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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Come sbarazzarsi dei cavalli e vivere felici
Alberto Biraghi DSCN0137.JPG Come sbarazzarsi di otto cavalli e un pony e vivere felici. Ovvero, l'ennesima e triste storia di piccolo potere e piccole spartizioni, dove i contenuti e l'interesse dei cittadini sono dettagli trascurabili e trascurati. L'antefatto. Da qualche giorno Max Bruschi (consigliere d'opposizione in provincia di Milano) sta inondando le mailbox della stampa con comunicati stampa sempre più accorati sullo sfratto di tali Giacche Verdi dal parco dell'Idroscalo di Milano. Dalla lettura del sito e da un paio di telefonate scopro che si tratta di un'associazione di "volontari a cavallo per la protezione ambientale e civile", aggregata alla FISE e senza scopo di lucro. Fondata nel 1992, ha raggruppamenti in pressoché tutte le regioni italiane per oltre 12mila iscritti. Si occupano di "pattugliamento antisciacallaggio, ricerca dispersi, trasporto medicinali; nonché alle attività di protezione ambientale che spaziano dalla segnalazione delle discariche abusive, sino alla attività di pulitura di boschi, di argini o di alvei di fiumi".

Al parco dell'Idroscalo fanno il "battesimo della sella" a grandi e bambini, si prestano per qualche po' di ippoterapia per i disabili e pattugliano in giro. Grazie a quest'ultima attività da anni la provincia di Milano li ospita nel parco, otto cavalli e un pony, e aggiunge pure un piccolo contributo di quattromila euro al mese.

Dal comunicato di Max Bruschi del 17 maggio: "Il Consiglio Provinciale ha deciso grazie ai voti del centrosinistra e alla blindatura da parte dell'Assessore Dioli di non discutere l'Odg Bruschi che chiedeva di evitare lo sfratto delle Giacche Verdi a cavallo dall'Idroscalo e di rinnovare loro la convenzione". «Una decisione grave, e immotivata la cocciutaggini dell'assessore - ci dice Bruschi al telefono -. E' inspiegabile che questa amministrazione prima rinnovi la convenzione (peraltro siglata ai tempi della Colli) per due anni di fila in termini entusiastici (definendo anzi il pattugliamento a cavallo "indispensabile" ai fini della sicurezza) e oggi la liquidi in tre righe, con tanto di proibizioni e ingiunzioni, senza spiegarne il motivo». Sul suo sito, Max arriva a definire il fatto "una sconcezza".

Ammetto di essere malfidente (in fondo si tratta sempre di politici, che siano di destra o di sinistra), ma in un primo momento l'impeto di Bruschi («ieri avevo il groppo in gola a vederli smontare») mi ha fatto supporre questioni di bottega. Mettici che l'equitazione è tradizionalmente di destra, mettici che il verde in "padania" è diventato un colore sospetto, ho deciso di indagare un po' sui volontari dell'idroscalo. Niente di niente. C'è la ragazza dell'ISEF, l'avvocato in pensione, un militante di Rifondazione e pure il batterista dei Camaleonti (ricordi Non c'è niente di nuovo, L'ora dell'amore e Applausi?), persone di ogni età ed estrazione, accomunate solo dall'amore per zoccoli e nitriti.

Uno dei protagonisti della storia è il "direttore centrale settore Idroscalo", tale Sergio Saladini, uno straordinario esempio di "inamovibile", esponente della sinistra ecologista passato (quasi) indenne da Colli a Penati, con trascorse dirigenze assortite, tipo "Progetto Sicurezza, Caccia e Pesca", "Lotta all'Usura", "Vicedirettore Generale", "Polizia Provinciale" (non siamo responsabili dell'inflazione di maiuscole, sono dei copia e incolla dal sito della Provincia). Poi trovi la direzione del "mensile online" Officina dell'ambiente (a margine: da vedere, è un'esperienza quasi mistica per gli appassionati di sites that suck, stai a vedere che anche questo prende i contributi), direttore sport della provincia, insomma una storia infinita di incarichi di ogni genere.

