qui giace OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Gli amori di Astrea e Celadon
astreace.jpg Eric Rohmer ha fatto film splendidi. Vedi per esempio il Racconto d'autunno e ti dici che è un maestro. Così decidi di vedere ogni cosa che fa, a prescindere. E magari finisci a comprare il biglietto per Gli amori di Astrea e Celadon e a trovarti seduto in sala a leggere lo schermo verdino marcio che introduce al film più illogico degli ultimi mille anni. Centonove minuti di barocco sdolcinato, per mettere sullo schermo un testo secentesco di Honoré d’Urté. L'autore si è ispirato a un’antica storia d’amore bucolico, ambientata (si fa per dire) nel tempo dei druidi (ma non c'è un dettaglio che torni, gli svarioni sono sparsi a piene mani tanto per confermare la baroccaggine del film, i druidi precristiani vivono in un castello posteriore di un migliaio di anni).
La storia. Astrea crede che Celadon l'abbia tradita e lo caccia vietandogli di rivederla fino a nuovo ordine. Quello si butta nel fiume, ma inveche di annegare (e far durare il film i 15 minuti che sarebbero stati ragionevoli) viene salvato dalle ninfe. Così si ripresenta travestito da donna da Astrea e dopo 108 minuti si fa riconoscere, si baciano e il supplizio ha fine.

Detto questo, ci si trascina fuori dal cinema con il desiderio insopprimibile di sapere che senso abbia nel 2007 fare un film come questo. A chi si rivolge. E che cosa il regista abbia voluto dire allo spettatore. E soprattutto ci si domanda affranti (1) in nome di che cosa a un regista valido come Rhomer viene in mente di immettere nel mondo una simile puzzonata e (2) come diavolo è possibile che un produttore ci abbia messo dei soldi. Non dovrebbe essere permessa una roba così, non ha davvero senso.

PS: Per Toutatis e per Belenos! L'attore che fa il druido non sembra un druido, ma un venditore di spazzole. Ma chi l'ha scritturato?
di Alberto Biraghi
03.09.07 01:17 - sezione cinema
il 03 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
prefe ha scritto:

mi hai convinto.
Questo non lo si guarda, anche se il titolo era già sufficientemente convincente.

il 03 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Arnaldo ha scritto:

Grazie. Finalmente. Sono stato anch'io a Venezia e ho visto gli amori di... Ho trovato il film insopportabile. Uccelli che cinguettano da sottofondo a ogni scena. Sceneggiatura e scenografie come in una puntata di Xena o Hercules, ma senza neanche i combattimenti. Il film uscirà in solo due sale in Francia, perchè i distributori hanno il coraggio per far capire quello che i critici non hanno il coraggio di dire. Non ho trovato una recensione sincera, fosse anche sotto forma di insinuare il dubbio che Rohmer magari ha un'età, o che forse vive così separato dal mondo da non poterlo raccontare.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
drin ha scritto:

Ho visto ieri sera il film in una vuota sala parigina. Anch'io sono rimasta interdetta dal livello a dir poco amatoriale della sceneggiatura, della recitazione e delle ambientazioni. Tutto era inutilmente lezioso e vuoto, assolutamente privo di senso. Nessuna intensità traspariva dai bei volti degli interpreti. Quel che non riesco a spiegarmi non è tanto lo scivolone di Romher, quanto l'abbaglio di quasi tutti i critici cinematografici (Le monde in testa) che hanno ottimamente recensito il film: Indulgenza verso l'autorevole ottuagenario? Mà, davvero un mistero!

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere