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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Milano deve dire la sua
«Con la candidatura di Veltroni, le primarie nazionali saranno di fatto un plebiscito, senza alcuna vera competizione. Anche per ridar loro mordente, sarebbe importantissimo che Milano potesse dire la sua sui propri futuri dirigenti». Davide Corritore lancia il sasso nello stagno. Domani si scioglieranno i DS di Milano, Piefrancesco Majorino rassegnerà le dimissioni da segretario (ma non rinuncia all'ultimo, splendido luogocomunismo, «Abbiamo bisogno di uno scatto forte, di dimostrare nei fatti che i territori contano e che la possibilità di partecipare è reale») e Gabriele Messina diventerà traghettatore a tempo.
Lo scioglimento di un partito che fu glorioso, ma a cui da quasi un quarto di secolo mancano persone, progetti e cose di sinistra, è un'opportunità. «E ho già detto che chi dirigerà il Pd non dovrà essere scelto tra chi ha già guidato Ds e Margherita». Ecco, se Mirabelli non dice una balla e ha davvero deciso di farsi da parte assime ai suoi simili, anche nella politica di centrosinistra di Milano potrebbe cambiare qualcosa. I cittadini adesso devono prendere l'iniziativa, imporre il loro diritto-dovere di avere primarie serie, con candidati credibili, che superino le miserie politiche locali e diano alla città un centrosinistra rinnovato, con facce ed energie fresche.

Quercia addio, si sciolgono i Ds di Milano
Majorino: pronti per il Pd. Corritore: scegliamo subito i nuovi leader
di Marco Cremonesi

Addio alla Quercia. Un altro pezzetto del partitone che fu rosso da domani se ne va. Con la loro conferenza organizzativa (titolo, «Sulla buona strada») i Ds sciolgono la segreteria e la direzione cittadine in vista della nascita del partito democratico. E lo fanno con un appuntamento dalla scaletta fitta di interventi non diessini: Margherita, associazioni, personalità extra partito. Anche rispetto a pochi mesi fa, molta acqua è passata sotto i ponti: a rappresentare la gauche interna dell'ex «correntone », ci sarà invece un solo esponente, a portare il saluto della neonata Sinistra democratica: si tratta di Stefano Bazzini, già segretario della storica sezione Milano centro, che l'anno scorso fu al centro di un travaglio a suo modo esemplare, quello sull'intitolazione al socialista «Iso» Aniasi della sezione che per decenni fu «la Togliatti ». Pierfrancesco Majorino, ultimo segretario dei Ds milanesi, non avrà dunque successori: «Ma non c'è nulla di elegiaco — spiega —. Io sono molto orgoglioso di aver fatto il segretario dei ds. Però, è già da tempo che mi sento a tutti gli effetti un militante del Pd». La pensa allo stesso modo Gabriele Messina, che da qui alla nascita del Pd farà il coordinatore delle sezioni milanesi del partito: «Probabilmente c'è chi soffre un momento del genere — spiega —. Ma la verità è che questa è una grandissima occasione per cambiare. Le idee e le classi dirigenti. Anzi, credo che questo sia il motore più potente».
La polpa politica dell'appuntamento di domani, al di là della sua carica simbolica, è proprio lì, nella domanda su quando nascerà il partito democratico milanese. Il decalogo del Pd prevede infatti (salvo sorprese) che alle maxi primarie del 14 ottobre si voti anche per il livello regionale. Ma sulla sorte delle federazioni provinciali, lo scheletro di ogni partito, è nebbia fitta. E così, un nutrito numero di interventi chiederà con forza primarie milanesi. Tra gli altri, un non diessino come Davide Corritore: «Con la candidatura di Veltroni, le primarie nazionali saranno di fatto un plebiscito, senza alcuna vera competizione. Anche per ridar loro mordente, sarebbe importantissimo che Milano potesse dire la sua sui propri futuri dirigenti».
Ne è convinto anche Majorino: «Abbiamo bisogno di uno scatto forte, di dimostrare nei fatti che i territori contano e che la possibilità di partecipare è reale». Il segretario della federazione, Franco Mirabelli, dice una cosa ben diversa: «I gruppi dirigenti locali dovranno essere eletti con le primarie, così come prevedono le regole fissate». Il che significa in un momento successivo al 14 ottobre. Detto questo, per sgomberare il campo dagli equivoci, aggiunge: «E ho già detto che chi dirigerà il Pd non dovrà essere scelto tra chi ha già guidato Ds e Margherita».
Nella transizione, esiste anche un aspetto immobiliare. La Quercia a Milano dispone di 45 sezioni. Più della metà, è vero, sono in affitto, ma parecchie sono in sedi di proprietà. La Sinistra democratica ne rivendica una parte. Ma Mirabelli è categorico: «Può darsi che alcune sezioni in affitto siano cedute alla Sd. Ma nessuno si aspetti cessioni di parte del patrimonio».

di redazione
fonte: il Corriere della Sera
22.06.07 11:49 - sezione milano
il 22 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Marco Campione ha scritto:

Il programma della Convenzione cittadina lo trovate su

www.dsmilano.eu/home/index.php/attivita/2007/06/22/25_06_sulla_buona_strada_il_partito_demo

il 22 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

comincio a pensare che dei 12000 lettori medi del sito 5000 siano diessini delle farie fazioni e sezioni, 5000 dipendenti dei vari diessini nella pubblica amministrazione, 2000 ex diessini

il 22 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Wow! 45 sezioni di cui piu' della meta in affitto?

il 22 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
fabio ha scritto:

Mirabelli è categorico: «Può darsi che alcune sezioni in affitto siano cedute alla Sd. Ma nessuno si aspetti cessioni di parte del patrimonio».
****
Complimenti vivissimi a Mirabelli, secondo quale criterio tale accaparramento?
Capisco che il grosso dei ds finisca nel pd ma questa è ingordigia alla Ricucci...

il 22 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
(e)lettrice ha scritto:

un suggerimento di lettura...

http://canali.libero.it/affaritaliani/milano/sinistramilanese2206.html

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