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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Partiti e corporazioni
StefanoZecchi.gif «Questa società civile che si sveglia e critica i partiti nati dal niente è la prima responsabile della loro fecondazione artificiale. Si tirino pure cannonate contro di essi come fa il presidente di Confindustria Montezemolo. Ma poi? È cosa vana credere che i partiti cambino se stessi da se stessi. Non cambia nulla se la nostra società rimane organizzata in corporazioni, da quella dei magistrati a quella dei professori, da quella dei giornalisti a quella degli scrittori. E le corporazioni prosperano proprio perché si sottomettono felicemente ai partiti così come sono: ci si schiera, se il partito ti fa un favore, se appoggia il tuo gruppo di interesse. E infatti, rompere questo sistema corporativo, confrontarsi sulle idee liberamente, significa oggi perdere delle enormi rendite di potere».
Mai avremmo pensato di poter considerare degna di attenzione una qualunque idea di Stefano Zecchi. Eppure oggi Il Giornale della famiglia Berlusconi pubblica una sua riflessione in buona parte condivisibile. C'è sempre da stupirsi, ma forse è il risultato di questo mondo sottosopra in cui la sinistra dice e fa cose di destra e la destra - ogni tanto - dice cose di sinistra.
di redazione
26.08.07 11:09 - sezione società
il 26 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Zecchi, Cacciari, la solita merda che insegna roba inutile.Espongono concetti non comprensibili per la maggior parte del popolo e forse neanche per se stessi.Dalle cagate che propinano scaturisce sempre la solita conclusione: quattrini!Infatti lo stesso COMUNISTA Cacciari è stato direttore dell'unica facoltà di Filosofia in Italia, quella PRIVATA costosissima del San Raffaele.
Se questa merda è sinistra io sono all'opposto!

il 26 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

A differenza del mio omonimo qui sopra, mi trovo in pieno accordo con l'intervento di Zacchi.

In effetti Confindustria potrebbe dare il buon esempio alle altre corporazioni italiane sciogliendosi.

A Confindustria non ci sono tante persone di talento, ma tantissimi figli di papa' e figli di figli di papa' (a cominciare da Montezemolo e da suo figlio, imprenditore di successo anche lui).

Se Rizzo e Stella, gli autori della Casta, facessero un libro-inchiesta sui membri di Confindustria, troverebbero episodi di nepotismo uguali o peggiori a quelli trovati nel loro libro sui politici. Troverebbero una classe dirigente incapace di stare sul mercato, non solo per le alte tasse, ma ache per la loro incapacita', la loro mancanza di coraggio, la loro incapacita' di rischiare qualsiasi rendita di posizione.

In Confindustria esiste un ritardo culturale spaventoso, come in tutte le corporazioni Italiane (dai politici, ai sindacati, ai tassisti, ai farmacisti ecc.).

Chi lo scrive un libro su Montezemolo e tutti quegli scorreggioni confindustriali che si atteggiano a salvatori del mondo, quando poi sono generalmente incapaci e collusi con la corruzione politica?

il 27 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

zecchi che si scaglia contro le corporazioni dalle colonne dello stesso giornale che sostenne la rivolta dei tassisti, degli avvocati, dei farmacisti ecc... ecc... ecc...??
eh sì, è un mondo sottosopra, davvero.

il 28 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Sarà una nuova moda, che mi lascia perplessa: Zecchi che, sul Giornale, parla contro i partiti nati dal niente(anche contro quelli nati dal notaio?) e contro le corporazioni, Galli della Loggia che parla di sultani e dell'inconsistenza della politica dei ministri della casa delle Libertà nella passata legislatura ... sono disorientata. Dov'è il trucco?

il 28 Agosto 2007 (quando OMB accettava i commenti)
darth wanax ha scritto:

Oh, ma quello della foto non è Pongo, quello che a Drive-in faceva "pio, pio pio, sono sempre io..."?

PS, di Stella ho letto giorni fa un articolo a tema storico così fazioso e infarcito di cazzate che pareva scritto da Feltri.

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