Ettore Sottsass il gran curioso
di Stefano Bucci
I l «mago» (la definizione è del suo amico e collega Hans Hollein) compie oggi 90 anni. Ettore Sottsass jr., nato a Innsbruck il 14 settembre 1917, assomiglia davvero al Prospero della
Tempesta di Shakespeare: la bacchetta magica della sua creatività (oltre che ad avergli fatto vincere due volte il Compasso d'oro) ha saputo dar vita ad un'estetica affascinante eppur riconoscibilissima. Un esempio per tutti: la libreria Carlton,
qualcosa a metà tra il totem e il videogame.
Figura eclettica e poliedrica, in oltre sessant'anni di carriera, Sottsass è stato così «magicamente» designer, architetto, urbanista, pittore, viaggiatore, fotografo. La sua non è stata però solo una ricerca di forme (in bilico fra Razionalismo, Arte Concreta, Spazialismo, Pop) ma anche etica ed esistenz iale: «Se qualcosa ci salverà — è la sua filosofia — sarà la bellezza».
C'è poi quella curiosità che anima i suoi progetti al pari di tutti i suoi lavori. Forse proprio per questo "Vorrei sapere perché"
è anche il titolo della mostra che lo celebrerà a Trieste, nel Salone degli Incanti dell'ex Pescheria dal 6 dicembre al 2 marzo del 2008. Quella stessa curiosità testimoniata dai due lunghi viaggi «emblematici » compiuti assieme all'allora moglie Fernanda Pivano: in India (da qui nascerà la collezione
Bharata del 1988) e negli Stati Uniti (dove entrerà in contatto con gli scrittori della Beat Generation).
Sottsass inizia a lavorare, dopo la laurea al Politecnico di Torino, fondando a Milano nel 1947 un proprio studio di design (nel 1980 prenderà vita lo Studio Sottsass & Associati). Alla fine degli Anni Cinquanta inizia la sua collaborazione con Olivetti, per cui disegnerà il primo calcolatore elettronico italiano, l'Elea 9003 (1959) e macchine per scrivere come la Praxis (1964) e la Valentina
(1969), celebre portatile dal colore rosso fiammante. Nel 1972 Sottsass sbarca al Moma di New York con la mostra Italy, the New Domestic Landscape.
Qui proporrà la rivoluzionaria
Micro Environment:
«Volevo una casa che fosse un ambiente unico e non diverse stanze come momenti diversi dell'esistenza». E rivoluzionaria sarà anche l'esperienza del Gruppo Alchimia: un'alchimia di forme, colori, materiali che sconvolgerà il modo di concepire il design (la lampada Svincolo, il tavolino
Le strutture tremano).
Al pari di quel Gruppo Memphis (creato nel 1981 con Hollein, Isozaki, Branzi e de Lucchi) destinato a cambiare letteralmente il volto del mobile contemporaneo (il
Beverly eil
Casablanca
sono diventate icone della modernità).
Dunque, un po' mago e un po' rivoluzionario. In anticipo sugli anni della contestazione, Sottsass ha trasformato il design in uno strumento di critica sociale. Deluso da un'industria sempre più vorace, egli ha, prima degli altri, programmato «l'unione delle avanguardie con l'idea di un design rasserenante», sostenendo un consumismo alternativo a quello imposto dalla pubblicità.
Per lui tutto ruota comunque «attorno all'uomo »: una creatività e una progettazione «antropocentrica » (la Casa Wolf,
la Casa degli Uccelli) sempre tesa a stabilire un contatto tra la natura e la costruzione. Insomma, un maestro dalla creatività straordinaria e ironica, una creativa «rivoluzionaria » e molto «umana» che riesce ancora oggi a stupirci. Un vero «mago », insomma.
Ha fatto anche di questo:
http://www.vicenzafiera.it/it/rassegna/orogemma_2005/orogemma/seduzione.doc
http://www.artonline.it/news.asp?IDNews=1682
..e posso garantire sulla bellezza dei suoi giielli.
Ciao
Old
ma ch cazz',pe' cchist nisciun scriv.
é mmò sciv'io.
MAESTRO SOTTSASS jr.AUGURI X 100 ANNI.
Innsbruck é molto bella.
Lei é un grande.
X ME L'UNICO SUO NEO é :L'IDEA DI UNA CASA AD AMBIENTE UNICO,sarà anche bella ed efficiente.
A me invece piacerebbe: nà casarella pittata rosa
n'coppe e camaldoli vurria tenè
grande sottsass. io c'ho le sue cravatte beliscime XD