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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Il diavolo si annida nei dettagli
Marco Simoni Nella confusione politica delle ultime settimane si discute, tra le altre cose, delle norme elettorali che dovrebbero regolare l'elezione delle costituente del partito democratico, per capirci, una assemblea di un migliaio di persone che scriva lo statuto e il manifesto del nuovo partito. Una assemblea eletta con le primarie, come quelle del 2005, che nel momento in cui viene eletta, ipso facto cancella i vecchi partiti ponendo in essere quello nuovo, forte di un'investitura popolare. I sistemi elettorali sono noiosi ma sono una cosa seria: determinano, a parità di voti, come si forma la assemblea, e non basta dire "regola proporzionale" per essere sicuri che la assemblea eletta rispecchi effettivamente la proporzione dei voti espressi: tutto dipende dal livello in cui si fa la divisione dei voti. E' il famoso dettaglio noioso che cambia il significato stesso del voto.
Ecco un esempio. Immaginiamo che la lista dei pescatori prenda il 10%. Dunque se si elegge l'assemblea con la proporzionale, e la divisione voti/eletti viene fatta a livello nazionale, ci saranno 100 pescatori su 1000 membri dell'assemblea eletta.

Però, se – come proposto da qualcuno – i collegi in cui si presentano le liste sono molto piccoli, e la divisione viene fatta al livello di collegio, nella assemblea eletta non ci sarebbe probabilmente nessun pescatore. Supponiamo che il territorio nazionale venga diviso in 250 collegi e che ognuno debba eleggere 4 persone. Ipotizziamo che nel collegio A i pescatori abbiano il 10%, i cacciatori il 50% e i bracconieri il 40%. Se la divisione dei voti avviene al livello del collegio, dato che le persone da eleggere sono solo 4, ognuna deve rappresentare circa il 25% dei voti. In questo caso, i cacciatori ne eleggerebbero sicuramente 2 e i bracconieri sicuramente 1. Poi rimane un altro 15% dei voti dei bracconieri e un altro 10% dei pescatori da rappresentare. Come dovrebbe essere chiaro, quarto andrebbe ancora ai bracconieri che hanno più voti, lasciando i pescatori a bocca asciutta: il loro 10% non servirebbe a nulla.

Se invece i voti vengono divisi a livello nazionale, dopo avere giustamente attribuito i primi tre seggi, due ai cacciatori e uno ai bracconieri, il resto dei voti si andrà a sommare in un calderone nazionale che ripartisca i seggi mancanti in modo proporzionale ai voti presi su tutto il territorio. Così anche i pescatori, che sono un corposo 10%, entreranno a far parte del calderone, e dunque della assemblea costituente.

Bisogna stare attenti alla legge proporzionale: funziona come un machete che taglia le percentuali piccole, quanto più piccolo il livello in cui viene effettuata la divisione. Collegi molto ristretti con computo locale favoriscono strutture già consolidate di consenso e di potere, mentre impediscono che idee diffuse ovunque ma magari meno forti localmente siano rappresentate.

La soluzione più facile è quella di tenere i collegi piccoli (così le istanze locali sono rappresentate bene), ma effettuare i conti a livello regionale o, meglio, nazionale. Questo garantisce che abbiano tutti ragionevoli possibilità di accesso e per questo motivo è il meccanismo che è sempre stato adoperato per eleggere le costituenti, in assenza del quale il partito democratico semplicemente nascerebbe monco.
di Marco Simoni
16.06.07 01:32 - sezione occasional papers
il 16 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Pasquino ha scritto:

Sono particolarmente felice di questo post,
Finalmente qualcuno che focalizza l'importanza della legge elettorale al di la' delle etichette "proporzionale" "Maggioritario" "Sbarramento" "alla tedesca" o "alla Francese" che, schematizzando, confondono le idee a chi (quasi tutti) non puo' permettersi il lusso di diventare un esperto di leggi elettorali.

Quello che dice Marco e' assolutamente vero, e spiega tra l'altro le liti che si sono verificati l'ultima volta che furono definiti i collegi eletorali.


Altra parte essenziale e' stata la distruzione delle forme di controllo per DIMINUIRE le possibilita' di brogli elettorali.
Nella "porcata di legge" oggi in vigore i membri delle commissioni elettorali a livello comunale (che nomino i componenti dei seggi) sono stati ridotti in numero, sono scelti dalla maggioranza che governa il comune e non piu' dal consiglio comunale (che nel suo insieme rappresenta la forza relativa del tutti i partiti). Alle ultime elezioni c’erano alcuni comuni in cui tutti i membri della commissione erano della stessa coalizione e molti altri in cui il rapporto era di tre ad uno, e prorpio in questi comuni si e’ avuta una statisticamente anomala “sparizione” delle schede bianche.
Queste commissioni infatti costituiscono i seggi elettorali, ed anche questi sono stati resi “piu’ malleabili” dalla stessa legge essendo diminuiti gli scrutatori, dando alla commissione elettorale comunale la piu’ ampia liberta’ di sceglierli, senza dover tener conto di un equilibrio politico, tra “i residenti” del comune. I rappresentanti di lista, nominati dai partiti, non fanno piu’ parte del seggio e sono stati di fatto esclusi dalle operazioni di scrutinio, potendo parteciparvi solo come spettatori.

