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E ora la commissione d'inchiesta
metroweb_home_r2_c2.gif Davide Corritore: «Credo che se Aem potesse tornerebbe indietro sulla vendita, perché si è senz´altro resa conto che sul mercato, cercandolo, poteva esistere qualche operatore di telecomunicazioni che avrebbe pagato di più». Ora che i documenti sulla vendita (ma sarebbe più appropriato dire lo "scempio") di Metroweb sono di pubblico dominio, si confermano le pesanti perplessità sulla gestione della vicenda. Il centrosinistra finalmente chiede a gran voce una commissione d'inchiesta.

L´Unione: si indaghi su Metroweb
"Subito la commissione d´inchiesta, il sindaco chiarisca in aula"
di GIUSEPPINA PIANO

I dubbi. E quella domanda a cui si torna sempre: perché Metroweb è stata venduta, se si è incassato meno di quanto era costata? Domanda che torna a imporre l´Unione a Palazzo Marino. Insistendo sul punto: «I dubbi sull´operazione e sulla convenienza economica sono confermati. Tanto più la commissione d´inchiesta da noi richiesta diventa urgentissima», riassume la capogruppo dell´Ulivo Marilena Adamo. Il centrosinistra, dunque, vuole che si voti subito sull´istituzione del gruppo d´indagine interno al Consiglio comunale. Ma la Cdl, con il forzista Giacomo Beretta, già assicura il no: «Non è emerso nessun elemento nuovo per fare la commissione».
Due fronti contrapposti su un caso, quello della cessione della società della rete di fibre ottiche, che politicamente non si è mai chiuso. La ricostruzione della vendita di Metroweb, fatta ieri da Repubblica, ha dato materia per un nuovo capitolo. Irrobustendo entrambi i fronti. La granitica certezza della Cdl ad esempio: «Si dimostra anche oggi che si è verificato allora tutto quello che fu riferito in commissione e in aula. E che la società è finita all´acquirente che ha fatto l´offerta più alta», distilla il forzista Beretta, presidente della commissione Bilancio e partecipante del Consiglio a cui compete la partita. Dall´altra parte, però, c´è l´opposizione di centrosinistra, che lo scorso ottobre criticò il via libera all´operazione dato dal Comune ad Aem, proprietaria di Metroweb. Davide Corritore, della Lista Ferrante, la dice così: «Credo che se Aem potesse tornerebbe indietro sulla vendita, perché si è senz´altro resa conto che sul mercato, cercandolo, poteva esistere qualche operatore di telecomunicazioni che avrebbe pagato di più».
Sempre nell´Unione, Basilio Rizzo aggiunge che «Aem doveva mettere in moto un meccanismo per far valere di più un´azienda che è stata venduta a una cifra inferiore a quanto era stata valutata poco prima. E se anche Aem come azienda aveva interesse a vendere, il Comune in nome dell´interesse pubblico avrebbe dovuto opporsi». Roberto Caputo, dello Sdi, manda a dire che tanto più dalle nuove indiscrezioni «troppe domande restano senza risposta», e «vi è l´urgenza di un sussulto di trasparenza. Il sindaco Moratti riferisca in aula». Caputo parla di domande. L´ulivista Marilena Adamo di «dubbi». E dunque, ecco ancora di più la necessità di far votare l´aula sull´istituzione di una commissione consiliare d´inchiesta, per rispondere alla domanda delle domande sul «perché bisognava vendere se Aem ci ha guadagnato meno di quanto aveva speso». La Cdl con il forzista Giacomo Beretta la risposta ce l´ha: «La vendita era opportuna in funzione della fusione di Aem con Asm, se Aem si fosse tenuta 200 milioni di debito non saremmo andati a un concambio così favorevole con i bresciani. Ma se qualcuno a Milano oggi sta facendo il gioco per Brescia, insistendo sul caso Metroweb per mettere in difficoltà i vertici di Aem, se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini».

di redazione
fonte: la Repubblica
28.06.07 08:57 - sezione la Rete bene pubblico?
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