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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
La dichiarazione passsata per Guastalla
Alberto Biraghi matteucci-c.jpg «Abbiamo deciso di rinviare l'aumento delle tariffe per due ordini di ragioni: una per cercare di alleviare le spese dei pendolari, soprattutto di coloro che percorrono le tratte più lunghe e quindi più onerose, già gravati dalla pesante crisi economica. L’altra per dare il segnale forte che questa amministrazione provinciale punterà sul potenziamento e quindi il maggiore utilizzo dei mezzi pubblici. E’ questo il primo passo di una strategia volta a risolvere il problema del traffico nell’area metropolitana milanese e il conseguente inquinamento ambientale. L’aumento è posticipato perché vorremmo farlo coincidere con un miglioramento dell’entità e della qualità del servizio, miglioramento che, penso, possa verificarsi entro l’anno prossimo, posto che ci sono diversi interventi in corso di realizzazione che saranno discussi nelle prossime settimane con le società che gestiscono il servizio pubblico».
Il nostro beniamino Paolo Matteucci, assessore ai trasporti della giunta Penati (alla faccia della faccia è uno che conta, non si muove un noleggio di bus o una riparazione di strada che non passi dal suo potente ufficio) viene preso in castagna sull'ennesima dichiarazione passata per Guastalla e diventata una balla.

Spiega Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia nel consiglio provinciale di Milano: «benché sul sito Internet di Palazzo Isimbardi non ve sia traccia, si è invece deliberato (NdR in pieno agosto, com'è uso per le grandi e piccole porcherie provinciali) l'aumento del biglietto per chi si sposta col mezzo pubblico nell'hinterland milanese, riversando quindi sugli utenti i fisiologici aumenti annuali dei costi, certificati dalla Regione, che negli anni scorsi la Provincia si era invece accollata. Finiti i tempi in cui Penati cercava "di alleviare le spese dei pendolari, soprattutto di coloro che percorrono le tratte più lunghe e quindi più onerose, già gravati dalla pesante crisi economica" (sic), anche se quanto mezzi e servizi (non) siano diventati più efficienti è sotto gli occhi di tutti. Finiti anche i tempi in cui lo stesso Presidente annunciava che le brillanti operazioni finanziarie operate con i soldi e il patrimonio azionario dei cittadini della Provincia avrebbero portato grandi benefici, s! oprattut to per i più deboli: impossibile far fronte agli interessi da capogiro da pagare alle banche e, contemporaneamente, mantenere invariato il prezzo del biglietto interurbano. Con la retorica si può (chissà) ancora convincere qualche ingenuo elettore di sinistra, ma non il ragioniere capo di Palazzo Isimbardi. In perfetto stile Penati, oltre alle delibere agostane, anche la conseguente gestione della comunicazione: non deve quindi stupire la nota scaricabarile di Palazzo Isimbardi (NdR: a firrma Matteucci, per la nostra gioia) rispetto alla riunione di sindaci (NdR: ospiti di Giorgio Oldrini, l'uomo che (1) ha liberato Sesto da Filippo Penati e (2) ha scaricato senza preavviso il signor Franco Maggi in una storica riunione pubblica) arrabbiati per l'aumento».
di Alberto Biraghi
22.08.07 01:42 - sezione ciò che è mio
il 22 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Daniele Bonifati ha scritto:

Il solito post papocchioso antipenatiano a prescindere.
La dichiarazione di Matteucci è del settembre 2004, annuncia appunto che gli aumenti sarebbero stati posticipati cosa che è avvenuto. Non so poi se il servizio è migliorato, dato che non uso gli autobus interurbani. Io condivido, non totalmente, le critiche di Biraghi sulla vicenda Serravalle-Asam, ma non si puo' da quello derivare un giudizio su tutte le attività dell'amministrazione provinciale. Credo che la Giunta Penati si sia mossa molto bene in particolare sulla questione ambientale (compresi i trasporti) e culturale. Se volete ne discutiamo ma attenzione significherebbe parlare di politica e non so se ne avete voglia.
Tornando al post, non ho capito il riferimento alla riunione dei sindaci, l'Atme controllata da comune di Milano ha aumentato il costo delle tratte interurbane la provincia ha protestato perchè spinge per il biglietto unico (sacrosanto) quale è il problema?
D.le

il 22 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Certo daniele. Solo che questa dichiarazione è del 19 agosto 2007: «Sui trasporti serve un consorzio pubblico che governi le tariffe. O si interviene in questo senso o ci accolleremo noi i costi necessari a ridurre i prezzi dei biglietti per l'hinterland». Giusto sincrona con la delibera di aumento. Bella figura. Quanto alle mosse culturali della provincia, mi vien quasi da ridere pensando al Pro per Pro o come diavolo si chiama, ma qui si va fuori tema.

il 24 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Bruno Dapei ha scritto:

Aumento biglietti Atm: Da Penati disinformazione in perfetto stile sovietico. In realtà è costretto a decisioni "non di sinistra" a causa di 3 anni di malgoverno e dello spaventoso debito accumulato.