Il 28 dicembre Saladini scrive alle Giacche Verdi che per problemi di mancanza di fondi nel bilancio (i soldi se li sono spesi tutti per lo stipendio della corte di sestesi?) la loro concessione sarà rinnovata per soli tre mesi, ma che alla scadenza, una volta approvato il nuovo bilancio, "sarà nostra cura rinnovarla". Tre mesi dopo (14 marzo 2007), la tegola: Saladini avvisa che le attività delle Giacche Verdi all'Idroscalo devono cessare "su richiesta dell'assessore competente".

Che diavolo sarà successo? Il 4 aprile le Giacche Verdi scrivono al presidente himself, l'exprofessorediapptec-exassicurator Filippo Penati, ma ovviamente non ricevono risposta. Una settimana dopo (8 aprile) l'ultimo atto: la diffida dal proseguire le operazioni di pattugliamento nel parco, firmata da tale geometra Aldo Pedrazzini. Incredibile. Fino a tre mesi prima questi erano dei benemeriti che neanche le penne nere della gloriosa Julia, oggi vengono addirittura diffidati dal trottare nel parco.

Sempre più incuriosito, decido di chiamare l'assessora Irma Dioli da Pizzighettone, che a una lunga carriera di pasdaran della sinistra (due condanne passate in giudicato per violenza in manifestazione e resistenza a pubblico ufficiale) unisce la facilità nell'esborso pubblico per far contenti amici e parenti. L'esperienza di formare il numero dell'ufficio stampa di questa signora è un'esperienza quasi mistica che merita una digressione. Dopo qualche squillo risponde una centralinista che biascica una sigla incomprensibile, tu dici «scusi ho sbagliato numero, volevo parlare con l'ufficio stampa della provincia» e lei risponde, «no, aspetti, è qui!» e ti passa tale signora Prencipe, la quale ascolta con attenzione, con grande cortesia si dichiara incompetente e ti dice di chiamare il signor... Prencipe. Fanno già tre persone, a nostre spese. Il tutto per imbastire col signor Prencipe (ché l'assessora è troppo occupata) la conversazione surreale che provo a riportare.

Io: «C'è una ragione per cui la convenzione con le Giaccche Verdi non sarà rinnovata?»
Prencipe: «Non capisco il perché di questa polemica strumentale montata dall'opposizione. Come ha detto anche il presidente Penati in consiglio la convenzione non sarà rinnovata, l'ufficio sarà dato alla polizia provinciale e gli spazi riassegnati sulla base di un bando».
Io: «Si scusi, ma perché non sarà rinnovata?»
Prencipe: «Perché la convenzione è in scadenza e non sarà rinnovata».
Io: «Sì, capisco. Ma visto che l'opposizione sta facendo un cancan pazzesco su questa vicenda sostenendo che l'assessora Dioli ha imposto la decisione, volevo capire come mai».
Prencipe: «Non capisco le ragioni di questa polemica, la convenzione è in scadenza e non verrà rinnovata, tutto qua».
Io: «Ecco, certo, ma c'è una ragione precisa? Voglio dire non è che per caso c'è qualche vicinanza politica delle Giacche Verdi che le rende indigeste all'assessora?»
Prencipe: «Posso solo presumere una vicinanza ad AN e Forza Italia, ma non ne sono certo. Comunque la convenzione è in scadenza e non sarà rinnovata».

Fantastico no? Ammetto di non essere in grado di identificare con certezza il valore del servizio offerto dalle Giacche Verdi, anche se penso che in un parco qualche cacca di cavallo ci stia bene. Ma non è questo il punto. Questa vicenda è un esempio (piccolo, ma significativo) di come la pubblica amministrazione sia sempre meno interessata ai contenuti (cioè quel che è utile al pubblico) e compia le proprie scelte solo ed esclusivamente sulla base di motivazioni altre (cioè, diciamolo, di bottega). La provincia di Milano (molto riformista) da un lato assegna stipendi d'oro ad amici e parenti, fiumi di denaro pubblico per far suonare la chitarra a cento ragazzini per un giorno, si indebita senza ritegno per fare shopping di autostrade, e dall'altro taglia quattro soldi, tre assi di legno e un po' di prato a otto cavalli e un pony, certo più decorativi e utili di tanti dirigenti e boiardi tanto incompetenti quanto strapagati.
22.05.07 09:12 - sezione ciò che è mio
il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Max Bruschi ha scritto:

