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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
La Polonia scarica sull’UE la sua storia e le sue difficoltà
Nello scontro che si è aperto in questi giorni a Bruxelles sul futuro dell’Europa tornano a contare i particolarismi, in quest’occasione quelli polacchi. Il tema è la legge elettorale o il sistema di conteggio, dove i tedeschi vogliono - e su questo fanno pressione - per introdurre un sistema maggioritario (e dunque abolendo l’obbligo dell’unanimità che finora ha di fatto impedito all’Europa di essere un attore politico sul piano internazionale) e che i polacchi chiedono basato sulla radice quadrata della popolazione dei singoli Stati, anziché sul dato di percentuale delle popolazioni. Un voto che se accolto secondo la proposta tedesca, implcherebbe, a giudizio dei polacchi, il trasferimento dei poteri reali nelle mani di pochi Stati e non in quelle dell’Unione Europea. Varsavia propone perciò un sistema nel quale la forza di voto si basi sulla radice quadrata della popolazione di un Paese. Secondo Kaczynski, con l'attuale sistema di voto, ''il potere del voto polacco sarebbe di 1 e il tedesco di 1,8''.
Sulla base dell’attuale forza numerica la situazione si riequilibrerebbe perché alla Polonia andrebbero 6 voti, alla Germania 8. Un rapporto decisamente più favorevole.
Ma la proposta non si ferma qui, perché il governo polacco sostiene che la popolazione polacca secondo il suo dato di crescita naturale oggi ammonterebbe a 66 milioni di individui – rispetto ai 38 milioni e mezzo attuali – se non ci fosse stata l’esperienza della Seconda guerra mondiale e dunque gli stermini perpetrati sul territorio polacco. Ragion per cui oggi la Polonia avanza la richiesta di risarcimenti per danni. E li chiede alla Germania. Al di là del fatto della cassa la questione demografica dice qualcosa di più e potenzialmente è destinata a inclinare fortemente lo spirito – peraltro già scarso – di Europa.
La richiesta - o voto o morte – avanzata dai due fratatelli Kazcynski (uno fa il presidente e l’altro il primo ministro) non è tuttavia solo quella di rappresentare e dare voce a un nazionalismo ad uso interno. Questa è un’ipotesi che con forza i due fratelli hanno già ampiamente battuto con la richiesta a tutti i polacchi di certificare la loro non acquiescenza al regine precedente. Una campagna che contemporaneamente voleva isolare non gli ultimi nostalgici del comunismo, ma quegli esponenti di area liberale che si oppongono alla svolta ultranazionalista che in Polonia ha ormai preso il sopravvento da circa due anni.
Dietro alle fantasie demografiche stanno le difficoltà di un paese che oggi, a diffferenza di alcuni fa, ha un tasso di disoccupazione di nuovo in crescita, una popolazione in arrivo sul mercato del lavoro che non si sa quale futuro concreto si trovi davanti, il rancore per un’Europa che non si è fatta carico delle difficoltà
Ma non solo. E’ anche l’invenzione della storia ciò che sta alla base di questa protesta. Tra quei polacchi che i fratelli Kaczynski non mettono nel conto ci stanno le popolazioni tedesche della Polonia espulse e mandate via nel 1945, ci stanno gli ebrei espulsi dopo la guerra e ancora mandati via negli anni ’60.
In breve ci stanno decisioni che in alcuni casi ricadono sui governi comunisti del dopoguerra, ma anche sui governi unitari del primo periodo postbellico.
E che dunque in forme diverse coinvolgono ciò che la Polonia ha deciso per sé e che obbligano oggi ad abbandonare una condizione di vittimismo radicale o di presunta costante passività della propria vicenda nazionale.
di David Bidussa
fonte: Il Secolo XIX
23.06.07 10:32 - sezione parole
il 23 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mario ha scritto:

Occorre creare un Europa a due velocità . Quella lenta con Polonia e Inghilterra e quela aveloce con l'Italia . O l'europa è efficiente o è meglio che non c sia proprio .

il 23 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Claudio ha scritto:

Che tristezza vedere i nostri politici sia di destra che di sinistra quotidianamente impegnati nell'esaltare l'Unione europea e ad indottrinarci con la loro stucchevole e penosa retorica pro-UE, ma l'hanno mai chiesto agli italiani come la pensano sull' Unione europea? e se sono o no favorevoli al nuovo trattato costituzionale?

di realizzare un bel referendum popolare ovviamente neanche a parlarne, guai a mettere in duscussione le loro decisioni riguardanti la sacra UE e ad inserire qualcosa di democratico nel suo processo di costituzione, tutto va rigorosamente imposto dall'alto e chissenefrega del parere della gente!

il 23 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

il problema posto dalla Polonia è molto più insidioso di quanto si creda. Non è questione di efficienza amministrativa. E' questione di nazionalismo, una peste che i paesi dell'ex Patto di Varsavia - per vari motivi che sarebbe ozioso e lungo elencare - non hanno mai sradicato, coltivandola, anzi, come un malinteso simbolo di identità. Questa marea di liquami politici che ci investe, e che non ha nulla in comune con l'euroscetticismo britannico, rischia di riportare la guerra guerreggiata nel nostro continente, dopo che questo tabù è stato infranto all'epoca del Kosovo e della mia troppo vituperata presidenza D'Alema. L'Europa a due velocità non va evocata, va costruita al più presto. Da una parte gli europei non nazionalisti, dall'altra i paesi ancora con la testa nel XX secolo. Da una parte gli europei, dall'altra i servi degli Usa.
Attenzione però. Il nostro (si fa per dire) governo ha siglato a marzo un accordo clandestino per il dispiegamento a Comiso dei ricognitori strategici Usa senza pilota, una delle componenti dello sciagurato scudo antimissile statunitense. In altre parole Prodi, D'Alema, Parisi e il diessino cingolato Forcieri ci hanno relegato allo stesso livello degli immondi gemelli polacchi e dei servilissimi cechi. E il tutto senza uno straccio di dibattito. Persino Luigi XVI era più progressista di questa masnada: lui, almeno, aveva spedito La Fayette a far trionfare la rivoluzione americana...

il 25 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Giggi ha scritto:

Ce ne vuole a portare avanti stronzate del genere. Chiedessero i danni anche alla Russia allora; sennò chiediamo che vengano contati anche gli italiani all'estero nella nostra popolazione, e poi vediamo a quanto ammonterebbero il nostro voto. ma andassero a cagare!

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