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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Tentativi provinciali di emulare Ceausescu
img219353.jpg Antefatto. L'amministrazione provinciale di Filippo Penati, in combutta col signor Franco Maggi - uno che non ha una laurea, non ha un'esperienza specifica, ma incassa uno stipendio principesco per fare il direttore della comunicazione in provincia di Milano grazie a un'antica frequentazione cittadina e montana col presidente cosiddetto di centrosinistra (che poi secondo l'opposizione Maggi occupa pure illegittimamente una poltrona in CdA pubblica, altri quattrini pubblici intascati) - ha speso nell'anno 2006 la somma di euro 552.812,00 per la stampa, la realizzazione grafica e la distribuzione (è chiaro no? il costo dei contenuti, realizzati dagli uffici stampa, non è compreso) del periodico patinato La Provincia in Casa. Non contento di questa bella impresa, il dinamico duo Penati-Maggi (neanche una laurea in due, un potere enorme e stipendi annui più alti dell'eredità lasciata da Enrico Cuccia) ha destinato (determina 07/02/2007) la somma di euro 1.080.560,00 per la realizzazione di un ulteriore nuovo periodico, sempre dedicato alla celebrazione delle proprie imprese.

Nel tentativo di fermare questa nuova indecenza, imposta ai contribuenti da personaggi che sempre più assomigliano a dei piccoli Ceausescu di periferia, il consigliere di opposizione Giovanni De Nicola propone di «devolvere l'intera somma stanziata per le suddette pubblicazioni ai Vigili del Fuoco di Milano (ndr in agitazione perché sottopagati e privi delle risorse minime per lavorare, inclusa la benzina che scarseggia regolarmente) e provincia, conteggiandola in parti uguali pro capite e senza vincolo d'impiego, mettendo bene in chiaro che l'operazione intende soltanto attenuare il rossore della faccia dei milanesi, senza ovviamente alcuna pretesa di entrare nella controversia che li oppone al loro datore di lavoro. I Vigili del Fuoco beneficiari dovranno ben intendere che si tratta di soddisfare un bisogno di dignità della cittadinanza milanese e lombarda, piuttosto che un aiuto alle loro necessità».

Consapevole che gli ometti provinciali se ne guarderanno bene dal fare il gesto di decenza proposto (o anche solo di bloccare l'ennesimo, indecente spreco), OMB si unisce a Giovanni De Nicola nella richiesta, considerando con amarezza che il signor Filippo Penati e la sua cosca, in un paio d'anni di regno, con le loro imprese economiche, hanno ottenuto il brillante risultato di distruggere nei sudditi ogni speranza che in Lombardia possa esistere un'alternativa decente allo status quo.
03.06.07 23:59 - sezione milano
il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Michele Rinaldi ha scritto:

Leggo che il Ceauseschino della Provicia e il suo compare si accingono a impegnare altri quattrini in pubblicazioni che non hanno alcuna utilità pubblica, ma evidentemente solo privata...Siamo alla follia.Del resto che Casta sarebbe quella Casta che prendesse in considerazione quel che s'è detto dei fattori e malfattori, dei fatti e dei misfatti della Casta?
I bramini della Casta continuano a fare di tutto per togliere al famoso Libro ogni alone, pur vago, di calunniosa diceria e farlo risplendere di solare verità(ahimé,temo parziale).Perciò temo che la ragionevole proposta del consigliere Giovanni De Nicola di stornare la somma a beneficio dei pompieri, secondo le modalità da lui stesso indicate, resterà lettera morta...e noi lombardi continueremo a tenerci in faccia il rossore per come vengono trattati i pompieri.A meno che...coraggio, facciamo sentire a Ceauseschino la nostra voce!Forza con la tastiera!Michele Rinaldi

il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Michele, prendo spunto dal tuo commento per chiarire un tema sulla frequentazione di questo e altri siti.

Non bisogna pensare che i post poco commentati siano anche poco letti. Spesso è vero il contrtario. I lettori di OMB sono in gran parte persone mature e consapevoli, a cui non interessa lasciare scritto "che schifo" o "sono d'accordo". Il commento ha senso quando c'è qualcosa da aggiungere, un'opinione che contribuisca al dibattito, un pensiero da condividere. Ma qui che altro vuoi dire?

Ho però la presunzione di credere che il nostro lavoro abbia un senso profondo (anche perché questo post ha già totalizzato oltre 2.500 letture ed è online da 24 ore, di cui buona parte domenicali, sono certo che arriverà almeno a quota 5mila). Ecco: le persone che hanno letto - ne sono convinto - i loro commenti li lasceranno tutti in una volta, in cabina elettorale.

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