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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Imparate da Bologna
bifo.jpg All'inizio venne Cofferati. Nell'autunno del 2005 il sindaco di Bologna lanciò una campagna contro i lavavetri. Secondo lui c'era un racket e bisognava colpirlo. I carabinieri si misero alla ricerca del racket, e dopo qualche tempo dovettero smentire la tesi del sindaco. Non c'è nessun racket, sono solo poveracci che chiedono danaro in cambio di un lavoro utile: lavano vetri e se vuoi puoi dargli mezzo euro. Ma la gente si incazza. L'automobilista che alle sette di mattina, incolonnato in una fila eterna respira gas di scarico è triste, rabbioso, aggressivo. E come non capirlo? Va al lavoro. I prezzi salgono. I salari scendono. E quando sei incazzato hai bisogno di prendertela con qualcuno, possibilmente più debole e più povero. Il lavavetri è perfetto. In Italia sta nascendo un nuovo partito. Anche se si chiama democratico quel partito ha deciso di presentarsi sulla scena con una campagna che non si può qualificare altrimenti che razzista.
Per conquistare il consenso della gente troviamo qualcuno che sia più miserabile di tutti e scarichiamogli addosso la miseria di tutti quanti. Ha funzionato, può funzionare ancora.
Chi sono i lavavetri? Scocciatori, risponde il benpensante irritabile che è in ciascuno di noi. Arresteremo tutti gli scocciatori? Quella di lavavetri è una definizione di tipo razziale.
Perché perseguitare un poveraccio che fa il gesto di lavarti i vetri della macchina? Invece di chiedere l'elemosina propone uno scambio normale. E' il libero mercato, no? Ma ai lavavetri è precluso.
A Bologna adesso si parla di mandare in galera coloro che scrivono sui muri: non piacciono al sindaco della città.. Keith Haring e Basquiat, Rammelzee e Chamberlain e Dash sono considerati grandi artisti e le loro opere adesso si vendono nei musei, ma prima hanno sporcato con i loro segni i muri delle strade di tutte le città americane. E le paperette di Pea Brain, e le facce digrignanti di Cane k8, non sono forse l'arte più interessante che si sia vista a Bologna negli anni '80? Ma per Cofferati gli artisti sono da mettere in carcere. Forse Cofferati odia i graffitisti perché ce n'è uno che scrive sui muri: Cofferati mi fa pena, e un altro che scrive Bologna non merita un sindaco fascista. Il suo amico Dominici sindaco di Firenze dice che ha riletto Lenin prima di lanciare il suo pogrom. Bravo. Che gli dobbiamo fare a questi lumen proletariat, caro compagno Vladimir Ilic? Noi che siamo il partito della classe operaia mica possiamo tollerare questi straccioni. Già che c'è il bolscevico Dominici dovrebbe dirla tutta. Il compagno Vladimir nel 1918 non esitava a invitare allo sterminio, quando si trattava di raddrizzare le gambe ai lunpen e ai kulaki. E la Kolyma, compagno Domenici, la tua Kolyma la metti a Scandicci?
Dicono che questo è il solo modo per ottenere un po' di consenso. Incitare al pogrom contro i poveracci è un modo per avere quel consenso che il centrosinistra non sa ottenere altrimenti.
Però io ci penserei due volte. Ad esempio, il primo di questi democratici amanti dell'ordine, il sindaco di Bologna di cui dicevo poc'anzi, nel primo anno del suo mandato aveva un consenso così maggioritario che qualcuno diceva pare bulgaro. Dopo tre anni di stress ininterrotto ha talmente scassato le scatole che Renato Mannheimer ha fatto un sondaggio nel mese di giugno. Il consenso è sceso al 39%: Cofferati ha perso. La sinistra ha perso Bologna. La perderà, alle prossime elezioni, accetto scommesse, e non la riconquisterà mai più.
fonte: il manifesto
07.09.07 01:42 - sezione politiche
il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

bella prova di bifo oggi.

segnalo sten, a roma. gli "stencil" sui muri siglati sten sono l'unico momento di sorriso che agli umani in senso lato sia dato di vedere qui.
oggi ne ho visto uno attaccato al 64, trastevere, angolo sul moro, che "ritraeva" un ragazzino in altalena. altezza testa d'uomo.

così, all'improvviso.

e quello (ora cancellato ma che ce frega, ci saranno altri spunti) che non voleva dire niente però era la faccia dell'attore del cristo di zeffirelli, e questo proprio di fronte alla sede del'opus dei.

