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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Quasi sempre più penosi di loro
I residenti all'estero mi capiranno, forse si ritroveranno nelle mie parole, forse no. Raramente lascio ai francesi la possibilità di criticare l'Italia: io posso criticare l'Italia, e sono severissima, ma loro non possono farlo. (Faccio notare che fra noi italiani di Francia, i francesi sono “loro”, per sottolineare il senso di distanza incolmabile). Gli italiani d'Italia ovviamente non possono criticare i francesi, un pochino sì, ma non troppo perché scatta subito la difesa. Un po' come con un ex fidanzato che ce ne ha fatte passare di cotte e di crude: noi possiamo criticarlo, ma solo noi, gli altri no perché non sanno, non possono sapere, e comunque non c'erano.
Il calcio e la politica negli ultimi tempi ci hanno dato non poche occasioni per paragonare i due Paesi del cuore: vincitori sul campo di calcio, in politica invece siamo quasi sempre più penosi di loro.
La coalizione di centro-sinistra vince di pochi punti le elezioni; il governo comunque soffre e vacilla; il Vaticano detta legge a tutti, da destra a sinistra; alla Camera spesso e volentieri gli eletti si menano; il referendum sulla fecondazione assistita non passa non perché gli italiani abbiano detto no: non passa perché gli italiani proprio se ne sbattono allegramente della questione. E poi Berlusconi che è un capitolo a sé.
Amici miei italiani d'Italia, con un'avversione per la Francia più calcistica che altro, mi hanno detto spesso che i francesi devono stare zitti ora che hanno eletto Sarkozy. Ora, difendere quell'ometto è l'ultimo dei paradossi, però Sarkozy è un politico, Berlusconi un povero buffone di palazzo, rubato alla vendita porta a porta. Sarkozy non è proprietario di tre reti televisive, ma è amico del direttore della rete privata più famosa e il suo direttore di campagna, ormai in disoccupazione, è diventato il vice direttore della suddetta emittente. Non possiede case editrici, anche se parla spesso della grande amicizia che lo lega ai più ricchi e influenti editori. Non ha imprese edili, anche se Bouygues (mister cemento) è uno dei suoi migliori amici. Il calcio invece gli manca, ma dobbiamo anche aggiungere che “loro” sono meno drogati di calcio di noi. Dunque, lui non ha cose, ma ha tanti amici (quando è stato eletto non si è rivolto ai francesi dicendo “Francesi” o “elettori”, no, li ha chiamati “amici”, tutti, nessuno escluso). Il nostro Silvio nazionale invece sembra che giochi a monopoli.
Sarkozy al G8 ha fatto una figura ridicola, presentandosi mezzo ubriaco ai giornalisti dopo un incontro con Putin. In Francia nessun organo di stampa e di comunicazione ne ha parlato. Nessuno. Chi lo sa, lo sa grazie a siti internet stranieri. Ingenuamente, viene da chiedersi perché. Ma ancora più preoccupante è quello che è successo ieri: le Monde, sempre molto gentile con il governo, in prima pagina si chiede perché nessuna agenzia di stampa abbia battuto la notizia di varie sommosse nelle periferie nell'ultima settimana. E descrive sommosse molto violente, con presenza di armi, asce nelle mani di giovani esaltati e reazione armata da parte della polizia che però oggi non risponde alle domande dei giornalisti. Violenze molto più dure di quelle di due anni fa che sono però taciute dalla stampa e della polizia. Nell'ottobre 2005 Sarkozy era ministro degli Interni e ha cavalcato l'onda delle violenze per iniziare una campagna elettorale estenuante (per noi sicuramente, per lui non so). Nelle banlieues violente, Ségolène Royal ha stravinto; nelle piccole città e nelle banlieues calme o chics ha vinto lui: chi non conosce le violenze ne ha paura e vuole sopprimerle, chi le vive sa che la semplice repressione non serve a niente. A un mese dall'elezione, Sarkozy si trova già a dover rispondere a domande molto complesse sull'argomento che l'ha fatto trionfare. Sulla gestione di quella violenza e di quel disagio che esistono e non serve a niente coprirsi gi occhi.
Loro ci prendono tanto in giro su Berlusconi; stanno timidamente smettendo, non possono più: qui, anche se il presidente non è un pagliaccio, la verità è nascosta. Il potere nasconde i suoi problemi. Ma la gente ha voglia di sapere cosa nasconde e perché?
25.06.07 08:41 - sezione dalla banlieue
il 25 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
daniela ha scritto:

Francesca, sei forte. c'è una cosa che mi ha colpito molto della campagna elettorale italiana: quando, in qualunque ambiente, facevo notare il fatto che il candidato uscente fosse anche proprietario del 65% dell'editoria del paese, la reazione era fare spallucce. ho idea che non gliene freghi niente a quasi nessuno. per me è folle, pazzesco. non so in francia ma mi dà l'idea che sia simile. lo slittamento tra realtà e propaganda sta diventando paradossale.

il 25 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Fabio Montermini ha scritto:

Cara Francesca, da quando l'ho scoperto, seguo regolarmente il tuo blog. Mi ritrovo spesso in quello che dici e pensi dei nostri comuni "ospiti" francesi. Volevo segnalarti che prima del secondo turno avevo fatto anch'io un post sul mio blog per mettere in guardia su un paragone troppo semplicistico tra Sarko e Berlusconi (http://fabiomontermini.blog.kataweb.it/fablog/2007/05/ma_berluskozy_e.html). La deferenza dei media nei confronti di Sarkozy, secondo me è assai diversa dall'atteggiamento dei media italiani nei confronti di Berlusconi. La piaggeria dei media italiani era una piaggeria tipicamente aziendale, quella che i dipendenti possono avere nei confronti del padrone. E l'atteggiamento di Berlusconi è sempre stato quello di non capire perché qualcosa che gli appartiene dovesse parlare male di lui. Certo, anche per Sarkozy sembra che ci siano state telefonate, pressioni, etc. (ti ricordo anche l'episodio di Cécilia che non sarebbe andata a votare al primo turno). Ma l'atteggiamento dei media francesi è appunto "deferenza" non tanto verso la persona, ma verso l'istituzione Presidente della Repubblica, una deferenza che pervade tutta la società francese, e che rimarrà finché la Francia sarà l'unica monarchia elettiva al mondo.

il 25 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Giggi ha scritto:

Non so' Francesca... E' anche vero che molte sommosse sono partite come emulazione di altre, ed era quasi una gara a chi faceva più danni (basta dare un occhiata alle pagine dedicate a questi eventi su wikipedia). Comunque, reprimere una rivolta è più facile se non viene pubblicizzata. Probabile che anche i giornalisti se ne siano resi conto e si siano dimostrati più intelligenti e responsabili di quanto ci si aspetterebbe.
Sulla questione del diritto di cronaca e di informazione... bè, se dall'informazione derivano conseguenze ancora più dannose di quelle che si portano a conoscenza è giusto non dico tacerle, ma almeno censurare le immagini e darne un freddo resoconto.

il 25 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesca ha scritto:

Grazie mille.
Mi dispiace sempre molto quando vedo che la cronaca e la sofferenza sono utilizzati dai politici: durante la campagna elettorale Sarkozy ha usato le violenze in periferia per i suoi scopi, oggi le nasconde.
Quel che è sicuro è che Sarkozy ha scelto esperti di prestigio. Non ci sono Calderoli & Co qui.

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