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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
La mia lettera d’intenti
furioinpiedi.jpg Scrivo questa “Lettera di intenti” per porre formalmente la mia candidatura alla Segreteria del Partito Democratico e sto per entrare in Senato da dove - per le note ragioni di rapporto numerico tra maggioranza e opposizione - non potrò uscire fino alla approvazione del Dpef e delle altre tre leggi che dovranno essere approvate entro questa settimana. Questa settimana è la stessa (e l’unica indicata) per la raccolta delle firme richieste per sostenere la lettera di candidatura. Penso che i lettori-elettori noteranno la situazione paradossale. Al momento per un senatore, date le regole indicate, non sembra esservi una facile soluzione. Ovviamente si aspettano chiarimenti.
LETTERA DI INTENTI

1 - Dichiaro la mia candidatura a Segretario del Partito Democratico per contribuire, con la mia esperienza di vita, di professione e di impegni internazionali che mi hanno posto a contatto con altre tradizioni democratiche, a dare al nascente partito un nocciolo di idee che confermino e arricchiscano la natura e la radice democratica di questo partito.
Cerco un legame con i cittadini in un periodo della storia in cui solitudine e paura, più ancora della “antipolitica”, allontanano e separano gli elettori dalla partecipazione agli eventi politici.

2 - Affermo che il cuore del partito che intendo rappresentare è il lavoro, la dignità, il legame fondamentale che rappresenta con il vincolo di cittadinanza, con la Costituzione, con le leggi, con le altre persone.
Parlo del lavoro cercato dai giovani e che, quando c’è, il più delle volte è irrilevante per costruire un futuro.
Parlo del lavoro di coloro che stanno vivendo la loro esperienza di mestiere e di professione in un’epoca che tende a screditare e penalizzare il lavoro retribuito, tende a dichiarare esose anche le più legittime richieste di chi contribuisce con il proprio lavoro allo sviluppo e alla crescita del Paese, tende a prestare attenzione solo a chi, bene o male, ha già accumulato ricchezza.
Come avviene negli Stati Uniti, che pure sono considerati la casa madre dello sviluppo capitalistico, il Partito democratico dovrà essere il partito del lavoro. E ciò non in senso sindacale, ma nel profondo senso culturale e civile della tradizione democratica. Questo non vorrà mai dire essere ciechi e sordi alle esigenze di tutta la comunità in tutte le sue espressioni. Ma vuol dire sapere che la vita democratica di un Paese si fonda sul lavoro, le condizioni del lavoro, le garanzie del lavoro e la certezza che non saranno mai negati né la dignità del prestare la propria opera, né la certezza dei diritti a cui le controparti si sono di volta in volta impegnate verso che lavora e lavora bene.
Sarà chiaro a tutti che non si tratta di una affermazione di classe ma di una constatazione di buon senso. La tenuta, la rispettabilità, la crescita, lo sviluppo di un Paese si basano sulla partecipazione dei cittadini attraverso il lavoro. Se si restringe il numero di coloro che lavorano e tarda a sopraggiungere il contributo delle nuove generazioni, il vero problema non è attuariale o statistico, ma è la diminuzione della partecipazione politica dei cittadini che vuol dire fine della politica.
Il patto fra generazioni non si fonda sui numeri delle tabelle ma sul passaggio di esperienza e di responsabilità fra i più giovani e i più anziani. Il patto di solidarietà è intorno al lavoro, non agli sportelli degli uffici postali dove si pagano le pensioni.

3 - Affermo che non mi sembra sensato candidarsi per rappresentare una particolare fascia demografica di cittadini. Ciò finisce per prefigurare una sorta di confronto conflittuale: il tuo lavoro sbarra la strada al mio, la tua pensione toglie a me il pane di bocca.
Non è questo il fondamento che andiamo cercando per il nuovo Partito democratico. Ma se si insistesse sul dato generazionale, non avrei difficoltà a dire che a me tocca, allora, di candidarmi a nome di quegli italiani oltre i 70 anni, che non accettano di vedere screditato e svilito ciò che hanno fatto in decenni di lavoro perché sono diventati “vecchi”. Sono attualmente impegnato in Senato in cui molti non si imbarazzano a gridare insulti alla senatrice a vita Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, e al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro solo perché osano avere ed esprimere, alla loro età, e in una funzione (senatore a vita) che viene giudicata “un binario morto”, la loro persuasione politica.
Mi richiamo al nome e all’esempio di italiani come i due Senatori che ho nominato e di persone come Vittorio Foa o Pietro Ingrao per dire che ogni riferimento generazionale in questa candidatura è improprio e, sia pure involontariamente, offensivo.

