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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Se lo Stato usa il pugno di latta
incidente_generica.jpg Dice in latino una celebre massima di Cicerone: «Summum ius, summa iniuria». Diritto estremo, estremo torto. E il motto si può applicare oggi alla decisione del tribunale di Torino, tanto rigorosa sul piano formale del diritto quanto sconcertante su quello sostanziale della giustizia. Sarà pur vero che l´automobilista-killer di Pinerolo, guidando in stato di ebbrezza, non era perfettamente cosciente delle sue azioni e quindi non ha ucciso volontariamente la povera ragazza all´uscita di una discoteca. Ma a parte il fatto che per lo stesso motivo gli era stata ritirata già tre volte la patente, e in questo senso era senz´altro recidivo, la sua responsabilità risale proprio all´atto prima di bere e poi di prendere il volante, mettendo così a repentaglio la propria e soprattutto l´altrui incolumità. E´ in quel lasso di tempo, tra un bicchiere di troppo e l´accensione del motore, che va valutato il suo comportamento sotto il profilo giuridico e morale.
Se non c´è dolo, cioè la volontà di compiere un delitto, c´è però la colpa più che grave di ripetere un rituale pericoloso e irresponsabile, una sfida alla vita che questa volta culmina purtroppo nella tragedia e nella morte. Rimettere in libertà l´autore di un tale gesto, seppure con tutte le argomentazioni e i sofismi che il diritto consente, equivale in pratica a giustificare non solo quel caso specifico, ma anche gli altri che più o meno consapevolmente lo replicano. Come l´ultimo di ieri a Genova, dove una donna ubriaca ha falciato due malcapitati pedoni.
Ne sono morti ottomila negli ultimi dieci anni in Italia, vittime inermi di una motorizzazione incivile e violenta. Quasi che camminare per strada fosse diventata per sé una colpa, trasformando i pedoni - in particolare i più anziani - in bersagli di una guerra non dichiarata. Per il solo fatto di trovarsi alla guida, protetto dal suo guscio a quattro ruote, l´automobilista si sente autorizzato ad assumere il ruolo dell´aggressore, con licenza di investire e perfino di uccidere.
Sono state apprezzabili e tempestive le misure adottate dal governo con il mini-decreto dei giorni scorsi contro la carneficina stradale. A cominciare dalla pena supplementare di assistenza obbligatoria in un centro traumatologico ospedaliero, per rendersi conto personalmente dei danni prodotti alle vittime della strada.
E auguriamoci che il Parlamento, tra una chiacchiera e l´altra, alla ripresa dei lavori dopo le ferie estive trovi il tempo di approvare definitivamente il provvedimento entro ottobre.
Ma evidentemente ancora non basta. Né per fermare le «stragi del sabato sera» né per respingere l´assalto dei piromani estivi, come il pastore scoperto ieri alle porte di Roma con un arsenale di micce e poi rimesso subito in libertà. Il «pugno duro» - invocato giustamente da più parti - contro l´alcol e il fuoco, dev´essere di ferro, non di latta. Le parole, gli annunci, le minacce non sono più sufficienti a rassicurare i cittadini nella dimensione della loro vita quotidiana. Tanto meno quando provengono da chi ha la responsabilità di governare e il dovere di fare leggi utili ed efficaci.
A ben vedere, la crisi della Giustizia nel nostro Paese è innanzitutto una crisi di credibilità. Una giustizia ingiusta e inefficiente, per cui nessuno paga mai fino in fondo per le proprie responsabilità e i propri errori. Una crisi che compromette la stessa autorevolezza della magistratura. E minaccia di estendersi a tutta la politica, quando questa non è capace di risolvere i problemi più elementari della convivenza civile.
di Giovanni Valentini
fonte: la Repubblica
11.08.07 11:46 - sezione giustizia
il 11 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
HCE ha scritto:

se dovessimo considerarlo capace di intendere e volere, il che include la capacità di sapere quando si è bevuto troppo per guidare e comportarsi di conseguenza, sarebbe sensato preoccuparsi perché è stato scagionato.

