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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Politici e intercettazioni
Mettiamola così e facciamola corta. «Le intercettazioni telefoniche che hanno una rilevanza penale non devono poter essere fermate da nessuno, neanche dal Parlamento». Dice il Ministro Di Pietro e io sottoscrivo pienamente. La questione si è posta dopo l’articolo pubblicato da La Stampa di Torino, circa un dossier riguardante conti esteri riconducibili al Ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema. I Presidenti dei due rami del Parlamento hanno ammonito gli organi di stampa a non pubblicare informazioni e intercettazioni riguardanti i parlamentari. In Italia vige ancora la cosiddetta immunità parlamentare, che rende i politici quasi inavvicinabili dalla giustizia. La magistratura, infatti, deve sempre richiedere al parlamento l’autorizzazione a procedere, consenso che puntualmente viene rigettato con voto unanime.
In altri casi, poi, molti si fanno eleggere in Parlamento per scampare alla giustizia. Tutta la politica spinge per l’approvazione di un disegno di legge bavaglio per la stampa, denotando un forte istinto di autotutela. Cosa peraltro già sperimentata nella recentissima vicenda delle foto scandalo al Portavoce del Governo, Silvio Sircana, comprate e mai pubblicate, e addirittura vietate da un vergognoso comunicato del Garante per la Privacy. Lo stesso D’Alema ha definito spazzatura le notizie trapelate attraverso La Stampa, gli ha fatto eco tutto il partito dei Ds denunciando come illegittime le pubblicazioni di intercettazioni telefoniche prive di rilevanza penale. Ma non erano privi di rilevanza penale anche gli sms che Ricucci mandava a sua moglie Anna Falchi? Non lo erano pure quelle riguardanti una telefonata nella quale Alessandro Moggi racconta ad un amico di una cena parigina con Ilaria D’Amico? Ci siamo divertiti per un’estate con le sgrammaticate chiacchierate telefoniche di Moggi, ora vogliono privarci del diritto di sapere cosa fanno i nostri rappresentanti.
L’inveterata abitudine di rifugiarsi dietro il paravento della vita privata all’estero non esiste, i tabloid inglesi continuano a pubblicare notizie sui politici senza alcun tipo di censura. I giornali hanno il dovere di pubblicare le notizie, i politici quello di essere trasparenti.
di Antonio Vergara
08.06.07 00:00 - sezione informazione
il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Ben Hur ha scritto:

si, va bene, tonino c'ha ragione. ma il dossier su baffino chi lo ha confezionato? forse il pio pompa insieme al compagno di merende mancini? se è così, allora baffino c'ha ragione di incazzarsi con anselmi che pubblica le porcate del tiger team! e se d'alema pubblicasse una informativa su anselmi che si fa pagare estero su estero dagli agnelli per pubblicare la monnezza che piace tanto a loro? è la stampa, bellezza, o è il regime, schifezza?

il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Roberto ha scritto:

secondo me dovremmo studiare una legge di iniziativa popolare che costringa chiunque si candidi ,ovunque e a qualsiasi carica, a consentire di essere sottoposto a intercettazioni random, a campione. Una bella sfoltita e via.

il 08 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
antonio vergara ha scritto:

probabile sia una polpetta avvelenata, a giudicare dalle reazioni di solidarietà ricevute da berlusconi e fini.

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