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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il decalogo di Pirani
«La crisi della politica è all'improvviso diventata il fatto del giorno. Nessuno minaccia il sistema democratico, però non vi è chi non percepisca l'ondata crescente di insofferenza e di distacco dell'opinione pubblica di ogni colore nei confronti di quello che è diventato un ceto sociale pervasivo, invadente, privilegiato e totalmente inefficiente. Sia di centro sinistra che di centro destra. Ora tutti ne parlano, le interviste si sprecano e la propensione al dibattito fine a se stesso rischia una volta ancora di confondere, annoiare, ridurre tutto a una verbosa contrapposizione. Come se non ci fosse nulla da fare. Eppure non crediamo sia così. Il ritardo accumulato è tanto ma è forse ancora possibile proporre ai cittadini una vera riforma della politica».

Prima che sparisca nei meandri dell'archivio di Repubblica, mettiamo un link al "decalogo per il palazzo" di Mario Pirani.
28.05.07 13:58 - sezione politiche
il 28 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nonnoulisse ha scritto:

Mi sembra inquietante che alla proposta via i partiti dalla rai sia data così poca importanza.
Non di mentichiamo Per un'altra tv.

il 28 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

Pirani, già cantore delle sorti magnifiche e progressive del "riformismo", ossia l'inciucio ambientale che ha prodotto il tradimento del programma dell'Unione e l'azzeramento della credibilità della politica dimostra, una volta di più, di non aver colto l'essenza delle cose.
"... è forse ancora possibile proporre ai cittadini una vera riforma della politica"
No! "Loro" non devono proporre un bel niente. Devono solo levarsi dai santissimi. Semmai siamo noi ad avere proposte indirizzate alla "politica", tra cui appunto quella di togliere il disturbo.
Vorrei segnalare che in questo illuminante passaggio è contenuto un altro elemento che permette di capire perché questa gente - Pirani incluso - sia culturalmente incapace di capire ciò che accade oggigiorno. Il regime, infatti, identifica sé stesso con la parola "politica". Ecco perché noi saremmo la "antipolitica". Ecco perché il pensionato d'oro Giuliano Amato strilla al "populismo". Per questa gente noi - quelli che non sono figli di, che non hanno raccomandazioni o padrini, che non sono clientes - non possiamo essere, costitutivamente, "politica". Perché quello è un club esclusivo, una casta appunto, in cui si entra per cooptazione. E quelli che ne stanno fuori sono populisti e "antipolitica" per definizione. A prescindere da quel che si dice o non si dice.
Ancora una volta, gira che ti rigira, si finisce nei pressi di Place de la Concorde...

il 28 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pino ha scritto:

Non siamo troppo severi. Una buona metà del decalogo è giusta, buona, fattibile. Proporrei di iniziare dalla soppressione dei panini, obbrobrio estetico oltre che politico.

il 31 Maggio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Oddone Farinelli ha scritto:

Vorrei esprimere il mio parere positivo al "decalogo di Mario Pirani".
Non so se questo è il giusto modo per aggiungere il mio "voto"; non trovo il link su questo argomento.
Grazie

il 02 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
annalisa spetrino ha scritto:

Vorrei esprimere parere favorevole al decalogo di pirani.

il 02 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paola reale ha scritto:

Vorremo esprimere il nostro parere favorevole al decalogo di Mario Pirani.
Paola Reale e Ugo Feliziani

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