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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Giovanni Terzi, la pipì, la cacca e gli avatar
Alberto Biraghi giovanniterzi.jpg «Nasce l'Isola Milano. Palazzo Marino ha deciso di acquistare il suo spazio su Second Life. Ed è la prima amministrazione pubblica che mette a disposizione degli internauti un vero e proprio Comune. Con uno scopo ben preciso: la progettazione di una "Milano città ideale". "Saremo in rete da metà settembre — spiega l'avatar magro di Giovanni Terzi —. Anzi dal 12 dicembre per la precisione. Da quella data chiunque vorrà dialogare con Palazzo Marino, non dovrà fare altro che dotarsi di un alter ego e scambiare idee e progetti"».
Nella cosiddetta intervista al cosiddetto assessore Giovanni Terzi manca una domanda che il cosiddetto giornalista del Corriere della Sera (magari per distrazione, ci mancherebbe) non ha posto. D'altra parte si sa, per lorsignori fare pipi e/o cacca non è mai un problema. La faccio io allora, che il problema di pipì e cacca l'ho vissuto sulla pelle della mia famiglia.

A qualcuno tra gli straordinari innovatori che infestano Palazzo Marino, tipo Giovanni Terzi, non è che verrà in mente - tra un avatar e l'altro - di accorgersi che nella scuola elementare di via Zuara le porte dei cessi sono scardinate dal 1999 (a memoria mia, ma probabilmente da molto prima) e i bambini fanno la pipì e/o la cacca in bellavista?

In altre parole, non so quanto sia costata quest'ennesima pagliacciata dell'amministrazione fascio-catto-petroliera, ma (1) sicuramente la riparazione delle porte dei cessi di via Zuara ne costa una frazione e (2) il portale del comune (costato alcuni miliardi di vecchie lire grazie allo straordinario Gabriele Albertini) è più che suficiente a "dialogare con Palazzo Marino". Sempre che a Palazzo Marino ci sia un cane disposto a "dialogare" coi cittadini, il che - alla luce dell'esperienza - appare improbabile.

Traffico, cultura ma anche vivibilità: chiunque potrà entrare nel sito e proporre soluzioni. «Costruiremo una metropoli alternativa» virtuale, la città sbarca su Second Life
Il Comune compra uno spazio aperto agli avatar-cittadini. Terzi: pronti a valutare progetti Milano
di Maurizio Giannattasio

Chissà come sarà l'avatar (l'alter ego virtuale) del sindaco Letizia Moratti. Con l'immancabile borsetta in mano? Come nelle foto della sua campagna elettorale? Per adesso l'unico avatar esistente è quello dell'assessore ai Giovani, Giovanni Terzi. Qualche chilo in meno, qualche anno in meno, ma abbastanza fedele all'originale.
E sì. Perché il Comune si virtualizza. Non il solito portale. Quello c'è già da anni. Neanche Youtube nonostante sia stato preso d'assalto dai candidati alle primarie americane. No, Palazzo Marino ha scelto Second Life, fenomeno internettiano degli ultimi due anni. Spazi infiniti nel web dove vivere una vera e propria seconda vita parallela. Ma anche dove progettare e costruire la propria città, magari ribaltandola da capo a piedi.
Nasce l'Isola Milano. Palazzo Marino ha deciso di acquistare il suo spazio su Second Life. Ed è la prima amministrazione pubblica che mette a disposizione degli internauti un vero e proprio Comune. Con uno scopo ben preciso: la progettazione di una «Milano città ideale».
«Saremo in rete da metà settembre — spiega l'avatar magro di Giovanni Terzi —. Anzi dal 12 dicembre per la precisione. Da quella data chiunque vorrà dialogare con Palazzo Marino, non dovrà fare altro che dotarsi di un alter ego e scambiare idee e progetti ».
In realtà ci sarà anche un concorso.
Aperto ai giovani da 15 a 35 anni. Con gli strumenti messi a disposizione di Second Life proporranno la loro Milano alternativa. Non solo architettonica. Ci sarà uno spazio dedicato a chi vuole scrivere un racconto sulla sua città ideale. E ci sarà anche un ambiente specializzato dove chi vuole potrà esporre le proprie opere sempre sul tema della città.
E qui, spiega Terzi, si arriva alla seconda fase. L'Isola Milano, se tutto dovesse funzionare, diventerà un luogo dove presentare gli eventi della città. Dalle mostre, ai concerti, agli happening, al marketing territoriale. Insomma, tutta la vita milanese, soprattutto quella che non trova spazio nei circuiti ufficiali, potrebbe trovare ospitalità sulla rete. «Non solo — conclude Terzi — perché quotidianamente mi collegherò su Second Life per ascoltare e rispondere alla proposte che arriveranno ». Dipende da quanto ci vorrà investire il Comune. Sia in termini di soldi, sia in termini di tempo.
D'altra parte, Second Life, conosce degli illustri precedenti. Massimo D'Alema, di cui tutto si direbbe tranne che possiede una passione sviscerata per il mondo virtuale, ha deciso di comprare l'Isola Fondazione Italianeuropei. Un altro ministro, Antonio Di Pietro, di cui è invece nota la passione informatica, ha acquistato Neverland e ci tiene convegni e dibattiti sulla rete. Lo stesso hanno fatto cantanti e aziende. Irene Grandi è stata la prima rockstar italiana a organizzare un concerto e un video su Second Life. Molte aziende, tra cui la Toyota, usa il mondo parallelo di Second Life per testare i suoi nuovi prodotti. Certo, un mercato con otto milioni di partecipanti giornalieri fa gola a molti. Anche al Comune di Milano.

di Alberto Biraghi
fonte: il Corriere della Sera
29.07.07 11:12 - sezione ciò che è mio
il 29 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
AndreaM ha scritto:

Già all'inizio 'sta Second Life mi sembrava una mezza scemenza, ma almeno poteva servire come evasione (?). Ora, pare, si corre il rischio di incappare anche là in certi figuri.

Mi sa che fra breve si sentirà il bisogno di Third Life.

il 29 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo (intellettualmente disonesto) ha scritto:

second life è l'esatto contrario della creatività. ovvio che i politici se ne innamorassero. chissà se fanno una Milano 2 anche lì. si potrebbe dirottare tutti gli orrori edilizi nel virtuale e ampliare il verde nel reale (comprese le architetture fighette delle archistar fighette che firmano il manifesto di Veltroni perché tengono famiglia). tipo il cilindrone di Botta dietro la Scala. l'orrido scempio vada su second life. se fate caso alle architetture di Botta, sono tutte uguali. gli uffici della Scala, un cilindrone rigato. il casinò di Campione, un cilindrone rigato. il Mart, un cilindrone rigato (però introflesso). e lo pagano miliardi. tutta spazzatura da second life. e qua finalmente ripuliamo un po'.

il 31 Luglio 2007 (quando OMB accettava i commenti)
young wom@n ha scritto:

Se l'innovazione è prematura non è realmente innovazione, perchè non porta alcun effetto.
Anzi, porta a sprecare il denaro dei milanesi (quanto esattamente? sembra strano che il giornalista si sia dimenticato di chiedere un'informazione tanto elementare).

Crede davvero il nostro sindaco che per dialogare con i cittadini possa essere utile Second Life? non crede invece che taglierà fuori da questo (si spera proficuo) dialogo ben oltre il 50% della popolazione milanese? E che questa fetta di "isolati" è probabilmente quella che ha maggior bisogno del comune?

Ci sono strumenti informatici decisamente più a portata di cittadino medio, se davvero l'obiettivo è ascoltare (e non "fare notizia", come sembra)

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