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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Milano, la metropoli più omofoba del continente
Alberto Biraghi Con la decisione di non patrocinare il festival del cinema gay, divenuto ormai una tradizione, la città di Milano si candida a diventare la città più omofoba del continente. Del resto, in molti (anche a Sinistra) consigliano di tenere bassi i toni su Dico, Pacs e diritti civili, perché fanno perdere voti. Ecco il risultato: la destra omofoba vince incontrastata. E ha anche il coraggio di definirsi liberale. Evidentemente anche il cinema gay, perché gay, non fa parte del disegno divino. E va eliminato dalla faccia della terra. Come il gay pride (orrore) e il torneo di tennis promosso dalle associazioni omosessuali, che la Moratti tagliò lo scorso anno. E sapete perché? Perché non volevano togliere la parola gay dal titolo della manifestazione. Questi gay irriducibili... Mala tempora.

xtress ha scritto a OneMoreBlog:
MILANO, NIENTE SOLDI AL CINEMA GAY DOPO 21 ANNI
Moratti nega il patrocinio
domenica 03 giugno 2007, da la Repubblica

MILANO - Letizia Moratti nega il patrocinio al Festival internazionale di cinema gay e lesbico, collaudatissima rassegna giunta quest´anno alla ventunesima edizione, e che finora aveva sempre avuto il sostegno del Comune. Doveva andare così anche stavolta, ma nell´ultima riunione di giunta il sindaco è stato perentorio: «Il patrocinio non lo diamo». Nessuna spiegazione, solo il rifiuto di far passare la delibera predisposta dall´assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, che autorizzava la sponsorizzazione e uno stanziamento di 15mila euro per la manifestazione in corso al teatro Strehler (dal 1° al 7 giugno). Il festival è dunque già cominciato, ma a meno di ripensamenti dell´ultima ora le locandine che lo pubblicizzano sono da mandare al macero, o forse solo da cancellare in basso a sinistra, dove si parla di patrocinio della Provincia e di due assessorati comunali. L´altro assessore che avrebbe dovuto presentare la delibera (con l´indicazione di un secondo stanziamento da 15mila euro) è quello al Tempo Libero: Giovanni Terzi, di Forza Italia. Ma, al contrario di Sgarbi, lui non l´ha fatto, forse prevenendo gli umori di un sindaco non nuovo a una certa diffidenza nei confronti del mondo omosessuale. L´anno scorso, appena insediata, la Moratti si era infatti rifiutata di patrocinare l´Open gay di tennis, un torneo che si tiene a Milano dal 1999. Voleva che dal nome della manifestazione sparisse la parola «gay», gli organizzatori non erano d´accordo e hanno così rinunciato al patrocinio. Sgarbi dice di essere in disaccordo con questa decisione improvvisa, non nasconde un po´ di imbarazzo, tenta a fatica di vedere il bicchiere mezzo pieno e spera ancora in un ripensamento di Letizia. «Non ho alcuna pregiudiziale nei confronti dei gay - dice il critico d´arte - perché la loro è una realtà che esiste e il patrocinio a questo festival è un modo per riconoscerlo; però il no del sindaco equivale a una doppia sponsorizzazione, perché così si accenderanno ancora di più i riflettori sulla rassegna cinematografica; ma non è detto che finisca così: parlerò con la Moratti, cercherò di convincerla». Se non dovesse riuscirci, sarà la prima volta che il festival del film omosex non avrà il marchio di Palazzo Marino. Lo ebbe anche nel 2001, quando fu la Regione (sempre amministrata dal centrodestra) a negare il patrocinio. Anche allora Milano aveva come vicesindaco (ma di Albertini) Riccardo De Corato, di An. Che in polemica con il Pirellone aveva spiegato la differenza tra la rassegna cinematografica e il Gay Pride: «Il patrocinio lo diamo, come sempre, perché è un conto sfilare in corteo per la città, altro assistere a delle proiezioni al chiuso di una sala». La Moratti evidentemente non la pensa così, e questo suo rifiuto ha già sollevato polemiche in giunta. Ecco il commento dell´assessore di Forza Italia Tiziana Maiolo: «Forse qualcuno ha valutato che le opere presentate al festival non fossero degne, spero solo che questa decisione non venga motivata con il carattere gay della rassegna: il Comune non ha mai discriminato nessuno, perché le discriminazioni non appartengono alla cultura di noi liberali».
04.06.07 00:01 - sezione perché no?
il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

civati ha ragione, per impedire ondate omofobiche occorre tuttavia smettere di lasciare identificare i gay con i simpatici protagonisti del vizietto: stole di struzzo viola e squittii, maschiacci nudi tatuati e lesbiche ridicole.
Gay e lesbiche sono una parte consistente della popolazione, che svolgono lavori normali e che hanno relazioni normali nel senso di stabili e durature ancorchè con persone dello stesso sesso. Che si vestono in giacca e cravatta e che usano il tram. Insomma se si smette di autoproporsi come caricatura si è presi maggiormente sul serio. Del resto la malafede del centro destra è anche evidente dal fatto che mentre negano l'aiuto ad una rassegnina di film, fanno di tutto per comparire accanto a gay star famose dello spettacolo o della moda. Se da sinistra partisse un movimento di gay normali si potrebbe meglio reagire a queste ondate omofobiche

il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro (quello coi dredds...) ha scritto:

@Ragionat: "se si smette di autoproporsi come caricatura si è presi maggiormente sul serio"

Io credo che vadano invertiti i termini della questione: quando finalmente si inizierà a prendere i gay sul serio e a trattarli con rispetto, forse smetteranno di autoproporsi come caricatura.
L'ostentazione esasperata credo (se sbaglio mi corrigerete...) che spesso sia una forma di reazione alla marginalità cui sono condannati. Un modo per gridare più forte la loro presenza. Io vedo anche una specie di "liberazione" nell'ostentazione: restituiscono con gli interessi quello che hanno patito prima dell'outing. "Prima mi costringevate a nascondermi, magari anche ai miei occhi? Ora porto all'estrema evidenza quello che a fatica ho ammesso a me stesso".

Bhò, io la vedo così, e l'episodio citato da Civati è davvero un brutto segno.

il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
lupo ha scritto:

Io semplicemente l'ostentazione non la vedo, scusate. E' vero, alle manifestazioni c'e' chi (pochi, per la verita') va con i chaps di cuoio e il culo di fuori, e i giornali lo fotografano. Ma per forza le manifestazioni sono eccessive - vi sognereste mai di giudicare la famiglia media italiana sulla base di certi freaks visti al family day?

Mi pare che dando per scontata questa equazione gay = ostentazione gia' si parte col piede sbagliato.

il 04 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

io mica dico che tutti i gay ostentano, dico che la maggior parte dei gay si vela quindi che ostenta appare di più e fa più danno

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