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Forse niente è più turbolento della scuola
Le misure prese dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, hanno fatto discutere molto: Reinserimento dei criteri selettivi, ritorno ad una scuola della nozione. Per bocca stessa del ministro la scuola dovrà essere «più seria, non più severa” e Fioroni ha aggiunto: “La missione è chiara. Internet e inglese sono cose importati, ma (riferendosi alla riforma Moratti ) - sono solo cose aggiuntive. Non possiamo pensare siano sostitutive di italiano, matematica, sintassi, grammatica, storia e geografia”.
Un’affermazione che da sola potrebbe valere un programma se non nascondesse di fatto una condizione di vera e propria crisi di sistema (prima di tutto pedagogico) e popi soprattutto didattico. Forse niente è più turbolento della scuola. Esiste un problema della scuola in Italia. Esiste da molti anni. Non è una attenuante anche se ogni molti dei ministri che hanno preceduto Fioroni si sono misurati - sempre con scarso successo – con la possibile riforma della scuola pubblica italiana. E tutte le voltesi sono scontrati sul piano dei programmi. Anche questa volta il problema è quello dei programmi.
Tuttavia la questione del peso specifico di ogni materia (quante ore per fisica e quante per matematica, quante per italiano e quante per storia o biologia) è solo un a questione di facciata. Dietro il problema è quello della formazione come insieme di conoscenze, come cassetta di strumenti che uno studente ha nel proprio bagaglio. Una cassetta che è efficace se tiene conto di due differenti domande: la prima riguarda quanti dati di sapere sono oggi necessari per orientarsi nel sapere contemporaneo. La seconda riguarda gli strumenti che sono necessari per consentire un orientamento autonomo.
A questa domanda si risponde non genericamente rafforzando il sapere nozionistico, ma ampliando quelle discipline che tradizionalmente sono rimaste indietro nel sistema educativo italiano. Vuol dire una maggiore conoscenza delle scienze, prima di tutto. Ma vuol dire anche una diversa preparazione sul piano della filosofia laddove questa disciplina non sia solo storia della filosofia, ma anche apprendimento della logica, ovvero del “come si ragiona” e non solo di quante nozioni o storie si sanno.
Questo aspetto immette alla seconda questione e riguarda gli strumenti solo apparentemente tecnici che fanno parte del processo curriculare. Internet e inglese oggi per quanto siano concepite come materie aggiuntive sono prima di tutto un viatico per stare nel mondo, per muoversi nel flusso della conoscenza, per permettere la formazione permanente. In breve sono la precondizione non solo per pensare, ma anche per comunicare domani, per non dire già oggi. Sono l’equivalente del processo di alfabetizzazione all’inizio del Novecento. Allora si trattava di uscire da una condizione di sudditanza di”handicap culturale” acquisendo la capacità di leggere e di scrivere. Era un modo per acquisire autonomia, per poter scegliere cosa, e quando leggere. Non era una cosa aggiuntiva. Era semplicemente un atto di libertà.
Lo steso vale per internet e inglese oggi. Per questo non sono aggiuntive. Non sono nemmeno più una chance in più (come forse avremmo detto dici anni fa). Sono la condizione di crescere culturalmente oggi.
Ma muoversi con questi due saperi strumentali non riguarda solo l’ambito della libertà. Include che oggi si decisa e si abbia consapevolezza degli strumenti con cui domani si comunicherà e si ci si approprierà del sapere. E dunque anche di quali contenuti dotarsi oggi: quali discipline, come definite nella didattica, come costruite per gli strumenti e le dotazioni (scritte, visuali, sonore,...) con cui acquisire confidenza. Storia e geografia non sono solo discipline di date luoghi e descrizioni, sono mappe analisi e costruzioni in serie di dati, sono immagini in movimento, sono tabelle comparate. Sono la possibilità di costruire dati in serie e di riflettere su informazioni, decidendo cosa prendere, cosa scartare, come organizzarlo in un discorso e alla fine come costruirlo in un testo. E dunque alla fine sono anche il recupero della scrittura, una pratica spesso trascurata e divenuta un solo esercizio di fine corso, per ottenere un pezzo di carta di cui nessuno sa oggi quale sia il valore. E’ davvero solo una questione di materie aggiuntive?
di David Bidussa
06.09.07 15:33 - sezione parole
il 06 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dedalus ha scritto:

fioroni è un trombone, del genere preside di paese.
Si studiasse quello che accade in india (paese che sta tirando fuori migliaia di ingegneri elettronici e di abili creatori di software) e la smettesse di rompere con tabelline e complementi (perchè ormai ne hanno coniatio migliaia; tutti inutili)

il 06 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Morpheus ha scritto:

Ebbi stato contento di cuesto ma penzo che habbia raggione Berlusconi che inretenet è piu impoltante della sintasi e dela cramatica epoi anche lo ingleso e molto importante per far conoscere il nostro bello paeso al monto intero come a fatto Rutelli Please visi ouar paes

il 06 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
barbaro ha scritto:

sintassi grammatica....i congiuntivi non li si impara a scuola ma in casa(tv?), essendo la parte del cervello adibita agli aspetti linguistici una delle prime a svilupparsi dopo quella musicale.
La matematica si sviluppa verso i 13-14 anni.
in mezzo ci sta quel cesso di geografia con le mappe e i fiumi e i monti e la finzione della storia. e qualche disegno.

il 06 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
prefe ha scritto:

pieno appoggio a fioroni.
una delle poche volte che posso essere in sontonia col governo non me la lascio sfuggire!
una volta uscivano studenti preparati, sulla "teoria", in Italia. Magari un po' troppo astratti ma preparati. Ora è una merdaccia.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea Lisi ha scritto:

Francamente non credo che il peso specifico attribuito a ciascuna materia sia una questione di facciata e non credo che la medicina per i mali del sistema scolastico italiano sia una maggiore conoscenza delle scienze. Innanzitutto credo che per ammodernare il nostro sistema sia indispensabile fare attenzione soprattutto a come si ripartisce la giornata scolastica: ovviamente ciascun indirizzo dovrebbe avere le sue modalità e priorità, ma penso che sia inutile in uno scientifico dare priorità assoluta al latino o alla filosofia.
Più volte mi è sembrato che gli studenti italiani studino troppo di tutto, cosicchè alla fine non si capisce quali siano le loro reali competenze.
Per quanto riguarda le scienze, dalla mia personale esperienza, mi è sembrato perdere del tempo studiare ad esempio la geografia astronomica e la biologia trascurando cose più importanti come potevano essere la fisica e la matematica e questo solo perchè l'orario privilegiava le prime rispetto alle ultime. Penso che la cultura scientifica sia sì da sviluppare ma più che altro in ambienti universitari, dove in realtà (sempre per quello che è la mia esperienza personale) è molto più avanti di quanto possa sembrare.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Concordo con prefe e Andrea Lisi,
la vecchia impostazione italiana della scuola che ti da le basi teoriche e poi nel lavoro acquisisci la pratica credo sia la miglior soluzione per un mondo in continuo movimento, l'essere troppo applicativi già dalla scuola comporta diventare subito obsoleti e comunque avere competenze circoscritte e ridotte.
La scuola facile con la I di Internet ovvero saper cliccare sul mouse e digitare sulla tastiera dovrebbe essere sostituita dalla scuola difficile dell'Informatica in cui apprendi dall'algebra binaria all'HTML almeno.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Adimant ha scritto:

D'accordo con Prefe, con Andre Lisi e addirittura con Moreno Puiatti.
Aggiungo che la geografia (i fiumi, i mari, le provincie) così come, ad esempio, le poesie imparate a memoria rappresentano un ottimo sistema per allenarla, la memoria, ed una memoria veloce ed allenata è un ottimo strumento su cui, in seguito, sviluppare il prorpio metodo di studio.
Inoltre contesto Barbaro sulla questione della matematica che si sviluppa a 13-14 anni. Già a due, tre anni il bambino è in grado di elaborare i concetti di base della matematica. Ti cito, giusto per fare un solo nome, Marvin Minsky ed il suo "La socieà della mente". Leggilo, lui è di tutt'altra opinione, come la maggior parte dei cibernetici.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Adimant mi trovi in accordo nello specifico su tutta la linea: io inorridisco quando l'imparare le tabelline, la poesia a memoria o i nomi degli affluenti del Po vengono citati come esempi dell'"inutile nozionismo".

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

sarà nozionismo, ma io quando sento gente che non sa dove siano catanzaro o isernia, o non sa se il sesia sia un monte o un fiume, grido alla scandalo.
e che cazzo, non siamo mica gli ammerigani che non riescono a indicare sulla mappa nemmeno i paesi che invadono!

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Adimant,Davide, Lisi,Prefe, Puiatti siete dei pericolosi sovversivi che propagandano un modello di educazione finalizzato all'utilizzo ottimale del cervello individuale ! Ma come vi viene in mente di desiderare dei cittadini pensanti capaci di capire e di decidere da soli cosa fare, cosa desiderare, cosa rifiutare? Minicervello è bello!
p.s.esemplare e divertente l'intervento di Morpheus.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Moreno Puiatti ha scritto:

Per Davide, sugli ammerigani:

http://youtube.com/watch?v=XSaYWKtwkdg

ma potrebbe essere benissimo la partecipante di miss Padania 2007 :-)

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

eheh sì l'avevo vista settimana scorsa sul sito del corriere, un fenomeno!

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Alessio ha scritto:

Togliere il latino dallo scientifico è come togliere Leopardi da lettere.

Il Latino è logica pura con qualche gustosa eccezione. Ve lo dice uno che ha fatto lo scientifico e aveva 4-5 a latino...

E detto per inciso il latino aiuta a crescere anche solo per ingegnarsi a copiare la versione del compagno senza farla rassomigliare troppo :D

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Morpheus ha scritto:

Crazie tanto Rossana mi sono commovuto per il tuo intervento.Perche se noi non fottimo a conoscenza della sintassi e delo ortocrafia non potrebbimo andare avanti nella vita.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Marco Campione ha scritto:

Come la penso sul curricolo l'ho scritto da me (per coloro ai quali interessa basta cliccare sul mio nome). Qui aggiungo solo che la discussione dovrebbe essere meno sul curricolo (i programmi) e più sul modello di scuola e su come preparare meglio i nostri professori, non i nostri studenti.

Per questo David ha ragione da vendere

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