sembra però evidente, dalla storia e anche un pò dalla faccia, che il personaggio non è del tutto in possesso delle sue facoltà. e che lo aveva abbondantemente provato prima di quest'ultimo omicidio. ergo responsabile è chi gli ha permesso di riavere il porto d'armi ^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H la patente.

il 11 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Cristina ha scritto:

che fine ha fatto, per esempio, chi ha restituito a questo bastardo la patente per ben TRE volte ? sicuramente avrà fatto carriera, per meriti ottenuti sul campo, come sempre accade in questo paese miserabile...

stasera, stanotte, dopo tutte le polemiche di oggi sapete chi andranno a prendere le cosiddette forze dell'ordine? il coglione che si è bevuto una birra in pizzeria, magari il precario senza ferie nè quattordicesima che solo una pizza al sabato sera, e neanche sempre, si puo' permettere...

il 12 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
doraemon ha scritto:

Beh mi piacerebbe anche sapere, in questo miserabile paese, chi ha difeso strenuamente e con successo l'individuo di Genova che uccise anni fa la ex convivente e che ha ammazzato indisturbato, per la seconda volta una donna, con la scusa della gelosia, chi nonostante i precedenti se n'e' fregato di mettere al sicuro la futura seconda vittima.
Una donna ammazzata ogni due giorni in Italia.
PRIMA CAUSA DI MORTE DONNE ITALIANE TRA i 15 e 65 anni: "OMICIDIO"
Passando dalle tette e cosce ostentate nelle pubblicità, alle botte inferte in famiglia, agli asili nido che non ci sono, all'essere massacrate un giorno si' e l'atro pure, da padri amanti fidanzati mariti o ex, badate bene non dagli "immigrati", la condizione delle donne in Italia FA SCHIFO. Altro che chador! Almeno gli islamici sono coerenti. Lo so che è fuori tema ma è il caso di parlarne, ogni giorno un morto sul lavoro, ogni due giorni una donna assassinata.

il 12 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ANTONIO ha scritto:

@@@ A ben vedere, la crisi della Giustizia nel nostro Paese è innanzitutto una crisi di credibilità. Una giustizia ingiusta e inefficiente, per cui nessuno paga mai fino in fondo per le proprie responsabilità e i propri errori.
@@@ Se lo Stato usa il pugno di latta
di Giovanni Valentini - sezione giustizia
fonte la Repubblica

@@ In italia si applicano le leggi vigenti.(che spesso non fanno giustizia)
C'é un garantismo che va oltre un ragionevole limite.
Alla fine,i colpevoli ne traggono benefici,e le vittime la beffa.
E nei casi estremi,cioé quando la vittima perde la vita?

il 12 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

"Quasi che camminare per strada fosse diventata per sé una colpa, trasformando i pedoni - in particolare i più anziani - in bersagli di una guerra non dichiarata."

Anch'io la vedo più o meno così.
Chi sta alla guida mediamente considera il pedone un fastidio, un ingombro, un ostacolo per la propria corsa. Chi guida un SUV manco lo vede. E adesso chi ammazza sa che non avrà troppi problemi. Come sempre, a rimetterci non è il guidatore privo di senso di responsabilità, ma quello sfigato del pedone: era meglio se ne stava a casa.

il 17 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea elMac ha scritto:

Info: il magistrato che ha scagionato il tipo indaga sui fatti del g8 a carico delle forze dell'ordine. Le stesse che hanno tralasciato molti elementi nel condurre l'inchiesta, non permettendo quindi al magistrato di chiedere la custodia cautelare con sicurezza di non vedersela rifiutare (con conseguente strigliata) dal giudice. Che gli sbirri stiano cercando di far le scarpe a quello che li indaga? Dopo la molotov sparita eccetera verrebbe da dire...ma vààààà...

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