4 - La scuola è un’altra grande ragione di questo impegno. Il nuovo Partito democratico dovrà dedicare alla scuola, dal primo contatto con i bambini che si affacciano alla vita sociale fino alla ricerca scientifica, la stessa attenzione, lo stesso rilievo, e lo stesso peso economico che un tempo si dedicava agli eserciti. Non può funzionare un Paese che non ponga la scuola, la formazione culturale e scientifica, la specializzazione al livello più alto della ricerca, al più alto livello di attenzione, di impegno di governo, di preparazione dei docenti e di fondi disponibili.
Il Partito democratico di cui parliamo dovrà essere in grado di riconoscere che la funzione, il livello, la qualità e il compenso degli insegnanti devono essere preoccupazione centrale del governare e percorso principale verso il futuro.
Una scuola di alto livello e funzionante in tutti i suoi gradi, dalla prima scuola materna alla più avanzata ricerca scientifica è il vero patto fra generazioni. Per questo il Pd crede fermamente nella Scuola pubblica.

5 - Ospedali e struttura sanitaria costituiscono, con la scuola e il lavoro, i vincoli essenziali di cittadinanza.
Quando il cittadino sa di poter contare su uno Stato presente e attivo nei momenti fondamentali della sua vita, dalla nascita dei bambini alla più pronta e bene organizzata prevenzione e cura delle malattie, al soccorso nelle emergenze, alla presenza assidua e competente nelle fasi finali della vita, allora il rapporto cittadino-Stato si apre alla fiducia, diventa leale e di reciproco sostegno. Ognuno farà la sua parte per uno Stato che c’è nei momenti difficili.

6 - La legalità, la giustizia, in un Paese senza segreti e che riconosce pienamente l’indipendenza della Magistratura, è ciò che distingue l’Italia democratica dal periodo di illegalità costante e di irrisione alle leggi e ai giudici del governo di Berlusconi, ed è naturale bandiera del Pd.
In questo specifico senso la contrapposizione netta a tutto ciò che ha rappresentato il governo Berlusconi non è un residuo sentimento del passato ma è progetto del nuovo partito: legalità che non accetta zone oscure e segreti, legalità che non ammette scorciatoie rispetto alle regole che vincolano tutti i cittadini, legalità che significa non ammettere e non tollerare l’inquinamento grave dei conflitti di interesse, specialmente quando quei conflitti, come nel caso di Berlusconi, riguardano la proprietà ingente di mezzi di informazione. Una situazione in cui il presidente del Consiglio è nello stesso tempo e nella stessa persona, concessionario e concedente dei diritti sull’uso delle frequenze televisive, come è avvenuto per il presidente Berlusconi che ha concesso al proprietario Berlusconi le autorizzazioni necessarie per le sue reti televisive, non dovrà e - a causa di una efficace legge sul conflitto di interessi - non potrà più ripetersi.
Quando si ricordano i gravi problemi creati al Paese, e alla sua immagine e credibilità internazionale, dalle leggi ad personam, le leggi vergogna, (e in particolare la Legge Gasparri sulle Comunicazioni, misurata sugli interessi di Mediaset e ora respinta dalla Unione Europea) non si esprime uno stato d’animo rancoroso e personale come tendono a far credere coloro che sono, per una ragione o per l’altra, inclini a dimenticare. Si parla di leggi, di rispetto, di interessi dello Stato ma anche di immagine rispettabile del Paese.

7 - Il Pd alla cui Segreteria mi candido è laico nel rispetto del dolore di Welby, del diritto ad amarsi delle coppie di fatto, della protezione di diritti civili elementari e fondamentali come il Testamento biologico. Mai, in nessuna circostanza, immagina avversioni o mancanza di attenzione per la sensibilità e la persuasione dei cittadini credenti che sono tanta parte della storia e della sua vita italiana. Ma intende chiedere, per chi è laico, la stessa attenzione e lo stesso rispetto.
Il Partito democratico che vorrei guidare non è una macchina del potere in più ma un insieme solidale di cittadini che intendono unirsi per dare, non per chiedere, per contribuire, non per profittare, soprattutto per portare il capitale del proprio lavoro e del proprio talento, che è la vera ricchezza e la vera forza di un Paese quando le regole sono chiare e pulite.
di Furio Colombo
fonte: l'Unità
24.07.07 15:39 - sezione politiche
il 24 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

Furio andrebbe sostenuto anche solo per il punto 6.

semplicemente perfetto.

il 24 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Michel ha scritto:

A me interessa di più il 7... Da obiettare sul 3, invece, c'è una cosa: nulla da dire sul ruolo dei senatori a vita, ma per il segretario di un nuovo partito forse mi aspetterei un'età diversa. Se non altro per dare poi una continuità alla sua azione. E per dare "l'esempio", visto che siamo governati da gente che non sa mandare gli sms, e hai voglia a scannarsi sui blog su cosa sia meglio, finchè non ci leggono... Sulla lucidità di Colombo, comunque, niente da obiettare.

il 24 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Paquero ha scritto:

Bello il punto 6, peccato che non sia l'esatto opposto di quello che sta facendo il governo attuale. Tutto nolto bello finchè non vai al governo con Mastella...

il 24 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Fizban ha scritto:

antipoltica, antiberlusconismo. Niente ambiente, niente meritocrazia. Per il resto, le stesse cose che ha detto Veltroni. E sospetto che sara' piu' o meno quello che diranno tutti (magari la Bindi non dira' laico ma dira' donne, ma il discorso sara' piu' o meno uguale).

