccardo Sarfatti, presidente dell'Associazione per il Partito Democratico della Lombardia. Ora tutto è vieppiù chiaro sul PD. Era ora.
14.05.07 08:45 - sezione ...e 'sti cazzi!
il 14 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Claudio ha scritto:

qua qua ra qua qua

il 14 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Sciascia Leonardo ha scritto:

"...l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo... Anche lei, disse il capitano con una certa emozione." Questo era il colloquio fra il capo della mafia locale, don Mariano Arena e il capitano dei carabinieri, Bellodi, nativo di Parma, splendido ed incorrutibile investigatore. Sciascia descrive Bellodi come un ufficiale per il quale "l'autorità di cui era investito considerava come il chirurgo considera il bisturi: uno strumento da usare con precauzione, con precisione, con sicurezza." Non casualmente il grande giornalista Francesco Merlo paragonava Bellodi a Dalla Chiesa, del quale aveva il carisma, la volontà, la gentilezza ed anche a Falcone: "Sicuramente Bellodi è già Giovanni Falcone, sereno e lucido, energico e prudente, un uomo di curiosità universale che tuttavia sa capire don Mariano Arena, farsi uguale a lui, come i tirannicidi che a loro modo somigliano ai tiranni... E' qui, per esempio, che il carabiniere esce dalle barzellette e diventa un eroe illuminista, un filosofo umanista capace persino di smascherare la mafia con un trucco di sapienza letteraria, il verbale di una falsa confessione, che è la grande idea sciasciana della letteratura come forma nobile del vivere obliquo, la cultura che occupa il terreno in cui si alimenta la mafia, ne prende il posto, la cultura e la ragione al posto della mafia che è anch'essa un vivere obliquo, ma torvo".

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