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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il figlio di Paolina
ombrarota120.jpg paolina era una "massara", vale a dire una contadina, molto bella. fin da giovanissima, come si è sempre usato per i campi fino all'arrivo della modernità, lavoravanei campi appartenenti ai baroni fisauli, alle pendici dell'etna. la sua bellezza era molto nota e, come capirete, molto occhieggiata negli incandescenti bacini agricoli etnei. il padre di mio nonno, e poi mio nonno, erano gli amministratori dei fisauli, e gestivano i loro averi oltre ai propri.
il bisnonno giuseppe, mai conosciuto, aveva un rapporto speciale con la proprietaria vera dei fondi, la baronessa fisauli, ed era così impegnato nell'amministrazione delle cose della signora che passava quasi tutta la settimana nel fondo principale, rustìca, notti comprese.
naturalmente era l'amante della barunissa, ma questo era noto. mio nonno antonio, fin da bambino, razzolava sempre intorno a suo padre e alla barunissa, e da questa era molto amato. ma è certo che fosse il figlio di sua madre, la moglie di suo padre.
meno noto, a me e anche a mia madre, che me ne ha parlato giusto ieri perché anche lei l'ha scoperto di recente, è che mio nonno aveva un rapporto speciale con paolina.
quando diventò amministratore al posto di suo padre, perché così vollero i fratelli della barunissa su sue precise istruzioni dal letto di morte, oltre a gestire conti e prendere decisioni agricole, organizzava anche il lavoro dei massari. a paolina, pare, diede sempre compiti leggeri e riposanti, se riposante può essere un lavoro genericamente agricolo. era un rapporto davvero speciale, molto malvisto dal marito di paolina che comunque aveva le sue cose a cui pensare e pare fosse abbastanza soddisfatto del regime alimentare migliore rispetto ad altri suoi colleghi.
ora, che "nunnittu" fosse uno che amava, riamato, le donne era lapalissiano, e le sue quattro figlie ne sono molto orgogliose. ma non sapevamo che paolina avesse, dopo quattro figli e molto tempo dopo l'ultimo, dato alla luce un altro bambino.
questo bambino ebbe una sorte tragica. durante la raccolta e la successiva bollitura dei pomodori, il bambino, che dovrebbe aver avuto cinque anni, cadde nel pentolone in piena ebollizione e morì qualche giorno dopo per le ustioni riportate.
giusto poco tempo fa si è saputo, per sistemazioni della tomba di famiglia, che la sua bara è nella stessa tomba dove giacciono quelle di mio nonno e mia nonna.

in famiglia non lo sapeva nessuno.

da ieri mi ritrovo ad avere uno zio "illegittimo" e ignoto, morto da piccolo nel pentolone dei pomodori. e nessuno sa come si chiamasse.
20.06.07 17:31 - sezione le storie
il 20 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giodi ha scritto:

Che storia incredibile.. grazie del racconto, rota!

il 20 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Bellissima storia, ben raccontata: mi ha riportata nel mondo in cui sono cresciuta, quando le famiglie erano il centro della nostra vita e le storie venivano tramandate ai più giovani ed i nostri avi venivano ricordati nella loro completa personalità,per cui sono rimasti vivi nel nostro ricordo con i loro pregi, i difetti,le scappatelle gli aneddoti e- ogni tanto-le loro orgogliose prese di posizione in un mondo per molti aspetti ancora feudale. Bravissimo.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

e dovsse mai saltare in mente a qualche persona con acqua nelle vene che la vita e la morte si fanno comunque, senza regole

qualche persona che parla dal dentro dei suoi paramenti/paraocchi

che la vita e la morte si fanno valanga sempre, senza sacramenti e documenti

allora saremmo tornati nel nostro centro.

qui mi pare perduto per sempre, a sentire ciò che sento in giro.

m'inchino al mio zio perduto.
un bacio a lui, che non ebbe il tempo enanche di iniziare ad amare.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Rota o chi l'ha scritta ha talento.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
kamillo ha scritto:

ah puiatti,
non ti smentisci MAI!

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

si chiamava zio Cirio.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Saranno anche spiritosi, i dissacratori, ma non avranno mai la capacità di capire la poesia e resteranno sempre all'anagrafe.Con tutto il rispetto.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

@rossana: cosa c'è di poetico nel sapere che il tale si scopava la contadina e in cambio le forniva alimenti e la sollevava dai lavori più pesanti? se è poetica 'sta storia è poesia pure la Gregoraci che si faceva chiavare da Sottile al ministero degli esteri. Ah... già. Il tale amava ed era riamato e mai si approfittò della sua posizione di 'superiore' per trombarsi la 'massara'. Rossana, fai leggere al tuo capo maschio 'sta storiella e digli che per te è poesia. Viva la poesia.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

@anagrafe:Non è poetico che un tale si scopi una tale: è nell'ordine delle cose. Trovo invece poetico il rimpianto di Rotafixa nel considerare l'oscura nascita e morte di un bambino considerato non degno di essere neanche menzionato, data la sua nascita illegittima. Ti sei fermato solo al sesso. Che il bimbo sia morto nel pomodoro bollente, certo, questo è veramente divertente, secondo il tuo punto di vista. Ma ce ne sono altri. Ci sia consentito averli.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

@rossana: che io trovi divertente che il bambino sia morto nel pentolone è una conclusione che hai tratto tu. la battuta è la reazione a una storiella che mi è sembrata un servizio stile Studio Aperto, o Porta a Porta: darsi di gomito con soddisfazione per il capo-branco-maschio che si scopa la serva-showgirl-domestica-operaia e contemporaneamente pornografia del dolore, con plastico in scala del pentolone e Vissani a disquisire sulla temperatura dell'acqua. A te è sembrata una storia bellissima e piena di poesia, a me una vaccata.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

be', può essere letta anche così, e in fin dei conti zio cirio è una battuta.

siamo capaci di scherzare sui genocidi, figuriamoci sui singoli morti.

ma è una questione di visione e gusto (non parlo dei pomodori).

ps
mia sorella e mio fratello non ne sapevano niente, sono cascati dal pero.

a proposito di anagrafe, a roma c'è una definizione divertentissima che viene affibbiata alla gente di margine che si prevede non avrà vita lunga, tipo malfattori, assassini e vari: "questo all'anagrafe l'hanno seggnato co' 'a matita", ad indicare la sua evidente e rapida transitorietà.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

@rotafixa: quella dell'anagrafe è magnifica, segno della grandezza della 'filosofia' romanesca. io che sono un tipo pessimista 'te posso dì che semo tutti segnati co' 'a matita: er tempo è er mejo cancellino'. ciao.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

@rotafixa: ciao, ho risposto cordialmente al tuo commento, ma la censura automatica l'ha bloccato. forse più tardi sarà pubblicato. ciao.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
charlie ha scritto:

Un Rotafixa Verghiano.

Quanto all'altro tizio, il non riconoscere l'esistenza di una cosa può essere sintomo di un proprio limite e non la prova dell'inesistenza della cosa stessa.

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
anagrafe ha scritto:

@charlie: grazie per il pensierino nuovo e originale. adesso vado dietro alla lavagna in punizione. anzi no, vado a leggere il manuale "Come riconoscere la poesia quando charlie la vede e tu no".

il 21 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
vale ha scritto:

rotafixa
è una storia che lascia l'amaro in bocca.
cent'anni di solitudine alle pendici del vulcano.

il 20 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Nicolaus ha scritto:

Se la tua bisnonna e tua nonna non erano rispettate dai rispettivi mariti sono problemi della tua famiglia...

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