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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Europa e didattica
I programmi europei, perché ormai parlare di programmi nazionali è riduttivo, impongono un ripensamento generale della didattica delle lingue straniere, sentenzia il ministero. I ragazzi devono conoscere la lingua della comunicazione, non saranno più inseriti in classi, ma in gruppi di livello. Bisogna uscire dalla concezione “classe”. Credo sia superfluo aggiungere che, nella quasi totalità delle scuole, sarà impossibile attuare il volere dell’Europa. Tre allievi della seconda C andranno nell’aula 1 con cinque allievi della terza A e otto della seconda E a fare il livello B2… Certo, continuiamo a sognare. Già immagino i vice-presidi a fare l’orario scolastico nella torrida estate 2007.
I ragazzi devono saper comunicare; alla fine del primo anno, devono saper parlare di loro stessi e del loro entourage. In quasi tutte le scuole ormai si fa tanto teatro per andare avanti: nelle scuole dei cosiddetti quartieri difficili il teatro è anche un modo per canalizzare le energie dei ragazzi che altrimenti restano agitati e hanno difficoltà a imparare a comunicare. E funziona benissimo. Io ho imparato grazie a un’artista greca che ha fatto tanti laboratori sperimentali di teatro a Pisa. Per scelta personale, lascio abbastanza liberi i ragazzi: l’improvvisazione è un modo per dare voce alla creatività e all’immaginazione degli adolescenti. Devono parlare del loro entourage, dicono i testi ministeriali, e i manuali scolastici propongono conversazioni fra persone che si incontrano all’entrata di un museo o nella piazza principale della città o in autobus. Venticinque sedicenni divisi in cinque gruppi. Totalmente liberi di lavorare, inventare una situazione, una conversazione. Le componenti di un gruppo hanno parlato delle loro origini, e quindi Madame, come si dice Islamabad in italiano?, come si dice Alger?. Un altro ha messo in scena una specie di discussione di calcio-mercato sul campionato italiano e spagnolo. Poi i saldi che a fine giugno ci permetteranno di rifarci il guardaroba. Il toto-bocciatura (d’altronde, oggi il loro entourage e il loro mondo parlano di scrutini). E poi, il furto di un’auto, con tanto di poliziotto bastardo che arriva proprio al momento più sbagliato. E’ colpa mia: volevo l’entourage, volevo il loro mondo…eccolo! Fuori di me dalla rabbia, questa perfettamente teatrale, esigo un’altra situazione, un altro tipo di lavoro (Ragazzi, ma che frasi sono: “rapido, dai, bastardo, corri!”?) e velocemente. L’unica ragazza del gruppo, che era il capo dei ladri, fa la mia imitazione e gli altri fanno loro stessi. Perfetti. Anche questo è il loro mondo.
di Francesca
08.06.07 01:43 - sezione dalla banlieue
il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

I ragazzi devono saper comunicare


sarebbe bello, ma per adesso la comunicazione latita...


Scrive 100 volte 'sono deficiente'
In scuola media Palermo, aveva dato del gay a un compagno


(ANSA)-PALERMO, 8 GIU-Per punire l'alunno che fa il 'bullo' in classe lo obbliga a scrivere cento volte 'Sono un deficiente' sul quaderno. Il genitore del ragazzo l'ha denunciata. Adesso il pm ha chiesto per la professoressa la condanna a 2 mesi di carcere,pena sospesa,per abuso di mezzi di correzione.E' accaduto in una scuola media di Palermo.Il ragazzino,12 anni,aveva impedito a un coetaneo l'ingresso nel bagno dei maschi dicendogli 'tu non puoi entrare,sei gay,sei femmina..'


se avessi fatto una cosa del genere, i miei genitori mi avrebbero preso a sberle sino a casa del ragazzino insultato e mi avrebbero imposto di chiedere scusa, dopodiché avrebbero ringraziato l'insegnante, ma oggi siamo moderni e l'insegnante viene condannata a 2 mesi di carcere...


poi ci domandiamo perché certi ragazzini sono dei disgraziati razzisti e minchioni, per forza, hanno persino la legge che li protegge... bleah...

il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Il bambino va punito, l'insegnante non deve andare in carcere, certo, ma la punizione scelta è idiota. Non criminale, ma semplicemente stupida e inefficace. Cosa ha imparato il bambino che, probabilmente, in casa sente parlare così degli omosessuali? A scuola, secondo me, non si punisce per punire e reprimere, ma per far capire cosa è giusto e accettabile e cosa non lo è.

il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

onestamente ritengo idiota il genitore e anche il giudice...
tra l'altro deficiente non significa forse carente???

poi concordo certamente sul fatto che l'insegnante avrebbe dovuto spiegare al "deficiente" il perché il suo comportamento fosse tale, ma che l'abbia fatto o meno i giornali non lo riportano, per cui alla fine resta il fatto che un "bambino" di 12 anni ha imparato che i genitori lo proteggono anche quando lui "opprime" un compagno che lui o chi per lui ritiene "diverso" e che alla fine la legge gli darà ragione... nonché che lui resterà impunito...

il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Ritenere idiota il genitore, secondo me, serve a ben poco. Di idioti ne è pieno il mondo; il problema è che gli insegnanti devono lavorare anche con i figli degli idioti. Mica possono cambiare i genitori! E non possiamo nemmeno dire ai ragazzi che i loro genitori sono idioti. E' difficile, e altri adulti, assistenti sociali, presidi, politici, dovrebbero aiutare gli insegnanti che quasi sempre sono soli davanti ai ragazzini.

il 09 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
medusa ha scritto:

Questo p stato il mio primo anno si insegnamento e mi sono sentita, alle volte, con "le spalee scoperte": nessuno che mi tutelasse. Se qualche alunno mostrava un atteggiamneto poco corretto per non dire incivile e poco rispettoso si beccava soltanto la ramanzina del preside, una discussione di chiarimento e una pacca sulla spalla da parte della collega "psicologa"! certo l'insegnante di Palermo ha utlizzato un metodo che non è proprio stile Montessori ma di certo non si può più tollerare il fatto che noi insegnanti siamo impotenti davanti a ragazzi privi di ogni tipo di buon senso.

il 14 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Due giorni fa un pupo di 14 anni, che giocava a carte mentre io facevo lezione, si è rifiutato di smettere; ha rifiutato la punizione; sa che non potrà rifiutare il rapporto. Alla fine dell'ora, mi ha detto che comunque ha un ottimo avvocato. E io: "Pensi veramente che risolveremo tutto questo davanti a un giudice?" "Certo" "Allora con te c'è da fare proprio un lavoro lungo, ma lungo..."
Era triste di non vedermi tremare. Mah.

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