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Sgarbi-pensiero
“Se non si fa scandalo, non c’è comunicazione”. E’ il motto dello Sgarbi-pensiero, ripetuto in un’intervista di pochi giorni fa e ricordato da Sgarbi ogni qualvolta a Milano si profila una polemica che lo vede coinvolto. E’ un motto che interpreta alla perfezione l’anima della società della comunicazione: stupire per conquistare l’attenzione e per essere ricordati. Ed è un motto che a Milano sta purtroppo conquistando proseliti sgraditissimi al mondo dell’arte e dunque a Sgarbi stesso che è assessore in materia. Che dire infatti di coloro che hanno impresso, con un bomboletta spray, una W tra le gambe di una meravigliosa donna in bronzo di Botero in Piazza delle Scala? Probabilmente anche questi sfregiatori volevano stupire e suscitare scalpore. E ce l’hanno fatta, considerando l’attenzione mediatica suscitata e la fila di giapponesi che si fanno fotografare davanti alla statua deturpata.
E forse cercavano stupore anche coloro che hanno rimosso, incendiato o rovinato decine di mucche d’arte in vetroresina collocate nelle vie della città nelle settimane della celebre rassegna internazionale Cow Parade. Nella lunga storia della rassegna, che ha toccato le più grandi città del mondo, nessuno si era mai permesso di provocare il minimo graffio alle opere d’arte. A Milano, invece, è partita già nei primi giorni la caccia allo sfregio. Alla luce di quanto sta avvenendo, il motto di Sgarbi è in fondo un invito a non sorprenderci troppo per ciò che sta avvenendo. Infatti, se c’è un assessore che vuole sempre stupire, perché stupirci se c’è qualcuno che vuole stupire più di lui?
di Davide Corritore
fonte: il Riformista
17.07.07 07:43 - sezione miii...
il 17 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paul ha scritto:

Beh generalmente già da qualche anno l'avvento dell'infotainment (mistura perversa di intrattenimento e notizia) ci propone l'urlo dialettico come LO standard che premia, sottolinea, valorizza. L'enfasi misurata è scomparsa dal linguaggio mediterraneo, rintanatasi nelle produzioni di certe grigie trasmissioni radiofoniche nordiche o anglosassoni riservate a uomini e donne "in là cogli anni".

È altresì vero che il tono adrenalinico premia e valorizza egualmente lo stupro, il gol, e la notizia mondana, al punto tale che bisogna trovare un'ulteriore chiave di comunicazione "forte": l'immagine violenta, choccante, l'intervista impietosa e/o rabbiosa. Tutto diventa urlo, rabbia, scarica d'adrenalina, ciò che prima era culturalmente reprimevole ora è "stile".

Non si stupisca quindi il buon Sgarbi (e neppur Botero) se qualcuno, in maniera tutto sommato molto delicata, dedica un "viva!" a ciò che la maggior parte di noi (etero & lesbo) di più ama.

Se fosse stato lui, Vittorio, avrebbe probabilmente inciso col trapano "viva la figa", tanto per essere sicuro di lasciare un segno indelebile della sua presenza e della sua attitudine alla comunicazione "di livello"....

il 17 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ragiunatdegauche ha scritto:

il problema della cultura spettacolo non nasce oggi con sgarbi, semmai sgarbi lo porta alle sue estreme conseguenze. Da anni comuni, comunelli, provincie, regioni, si dannano l'anima per l'evento. Una iniziativa che quale che sia il suo livello dia visibilità. Attenzione non partecipazione di pubblico! visibilità sui media. Così mostre e spettacoli che fanno clamorosi flop sono dei successi. La colpa non è solo dei politici. Vi è un ontreccio di interessi tra curatori, autori, editori, allestitori, mercanti, impresari ognuno dei quali guadagna. Vi sono mostre in cui l'allestimento vale da solo più di tutta la mostra. Inaugurazioni con kermesse che coprono la modestia dei prodotti esposti (dico prodotti per proposito)o delle interpretazioni. Vi è un rimedio? si semplice e banale. Lasciare queste iniziative al libero mercato sospendendo i contributi. dedicando i quattrini ad opere che restano. quali: biblioteche, musei, sale, impianti fissi, etc etc. Lo stato dovrebbe fornire i supporti per una produzione culturale non produrre cultura. perchè oggi c'è la mostra spettacolo di sgarbi, ieri c'è stato il libro a fumetti della regione, domani che ci sara?

il 17 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

si possono fare molte dotte elucubrazioni sul perche' degli sfregi. le argomentazioni poi mi paiono una tirata.

io dico la mia:

se quando fai uno sfregio sai che puoi farla franca, perche' non farlo?

da Previti e Sgarbi (condannati eppure impuniti) giu' giu fino al piccolo delinquente metropolitano, qui da noi il crimine e' impunito.

se il crimine venisse punito, i delinquenti ci penserebbero due volte prima di rendere una citta' del nord italia, ricca di arte e tradizioni equivalente alla periferie di Gaza.

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