Il Corriere della Sera dava ieri grande risalto ad un'intervista al Presidente della Provincia Penati, che attribuisce al Comune di Milano la responsabilità dell'aumento del prezzo dei biglietti per le linee extraurbane di trasporto pubblico.
Prosegue così il tentativo di disinformazione, in perfetto stile sovietico, che Penati e compagni stanno mettendo in atto per nascondere, agli occhi dell'opinione pubblica, la piena responsabilità della Provincia per l'aumento, addossandola al Comune.
In realtà, come gli anni scorsi, anche quest'anno la Regione è stata chiamata dalla normativa vigente a stabilire un aumento del costo dei servizi di trasporto pubblico nella misura del 70% dell'aumento dell'inflazione, da riconoscere agli operatori.
Il ricavato dalla vendita dei biglietti copre solo in parte tali costi, che sono quindi rimborsati alle aziende di trasporto (nella Provincia di Milano non solo ATM ma altre decine tra pubbliche e private) dagli enti pubblici di riferimento (comune capoluogo e provincie).
Negli anni scorsi Provincia e Comune di Milano hanno deciso (e deliberato di conseguenza) di accollarsi direttamente l'aumento annuale dovuto alla crescita ISTAT per lasciare invariato il prezzo dei biglietti.
Se è vero che Palazzo Marino ha competenza, riguardo alla pianificazione del servizio, anche sul territorio dei 32 comuni limitrofi, diverso è il discorso per quanto riguarda la tariffazione. Infatti, senza che il Comune di Milano abbia approvato una delibera diversa dagli anni scorsi, i biglietti urbani non subiscono aumenti ma quelli extra-urbani sì.
Quest'anno la giunta provinciale, diversamente dal Comune, cambia linea, stretta dalla morsa degli interessi per debiti accumulati in 3 anni di malgoverno e sciagurate operazioni finanziare, e delibera di ribaltare sul costo del biglietto gli aumenti. Una decisione politica (poco di sinistra) molto più legittima dell'inaccettabile mistificazione (molto più di sinistra) che accompagna il tentativo di negarla.

Cordiali saluti.

Bruno Dapei

il 24 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

"disinformazione in perfetto stile berlusconiano" vorrai dire, dapei. non togliere al tuo padrone anche quei pochi meriti che ha.
ma comunque questa mattina su radio popolare ne parlavano, e a quanto pare un buon numero di sindaci dell'hinterland, di centro-ds e centro-sx, ce l'hanno con il comune di milano per l'aumento dei prezzi extra-urbani: secondo loro palazzo marino qualche responsabilità ce l'ha.
chissà...

il 24 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

ah, la riunione dei sindaci sta proprio nel link lì sopra

Accanto al padrone di casa Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto, ci saranno i primi cittadini di Cinisello (Angelo Zaninello), Bresso (Giuseppe Manni), Cormano (Roberto Cornelli), Cusano (Lino Volpato), Paderno Dugnano (Gianfranco Massetti), Cologno (Mario Soldano). Ma l´invito è stato esteso anche al sindaco di Monza, Marco Mariani, e al sindaco di un comune del Sud Milano, Rozzano, Massimo D´Avolio, oltre che a Rho-Pero. «Più siamo e meglio è» dice Oldrini.
[...]
«C´è una responsabilità pesante della Regione che da anni parla di biglietto unico e questa scelta non l´ha mai fatta - aggiunge Oldrini - . Noi paghiamo 50 per cento in più di un milanese in metrò per fare una fermata in più, e ora, con gli aumenti, la maggiorazione è arrivata al 53 per cento. La Regione ha anche dato la legittimità degli aumenti del 2,8 per cento tenendo conto dell´inflazione. E la scelta del Comune di Milano è stata di non aumentare per i milanesi e di aumentare al massimo possibile, al di sopra dell´inflazione, per i pendolari. Una scelta politica»

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