Purtroppo una legge elettorale che non scoraggia, anzi “invita” i brogli elettorali e’ per la democrazia una strada il disatro:
chi perde, se non ha rispetto per la democrazia puo’ comunque gridare ai brogli: saranno credibili perche’ tutti sano che probalbilmente nessuno ha la coscienza veramente pulita, e qualche malefatta puo’ sempre arrivare su media compiacenti.

Questa accusa puo’ essere ignorata, ma cosi’ facendo si confermano i sospetti messi in giro e chi e’ stato eletto perde comunque di credibilita’.

Questa accusa puo’ essere presa sul serio, ma allora si ende ufficiale che “i brogli sono possibili”, confermando il messaggio inziale.

Sesi ripetono le elezioni se ne da’ una conferma ancora piu’ forte.
Se si svolgessero indagini, esploderebbe un clima di veleni e di intercettazioni possibilmente mortale per la democrazia e poi c’e sempre la possibilita di trovare effettivamente le prove di brogli grandi abbastanza da da incoraggiare il crollo della fiducia nel sistema democratico, tanto da faclitare od ispirare svolte autoritarie o populiste mediatico-sondaggistiche.

Abbiamo visto, recentemente, questo tipo di eventi accadere in paesi come Ucraina, Bielorussia, Georgia, Libano, Venezuela, Zimbawe.
Le prossime elezioni in Italia dovranno essere fatte, possibilmente, con una legge meno ispiratrice di azioni truffaldine e potenzialmente eversive dell’attuale e soprattutto con tutti noi atenti e alrati in prima persona, presenti come cittadini consapevoli ovunque si svolgano operazioni di voto, se sara’ “prporzionale” o meno e’ secondario, dovranno essere DEMOCRATICHE e controllate da un popolo attento a conservare i suoi valori di liberta' e di giustizia.

il 17 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
passante ha scritto:

Per quel conta, e conta pochissimo, condivido sostanza e finalità del post.

il 17 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo zinna ha scritto:

Io sono d'accordissimo con Marco, le differenze, le opinioni minoritarie devono essere tutelate, è il sale della democrazia. Ma mi sorprende che non intervenga nessuno a contrastarlo. Dove sono tutti quelli che "o di quà o di là", che "bisogna semplificare", che "io sono per Prodi"?

il 18 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
masaccio ha scritto:

Immagino che quindi iMille, coerentemente, faranno campagna contro il prossimo referendum elettorale e contro qualsiasi altra riforma tesa a privare del diritto di essere rappresentato in parlamento il sottoscritto, che non si riconosce nel Pd né nella destra.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Kkarl - Pennarossa ha scritto:

Vorrei chiarire a Masaccio che iMille non aspirano ad essere un nuovo partito. Sono una lista che vuole concorrere a mandare propri rappresentanti nella costituente del PD.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
istene ha scritto:

Aderisco con entusiasmo all'idea, ma... Perchè la cosa funzioni dobbiamo portare a votare anche persone che non siano riconducibili a questo o quel partito, che siano, per quanto possibile, fuori da meccanismi clientelari, altrimenti rischiamo di diventare carne da macello ovvero di giustificare con la nostra presenza (inutile?) la nomenklatura che cerca di preservare sè stessa. Quante più persone "nuove" verranno a votare tanto più avremo la possibilità di riuscire a rappresentare le nostre istanze nella Costituente. Quindi se l'obiettivoè quello di rinnovare i partecipanti alla costituente questo può essere raggiunto solo rinnovando anche i partecipanti alle primarie.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Sciltian ha scritto:

Sì, ben detto. Non credo sia stato ancora deciso il livello della ripartizione delle percentuali. Ma avendo deciso di eleggere 5 candidati per ogni collegio, se si facesse pure a livello di collegio ci sarebbero buone possibilità per i nostri "pescatori" di eleggere, con un 10% dei voti, almeno un candidato a collegio, circa.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Sciltian ha scritto:

Il problema, diciamo, è nell'avere il 10% dei voti in ogni collegio, ora...

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo ha scritto:

Sarebbe da scrivere un piccolo manuale di post scritti cosi per spiegare cose che non sono difficili ma che vengono rese incomprensibili ad arte.
Siamo imilioni.....

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
masaccio ha scritto:

Vorrei chiarire a Pennarossa che chi aspira a guidare il Partito Democratico dovrà pure avere qualche idea su cosa farne, o no? Nel tuo blog dici che volete "rifare l'Italia", bene, discutiamo del come.
Partendo da una cosetta semplice semplice: i principi qui sopra esposti valgono solo all'interno del Pd, quando fanno comodo a voi, o valgono anche per noi poveri mortali che del Pd non siamo parte?
Insomma, Pennarossa: me lo vuoi togliere o no il diritto di voto?

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