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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Buon compleanno
Marco Simoni Stanotte, tornando a casa, il centro di Roma offriva uno spettacolo surreale. Camionette dell’esercito in doppia fila. File di militari in divisa ad aspettare un panino dal chiosco al Circo Massimo. No, non è il colpo di stato di Berlusconi, ricordate, governa Prodi. E’ la Festa della Repubblica, il 2 Giugno. Ma non siamo molto organizzati, servono le prove, una settimana di preparativi, e tutto il resto. E’ la sfilata che un presidente che cercava di tenere unita l’Italia negli anni della vergogna di un governo affidato ad un monopolista, come in Thailandia, aveva riesumato dalle memorie risorgimentali per cercare di tenere acceso un po’ di orgoglio.

Era un presidente a cui tutti noi concedevamo di buon grado un carattere un po’ senile, di nonno affettuoso e saggio, in tempi burrascosi quando si veniva presi in giro persino dagli spagnoli e dagli irlandesi: gli stati dominati dai cattolici più medievali, mentre noi ci si era illusi a lungo di essere diventati davvero uno stato avanzato. Uno di quegli stati liberali e democratici che producono il pensiero, le idee, la scienza e l’economia che portano al futuro. Invece era una illusione, invece eccoci qui tutti, con le idee confuse davanti a duecento soldati (e non è un’esagerazione) in fila per un panino all’una di notte.

In questa settimana Adriano Sofri ci ha fatto capire con due articoli rari, che non linko per pigrizia e perché è tardi, che la generazione dei nostri padri e vecchi zii si è persa in uno iato. In uno iato tra la loro giovinezza e la loro maturità. Tra il mondo che volevano e il mondo che hanno trovato e che si sono trovati, incerti, addirittura a dover governare. Uno iato talmente ampio da fargli credere di potersi permettere di avere due vite, e due giovinezze, e quarant’anni da protagonisti che è una cosa senza senso, una cosa che si verifica solo per donne e uomini eccezionali, ma mai per una intera generazione.

Perché quando accade per una generazione, o meglio, quando una generazione ha la presunzione di poterselo permettere o (presunzione immorale) di doverlo fare, sta infatti proponendosi di uccidere i propri figli, come il più aberrante dei miti greci, di cui dovrebbero ricordare l’epilogo.

E allora, in questi giorni travagliati, noi siamo al cospetto di un compito difficile, anzi, di molti compiti difficili. Uno di questi riguarda la necessità di riconciliare le dimensioni dell’umano e del personale, del dignitoso, del decente, con la dimensione dell’essere pubblico, dell’essere sociale e dunque anche lavorativo. La dimensione pubblica, sottratta alla portata di circa metà del popolo italiano da un hybris senile fagocitante, non è in contrasto con quella privata, se non nelle difficoltà esistenziali di chi ci ha preceduto e che si è trovato a non riuscire a colmare uno iato troppo grande.

La dimensione pubblica è incompatibile con moralismi inquisitori, è incompatibile con la presunta necessità di cominciare ogni volta da capo, con la palingenesi del fuoco. La dimensione privata, sacra e unica come la vita che si dà e che si riceve, è incompatibile con ogni comprensione dell’altro, quando l’altro è molteplice e sfugge le categorie semplici di ognuno dei nostri piccoli quotidiani.

Invece, le due dimensioni sono vicine e imprescindibili, sono l’acqua e la fonte l’una dell’altra nel limite che ci diamo e che ci imponiamo. Nella riconoscenza non solo della finitezza e dell’errore, ma soprattutto della necessità della contaminazione. In questi giorni difficili, di incomprensioni e tentativi, dell’assalto al potere immobile che molti di tutte le età vogliono sferrare, i soldati in fila per un panino ci mostrano che le contraddizioni si possono sciogliere.

Si sciolgono quando l’anelito di pace si diffonde nel dolore per il soldato che combatte. Per la sua vita spezzata quanto e più i mille morti che sarà costretto a bere in ogni bicchiere, per l’umanità che ogni assassino cerca nel regalo del pescatore che distoglie le guardie dall’inseguirlo. Per la giustizia che era del potere ma che deve invece difendere il debole, e per la fatica di generare un concetto politico, e non morale, di umanità, compito immenso della generazione dei nostri figli.
01.06.07 12:40 - sezione occasional papers
il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mario Adinolfi ha scritto:

bello

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

"per l’umanità che ogni assassino cerca nel regalo del pescatore che distoglie le guardie dall’inseguirlo"

"Vennero in sella due gendarmi/vennero in sella con le armi/chiesero al vecchio se lì vicino/fosse passato un assassino."
Mi sono venuti i brividi.
Grazie.

Quanto al 2 Giugno, buffonata galattica:
http://www.globalproject.info/art-12455.html
http://www.globalproject.info/art-12368.html

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giggi ha scritto:

"...sono esportatori di morte..."

"L’esercito italiano, le sue truppe di occupazione, i carabinieri dei reparti speciali sono tra i protagonisti della guerra globale che sta sconvolgendo il mondo."

Questo mi dovrebbe far pensare che sia una buffonata?
Un conto è il dissenso un conto è il disprezzo.