Attendiamo dettagli pratici dal candidati, dettagli concreti su quello che intendono fare per portare a compimento tutto il ben di Dio che espongono nei loro programmi. Finche' non vedro' dettagli, ben lungi da me spendere 5 euro per eleggere un segretario PD che espone le solite demagogie.

il 24 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
jello ha scritto:

Programma interessante, anche se non accenna niente di politica estera, cosa che a lui preme molto. Infatti ha da poco scritto un libricino su israele, commentato in maniera interessante da Gianluca BIFOLCHI, che potete leggere qui:

http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=3384&lg=it

il 25 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Betulla ha scritto:

tutto bello, peccato che siano solo parole.
io credo(è una balla) nella buona fede di furio, purtroppo credo anche che da solo non riuscirebbe a combinare un bel niente.
Bertinotti e friend (baffino, mortadella, il bambino rutelli, mussi, fassino ecc), da anni ripetono le stesse litanie. un esempio su tutti: il berlusca è sempre li che se ne sbatte altamente le balle di tutto e di tutti.
sarebbe stato più credibile se avesse proposto gratuitamente cure mediche atte al miglioramento della persona, es.: trapianto dei capelli, dentiere in porcellana, liposuzioni, botulino a kili, riabilitazione obligatoria delle tette e dei culi femminili, viagra a volontà, correzioni visive, massaggi terapetici, riapertura delle case di tolleranza con l'obbligo di frequenza ecc.

il 25 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
fabrizio ha scritto:

anche io apprezzo su un piano dei principi quanto presentato da Colombo, ma concordo con quanto è stato sopra sottolineato. E permettetemi una constatazione: purtroppo i fatti (almeno fino ad ora) dimostrano che i comportamenti pratici di tutti coloro che fanno politica partitica, tendono ad uniformarsi.. La personale esperienza di tanti anni e quanto accaduto più recentemente, mi ha fatto toccare con mano questa triste realtà... tanto che neppure Furio Colombo si è pur lontanamente preoccupato di rispondere a quanto a lui (come ad altre decine e decine di parlamentari, ministri, assessori, consiglieri regionali,..) da me sottoposto.. e che riguarda l'asfissiante sistema politico-affaristico (connotantesi così frequentemente in senso "mafioso")che rende ragione del perché si voglia "cambiare tutto per non cambiare niente". Perché dovremmo ancora avere fiducia nella politica, quando anche la nascita del PD avviene seguendo canoni che rendono già "vecchio" ciò che si appresta a nascere?

il 25 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
angelo errico ha scritto:

Lo ammetto: Ho letto a canguro, saltando qua e là. Ammiro la dignità di Furio Colombo, lo anticipo. Grandi nobili sensate parole, quelle almeno lette saltando qua e là. Il problema di fondo, che emerge irrisolto dalla lettura delle buone e migliori intenzioni colombiane, è la mancata adesione alla realtà della vita di popolo. Di popolo! Non sarà certamente differente la giagulatoria di Veltroni o della Bindi per citarne due a caso, per la candidatura a un partito. Un partito! Un popolo e un partito. La situazione è quella della prima Repubblica. Il popolo, è quell'ente concreto, materiale, umano (ma dai!) utile ed essenziale alle menti allenate nela riflessione quotidiana, per costruire e costituire una società migliore: cioé ideali, con lo strumento del partito. Gl'ideali stanno un pò nella fantasia in testa propria, e un pò nella cultura della storia dell'umanità, che lor signori conoscono bene e meglio del popolo. Il partito è quell'enclave di privilegiati (la casta, come va di moda adesso chiamarla) in cui poter effettuare il meglio della progettazione degli ideali, in gruppo, col brain-storming (dall'inglese: tempesta di cervelli).
"Cerco un legame con i cittadini" afferma Furio in chiusura del punto uno. Beh; vista l'età Furio, cos'hai trovato finora che ti lega al popolo, per nutrire tanta abbondante serenità e speranza nella ricerca di quello che ancora desideri cercare?
Con somma stima,
Angelo Errico

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