veramente se non si impara a essere randagi non si capisce il senso delle cose.
sten mi insegna(no) questo

ma chi è già imparato no, non impara.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

a proposito di seccatori, perché non cominciare con i venditori di sky e teledue, che sono decisamente più fastidiosi e insistenti dei lavavetri? propongo la pena di morte.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

anche io sono convinto che a Bologna e Firenze la sinistra perderà. sono successe le stesse cose in passato anche nella mia città: la sinistra è diventata furba, stronza, troppo simile alla destra. alla fine la gente vota l'originale.

il 07 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Adimant ha scritto:

Qualcuno, tempo fa, ha linkato su OMB (se non ricordo male) un racconto interessante.
Ho ritrovato il link:

http://www.chersi.it/drupal/?q=node/127

Da leggere, molto attuale visto il quadro in cui ci stiamo muovendo nelle ultime settimane.

Bravo Bifo, bravo Rota, come sempre.

il 08 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
dirittodicronaca ha scritto:

"Writers, serve una terapia d'urto"
di Giuseppe D'Avanzo
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Writers-serve-una-terapia-durto/1364090

«Sui muri imbrattati di Bologna occorreva una terapia d´urto, anche perché se non agisci ci sono persone che si convincono che tu sei impotente e che loro sono dei padreterni».
Dalla tribuna della festa dell´Unità Cofferati torna sulla campagna contro i graffiti e rilancia.

Nel giorno in cui scoppia la polemica sulla proposta, da lui lanciata assieme al collega fiorentino Domenici, di affidare alcuni poteri di polizia ai primi cittadini, il sindaco di Bologna affronta i mille nodi che lo hanno fatto diventare un simbolo a livello nazionale, dai lavavetri, allo sgombero delle case occupate. Tutti temi, come quello dei graffiti che deturpano i muri della città, per i quali secondo lui non servono nuovi leggi, ma basta applicare quelle esistenti. Lo sa che su un sito Internet c´è lei con la divisa da nazista?, chiede l´intervistatore Gianantonio Stella.
«Mi viene da ridere - risponde Cofferati - a volte si ricorre alla caricatura, più spesso all´insulto».
Ma davvero lei vuole arrestare chi imbratta i muri? E qui il sindaco parte con la sua ricetta.
«Dicono che si tratta di opere artistiche, ma non è vero: nella quasi totalità dei casi si tratta di orrendi scarabocchi». Per questo abbiamo proposto aree nelle quali gli artisti possano esercitarsi, ma per il resto inizieremo a pulire due delle zone più deturpate di Bologna, il ghetto ebraico e via Andrea Costa.» Per Cofferati «a guardare alcune parti della città c´è da restare impressionati: soltanto per togliere le scritte ingiuriose lo scorso anno abbiamo ritinteggiato 36 mila metri quadrati di pareti ed è una goccia nell´acqua».
Dunque ripulire, ma anche punire. Con la galera? «Con gli strumenti che esistono oggi, Cioè il regolamento di polizia municipale che prevede la multa fino a mille euro e poi con la denuncia degli autori, che farà il Comune per quanto riguarda i beni di proprietà pubblica e che può fare il cittadino se la proprietà è privata».
E la galera allora? «Non è il sindaco a invocarla, è il codice penale a prevedere fino ad un anno di reclusione. Naturalmente sarà la magistratura a decidere se multare o richiedere la condanna, ma nei casi previsti il Comune presenterà denuncia». Denuncia che per i monumenti storici è prevista d´ufficio. Insomma Cofferati inflessibile.

Ha letto Bifo - domanda Stella - che sul Manifesto sostiene: così non vincerete e Bologna non sarà più rossa? «Noi intanto - risponde Cofferati - Bologna l´abbiamo ripresa. E Bifo non ha dato alcun contributo».
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...posto questo contributo come doveroso contrappeso al "monocolore" di Bifo; tra lui e il "cinese" non è mai scorso buon sangue, fin dai tempi degli scontri "operai/studenti".
...nei "secoli", il Cofferati ha fatto strada, fra l'altro trionfando nella battaglia sull'art.18 e per la riscossa di Bologna-la-rossa...
Bifo invece è rimasto lì, ritagliandosi una nicchia da "opinionista" web-expert, leader dei "creativi post-'77" bolognesi, profilo che in itaglia non si nega a nessuno... Peccato, ai tempi che furono della rivoluzione "alla bolognese" prometteva di diventare una testa d'uovo eccellente, molto proiettata in avanti... che sia inciampato nel "pavé" padano?

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