Consentitemi una breve premessa entomologica con qualche spruzzata di nepotismo craxiano a favore di un carissimo vecchio amico, fotografo e giornalista che ha pubblicato anche su National Geographic e che gestisce uno straordinario sito dedicato agli aracnidi e ad altre creature del genere amene e mostruose ad un tempo.
Qualche tempo fa egli decise di inserire un counter per le parole chiave che più spesso indicizzavano il suo sito sui motori di ricerca per ottimizzare e potenziare la visibilità del medesimo.
Rimase alquanto stupito quando si accorse che l'area maggiormente ciccata sul suo sito, con oltre il triplo di visite rispetto alle altre, era quella riguardante una feroce locusta carnivora, responsabile di scempi e devastazioni agricole di tutto rispetto.Tutto perfetto nell'analisi di Bubbidolo. Aggiungo due piccoli "nota bene": 1) l'individualismo è la malattia del postmodernismo oppure è quella tensione insoddisfatta, strutturale, di realizzazione del Sé che, complice l'equivoco sull'Io scambiato per Ego, conduce a percepire tutto sul piano reattivo e difensivo? 2) L'individuo è grande perché costituisce dentro di sé una comunione, cioè una comune unione fra diversi, tra le mille sue esperienze e quelle che riusce a realizzare insieme agli altri: l'ismo prevalente, in quest'ottica, non è l'individualismo in quanto tale, ma l'egotismo di Stendhal, il narcisismo come sistema reattivo dominante rispetto al dramma ed alle contraddizioni della realtà. Conclusione: più si rafforza l'individuo, più la comunità è forte e salda. In primis, dentro di lui. Great, Bubbi!
E forse è proprio nell'individualismo spinto che potremmo ricercare le prime cause del fenomeno: da un lato produce solitudine, senso di vuoto e abbandono, dall'altro, per quanti presentano un'attitudine più aggressiva, produce il superomismo, la coscienza di essere “dio di sé stesso”, tutti elementi che collidono per creare non tanto un sistema immorale, quanto caratterizzato da asepsi morale.
mi pare che siamo completamente fuori strada (del genere buttafuoco che dice che il mondo moderno è così perchè si è perso il senso del sacro).
E' la solita tiritera contro l'individuo che, non più frenato da rigide regole extraumane (tipo la terra non è tonda e gli astri le girano intorno e tutte le astrusità promananti da sacri extraterrestri) sarbbe privo di freni ed in preda alla sua smodata ambizione di potere, di danaro e di sesso (libidinoso!).
Cosa sostengono costoro: l'uomo abbandonato a se' stesso è un bestia, ci vogliono regole metafisiche che lo intimoriscano prima di decretarne, che so, il rogo.
L'errore della tesi sta nel fatto che, fortunatamente, nel mondo moderno la metafisica ha ormai scarso successo e risulta piuttosto difficile ripristinare valori e timori che la scienza ha dimostrato del tutto infondati.
Peraltro chi è tornato al sacro (vedi islam) non mi pare diffonda civiltà, etica e democrazia dove passa.