Una sola glossa. Le cacche di cavallo, i volontari le raccolgono, con tanto di paletta e secchiello... le loro e, al parco Sempione e altrove, le cacche seminate dalle forze dell'ordine...

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

che spazi e ruoli nella pubblica proprietà vengano messi a cara mi pare un principio di trasparenza, che i contratti non si rinnovino automaticamente mi pare principio di buona amministrazione, che l'ufficio stampa non sappia fare il suo mestiere mi pare ovvia evidenziazione di licenziare che non fa il suo mestiere.
Denunciare il clientelismo e difendere al contempo chi ha spazi pubblici affidati in forma privata mi pare una contraddizione, certo Applausi era una gran canzone ma non mi pare sufficiente a dare un'area e un ruolo ad una associazione

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

ops gara non cara

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Max Bruschi ha scritto:

Visto che sei un ragiunat... fai un salto all'Idroscalo e constata di persona. Secondo, non è un problema di gara. Non è che non hanno rinnovato la convenzione per mettere lo spazio a gara con gli stessi servizi. Lo hanno raso a zero e stop.

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

Ma il "servizio" è necessario o no?
Come è stato affidato?
etc. etc.
temo sia la classica storia dove la "ragione" è latitante..

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Gianluca Boari ha scritto:

Le attività delel Giacche Verdi sono talmente apprezzate da tutti che il Consiglio di Zona 3 di Milano ha, lo scorso anno, votato quasi all'unanimità una mozione per chiedere al Comune di ospitare l'Associazione presso il Parco Lambro come uno dei primi interventi di riqualificazione.
Negli ultimi giorni ho scritto alla Moratti per segnalarle questo fatto.

Grazie.
Gianluca Boari

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

dedalus: la tua domanda in questo caso ha poco senso. In questo campo nulla è "necessario". Come (non) lo sono le mucche d'artista, la Milanesiana, la mostra di street art, le cento chirarre, le letture della Divina Commedia a Santa Maria delle Grazie, eccetera.

Il lato misero della vicenda non è tanto lo sfratto di un'iniziativa peraltro apprezzata da molti, ma le modalità con cui la casta di amministratori locali gestisce soldi e potere. Io, da elettore della coalizione che ha dato la poltrona all'assessora Dioli, vorrei sapere perché i miei soldi prima meritavano di finire alle Giacche Verdi e da ogg a domani non più. Se lo chiedo, non ricevo risposta. Allora provo come giornalista, ma non ricevo risposta.

Vedi dedalus, se qualcuno - mettiamo per assurdo - avesse detto: "le Giacche Verdi sono pericolosi neonazisti, pedofili e usurai, quindi non avranno i soldi pubblici e tantomeno il paddock", sarei triste (per le Giacche Verdi), ma rassicurato sulla trasparenza ed efficienza della pubblica amministrazione che ho votato. Invece parlo con un tizio (pagato da me) che tutto fa, tranne dire una cosa sensata che sia una.

A questo punto non mi resta che pensare che ci sia sotto qualcosa. Cosa, non è dato di sapere, perché così si usa a Palazzo (mai definizione fu più azzeccata) Isimbardi, che sempre più assomiglia alla Casa del Popolo di Ceausescu.

Allora, sollecitato dalla marea di connessioni che il server di OMB sta registrando dai luoghi istituzionali, provo a chiedere di nuovo e pubblicamente: assessora Dioli, presidente Penati o chi per voi, quali buone ragioni avete per dare lo sfratto agli otto cavalli più un pony delle Giacche Verdi?

il 22 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

ma è un problema?
Carolina

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