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

sarebbe stato cosa buona e giusta per sopire i rigurgiti risorgimentali citare Samuel Johnson: "il patriottismo e' l'ultimo rifugio delle canaglie"

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sandro ha scritto:

a proposito di canaglie e patriottismo sentite questa:
"quando nel mondo la canaglia impera
la patria degli onesti e' la galera"

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Caro giggi, mi dispiace che il tono dei comunicati non fosse di tuo gradimento.
Ci vuole ben altro che un misero dissenso... Il dissenso purtroppo è poca cosa: che gli frega al Potere se qualcuno (una minoranza) la pensa diversamente? La buffonata comunque è aperta al gentile (e lobotomizzato) pubblico, perciò siete tutti invitati ad applaudire gli ASSASSINI ed i loro mandanti bipartisan, mentre le solerti forze dell'ordine bastoneranno democraticamente i pochi dissenzienti.

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Esperimento ha scritto:

Se "il patriottismo e' l'ultimo rifugio delle canaglie", perché quello arabo, in particolare quello palestinese, viene tanto difeso e sbandierato?

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

come esperimento sei venuto fuori proprio male.

senza bisogno di spiegare il perche'.

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giggi ha scritto:

@ Lorenzo
E' l'esagerazione che mi dà fastidio. Semplicemente non li ritengo assassini; certo che se poi usano i manganelli per impedire manifestazioni (purchè si tratti solo di manifestazioni di pensiero) l'epiteto può anche starmi bene.

il 01 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Capisco Giggi, ma non c'è alcuna esagerazione.
La guerra infinita è ORA, le nostre truppe vi partecipano, e già qualche annetto fa chi protestava contro la parata militare (alla quale Prodi & Berluskoni si stringevano le manine sante) fu bastonato.
E ben sappiamo che non si tratta soltanto di un problema di soldatini: c'è un intero sistema fondato sulla guerra, ma per tenerci zitti e buoni continuano a chiamarlo con il nome sbagliato.
E noi a sventolare bandiere e ad applaudire fieri le Fecce Tricolori.

il 02 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giggi ha scritto:

Quello che dici è vero, Lorenzo. Ma vediamo le cose da punti differenti, perciò possono esserci delle incomprensioni. Per come sono cresciuto, non ce la faccio ad immaginare i militari come semplici automi assetati di sangue. Viceversa, sono d'accordo con te per l'uso strumentale che ne fanno le diverse forze politiche, ma tuttavia i militari sono parte dello stato, e hanno giurato di difendere le istituzioni repubblicane. Per esperienza personale, avendo fatto parte dell'esercito per il periodo di leva, posso concordare che all'interno dello stesso vi siano degli emeriti idioti, ma ti assicuro che gente in gamba, capace ed intelligente c'è. Mi dispiace quando si fanno generalizzazioni abusive, tutto qui.
I militari (che avrei preferito rimanessero di leva) rappresentano in ogni caso, volenti o nolenti, lo stato italiano. Puoi non riconoscerlo, però questo fatto nel diritto internazionale rimane, e conta molto. Perciò ti dico che dissentire dall'uso che ne fa la politica è una cosa, disprezzarli per il lavoro che svolgono è un altro. So che non condividi questa interpretazione, ma ci tenevo a farti conoscere il mio punto di vista.

il 02 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Giggi, io non voglio farti immaginare i militari come "semplici automi assetati di sangue", anche se ci sarebbero molte prove a conferma di questa descrizione: chi ricorda il video della "battaglia dei ponti" di Nassiriya? Mezza Italia si indignò, e sapete com'è finita? Che i tre eroici lagunari, accusati di aver sparato contro un’ambulanza e contro civili, sono stati assolti (ma dai?!), ed il loro comportamento ridicolo e criminale ("annichiliscilo!") è stato giudicato "legittimo e doveroso". Ci sarebbe di che vergognarsi, e invece gli facciamo i complimenti.
Nonostante questo, non li sto considerando individualmente; ne sto considerando innanzitutto il ruolo complessivo, e poi, come dici giustamente, la strumentalizzazione da parte dello Stato, delle forze politiche e dei media. Ho appena spento la tv, e mi sono gustato prima un bello spot nazional-popolare sulla festa odierna, con tanto di squadra di calcio festante (ma che c'entra?!), e poi un bel servizio del TG2 che raccontava come "la parata raccoglie come sempre l'entusiasmo di tanti cittadini...l'entusiasmo del pubblico naturalmente è tutto per i nostri soldati", seguito dalle consuete interviste a gente che non sa cosa dire ma è taaanto fiera a contenta d'essere italiana, e non si sa bene il perchè. Di fronte alla crisi dell'economia e della politica si rispolverano il nazionalismo, il patriottismo ed il militarismo. Storace e Berty-not-in-my-name (con tanto di spilletta della Pace, il buffone) sorridono e ringraziano dal palco delle autorità.

Quando si parla di guerra, e di guerre ingiuste soprattutto - che sono la maggiorparte, se non tutte - non si fanno generalizzazioni abusive; si accusa un tipo di politica che risponde alle necessità di un business, ed utilizza questi (poveri o colpevoli, a seconda di come li si voglia vedere) burattini per i suoi loschi scopi. Altro da dire non c'è, perchè il resto è propaganda.

il 02 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Bologna - Festa della Repubblica/Festa delle forze armate
Guerra per Tutti, Reddito per Nessuno!!!
http://www.globalproject.info/art-12507.html
http://www.globalproject.info/gal-12507.html

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