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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Il consenso di Letizia
Piero Bassetti: “Insuccesso chiaro e prevedibile”; il regista De Capitani: “Non hanno capito come funziona la città”, il sociologo Amadori: “Un anno grigio”; lo scienziato Garattini: "Si è parlato di ticket ma non si è fatto nulla”. Autorevoli personalità del centro sinistra milanese hanno commentato così – in un inchiesta recente di un quotidiano milanese - il primo anno di mandato del Sindaco Moratti. I dubbi e le critiche hanno ovviamente confortato i rappresentanti di un centrosinistra milanese giustamente critico sull’azione del Sindaco, rendendo legittima la speranza che i giudizi negativi su Letizia Moratti avrebbero fatto breccia anche nell’elettorato di centro destra. E invece, pochi giorni dopo, la doccia fredda: in una rilevazione condotta da un istituto di ricerca storicamente vicino al centro sinistra, più del 60% dei milanesi ha espresso un giudizio positivo sull’operato del Sindaco.
In altre parole Letizia Moratti sembrerebbe avere esteso il proprio gradimento anche al di là della quota di elettorato (il 53%) che la votò un anno fa, una crescita imputabile al fatto che un elettore di centrosinistra su cinque si esprime positivamente sull’operato del Sindaco. Leggendo queste tendenze si ha la sensazione che l’opposizione di Palazzo Marino, per darsi una speranza, dovrà compiere un grande sforzo di creatività politica e comunicativa. Altrimenti, cosa potrà diventare quel 60% di consenso se l’anno prossimo Milano si aggiudicherà l’Expo?
26.06.07 06:22 - sezione miii...
il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

premesso che i sondaggi quantitativi sono in genere carta straccia, come dimostra la recente vicenda francese, il problema è: dove sta l'opposizione? Intesa non come critica a singoli aspetti, che i consiglieri hanno fatto e bene. ma come visione alternativa della città. Perchè mai dovrei dare credito a tale Patta che manifesta a favore delle sezioni di rifondazione che non pagano l'affitto ovvero che accusa penati di falso salvo poi smentirsi ovvero che difende i sindacati che non vogliono far funzionare la metro di notte, e non alla Moratti.
La sciura sarà algida e farlocca ma gli altri sono preoccupanti. E il leader dell'opposizione ferrante dov'è ito? e poi siamo seri il centro parla solo del partito democratico, la sinistra moderata è sparita, i radicali sono in mano a buffi parolai; un cittadino normale dovrebbe interessarsi alla disputa panzeri-penati-mirabelli? o a quella corso-non so chi? ma andiamo!

il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Roberto ha scritto:

La cosa migliore che può fare l'opposizione, per cominciare, è piantarla di spartirsi gli appalti dei box con gente come Quadrio Curzio, i fratelli De Albertis e Codelfa. il libro "Milano da morire" parla anche della succosa fetta di torta (mi pare il 36% delle concessioni, o giù di lì) toccata a Legacoop con la giunta Albertini, e non usa termini precisamente lusinghieri. Inoltre, fossi in loro, riaprirei le sedi sul territorio, le sezioni di partito nei quartieri, con il dibattito, la festa, i cineforum e quant'altro. Avete presente LA GENTE? Ecco, quella roba lì. Se vi concentrate sull'Expo, che secondo me non ci sarà nemmeno mai perché arriveranno prima le guerre per il petrolio e lo sfascio climatico, avete già perso.

il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

"il sociologo Amadori", curiosa la vicenda di questo impiegato di una società di sondaggi che arriva a notorietà con un libricciono sul berlusconismo imperante. Da allora presenzia a tutti i dibattiti con potenziali clienti, interviene sulle tv locali, espone tesi in genere smentite dai fatti, annuncia dati generici e quindi sempre corretti, naviga magistralmente nell'ovvietà. Insomma si prepara a sostituire quel maestro sondaggista che dal corriere spiega sempre tutto dopo, prima c'è "il problema sono gli indecisi", la stessa frase da quattro lusrti. Forse la pochezza della sinistra milanese è data anche dalla pochezza dei suoi guru, autoprodotti e autoproclamantesi "sociologo"
del resto basta vedere le pubblicazioni del dotto :
Come conquistare un posto di lavoro, Il Sole 24 Ore Libri, Milano.
Come essere creativi, Sperling & Kupfer, Milano.
Come farsi assumere, Sperling & Kupfer, Milano.
Come leggere, imparare, ricordare velocemente, Sperling & Kupfer, Milano.
Creatività in azione, Sperling & Kupfer, Milano.

il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
daniela ha scritto:

la moratti c'ha - un ufficio stampa pazzesco e pagato coi nostri soldi, per cui qualunque stupidaggine diventa grande vittoria, - una faccia di bronzo che resiste ad ogni possibile gaffe,-il consenso del suo padrone nano unto, che spesso e volentieri mette a sua disposizione la stampa "libera" che possiede, - alcuni sapienti uomini di palazzo che stanno lì da secoli (15 anni di governo di destra) + un opposizione incapace.. e ci meravigliamo che intorti i cittadini ?

il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
giaime ha scritto:

sono sostanzialemente d'accordo con Daniela, per cui qualunque stupidaggine diventa grande vittoria, mentre nella coalizione opposta non c'è nessuno che riesca a "trascinare" e a valorizzare le vittorie (mi riferisco a metroweb o alla Corte dei Conti per le assunzioni). Ora con la nascita del PD è tutto bloccato nell'opposizione ... si parla e si discute, ma intanto la città sprofonda nella sporcizia, nell'inquinamento dell'aria, nel malessere sociale ... nei box

il 26 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sevivon ha scritto:

Siamo un paese conservatore. Un paese che guarda indietro e non in avanti, che cerca di preservare (non riuscendoci) senza mai rischiare. Per questo, in Italia, nella sua "città simbolo" una come la Moratti tiene - se non addirittura aumenta - i suoi consensi.
Perché la Signora Brichetto non ha praticamente fatto nulla da quando è diventata sindaco. Nulla di veramente coraggioso, nulla che fosse una scelta che guardasse al bene della città nel medio-lungo periodo. Per farlo avrebbe dovuto toccare degli interessi scomodi, un po' come ha fatto Bersani, finito bersagliato da destra e sinistra.
E' vero, ad esempio, che ha parlato di ticket ma poi non si è fatto nulla! Ma - e mettiamocelo bene in mente - neanche il buon Ferrante avrebbe fatto nulla a riguardo: con la differenza che lui l'aveva già detto in campagna elettorale.
Il che significa, a mio parere, che è tutta la politica italiana ad avere qualcosa di statico, di anemico, di marcio. Nel momento in cui Spagna, Francia, Germania si rilanciano con nuove IDEE, qua speriamo che il "non far nulla" (o, peggio ancora, parlare di Partito Democratico e meta-politica) possa riportare Milano e l'Italia ad essere di nuovo competitivi, dal punto di vista economico, culturale, tecnologico...
E meno male che siamo un paese cattolico, perché almeno possiamo ancora pregare in un miracolo.

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