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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
E' la linea politica baby
La situazione è questa: il posto di capolista del listone al collegio 1 di Milano per le primarie del 14 ottobre è stato "asssegnato" (ma da chi?) al venditore di spazz POLIZZE UNIPOL inopinatamente assurto alla carica di presidente della Provincia di Milano (considerato "il punto di riferimento più importante" da Mirabelli, il che la dice lunga sul valore dell'uomo). Ma ora salta fuori Barbara Pollastrini, unica ministra milanese, volto tra i meno impresentabili nella casta di centro sinistra, feroce oppositrice del venditore di spazz POLIZZE UNIPOL (che lei definisce - come darle torto? - "neo leghista"). La ministra vuole occupare la stessa posizione e minaccia - se non esaudita - di candidarsi nella lista concorrente.
La gustosa cronaca pubblicata dall'organo della provinciadei compagni di merenda DELLO STAFF di Penati («È una questione di linea politica», ma che cazzo COSA vuol dire?). Intanto oggi Enrico Letta (quello "nipote di", "baciapile", "democristiano", eccetera) propone le sue pre-primarie, nel corso delle quali i cittadini della zona 1 che intendono sostenerlo potranno votare la composizione della lista. Naturalmente una soluzione democratica come questa all'autistica cricca diessina non passa neanche per la testa.

Pd, Penati e Pollastrini si contendono il Centro
Battaglia tra big per il posto di capolista nella zona 1
di RODOLFO SALA

Primarie del Partito democratico, scoppia l´ultima grana. Tutta interna al fronte veltroniano, e con protagonisti Barbara Pollastrini e Filippo Penati. La Pollastrini, unico ministro milanese nel governo Prodi, accetta l´invito rivoltole dal segretario dei Ds Franco Mirabelli a candidarsi in città in una delle due liste che sostengono la corsa del sindaco di Roma: si chiama "Democratici lombardi per Veltroni", e raccoglie la maggioranza di Quercia e Margherita. Ma il ministro pone una condizione, e per i milanesi diventa difficile non accontantarla: vuole presentarsi al collegio uno di Milano, che ha una forte valenza simbolica e viene dunque riservato al candidato più rappresentativo. C´è un problema: quel posto è già stato assegnato a Penati, che proprio con la Pollastrini negli ultimi giorni aveva duramente polemizzato sul tema della sicurezza. Rischio di «neo-leghismo», era stata la riflessione preoccupata del ministro sulle sorti della sinistra milanese. «Lancia scomuniche da un portone romano», aveva replicato in modo secco il numero uno di Palazzo Isimbardi.
Con queste premesse, il presidente della Provincia non ci sta a farsi da parte, neppure per far posto a un ministro. «È una questione di linea politica» fanno sapere i suoi fedelissimi. E così - quando manca solo una settimana alla presentazione delle liste - la vicenda sta assumendo contorni preoccupanti per i veltroniani milanesi (almeno quelli della prima lista), che domani si vedranno per un supplemento di riflessione. Il tam tam è insistente: tutto deciso, la Pollastrini avrà il collegio uno perché altrimenti potrebbe candidarsi nell´altra lista per Veltroni, quindi Penati dovrà fare un passo indietro. Ma in serata arriva la frenata di Mirabelli: «Deciso niente, stiamo ancora discutendo sul modo migliore di comporre la lista; di sicuro Penati resta il punto di riferimento più importante e non può essere penalizzato; e infatti gli abbiamo anche chiesto di presiedere il comitato promotore della lista a Milano». E la Pollastrini? «Non ha ancora deciso».
Il presidente della Provincia non commenta. Ma dall´entourage trapela un´evidente irritazione: «Non sappiamo nulla, nessuno ci ha informati di questa novità». Riserbo assoluto anche dal ministro. Invece ha parecchio da dire Patrizia Toia, segretaria provinciale della Margherita ed esponente di punta della lista "Democratici lombardi per Martina". E il suo è un siluro alla Pollastrini: «Ogni dirigente politico, quale che sia il suo ruolo, quando si candida dovrebbe domandarsi dove sarà più utile, e non dire dove vuole andare; io di sicuro mi comporterò così, da noi non ci sono primedonne. Ci vorrebbero più spirito di servizio e meno pretese». E nel merito? «Come capolista è molto più credibile Penati, perché a Milano ha un ruolo di punta come massimo rappresentante del centrosinistra che governa sul territorio». È uno stop al ministro, ma sono in pochi a credere che possa bastare.

di OneMoreBlog
fonte: la Repubblica
16.09.07 13:04 - sezione la faccia come il culo
il 16 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tex ha scritto:

viva Barbara Pollastrini...! anche - e soprattutto - dall'Emilia deve arrivare un messaggio forte e chiaro: «Gli uomini preferiscono le bionde» (un film di Howard Hawks con Marilyn Monroe, del 1953)... c'entra poco ma è indubitabilmente così: la Barbara ministra è fascinosa, sicuramente più di quell'altro... come si chiama?

il 16 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Emiliano G ha scritto:

Continuate pure cosi' a sinistra; scannatevi per una poltrona, minacciatevi a vicenda per un posto di potere. E' proprio questo il nuovo che porta il PD? Che depressione...

il 16 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
ceci ha scritto:

La solita minestra, cosa volevate che fosse, l'uomo in asseza di ragionamenti da sostenere, disimpara a ragionare!! NON andiamoci dietro!!!!

il 16 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
leghista ignorante ha scritto:

-E nel merito? «Come capolista è molto più credibile Penati, perché a Milano ha un ruolo di punta come massimo rappresentante del centrosinistra che governa sul territorio».-
Anch'io sono d'accordo. Pollastrini non capisce o fa finta di non capire che la politica del paese deve svoltare in modo deciso.

il 17 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Cioè, "leghista", fammi capire, Penati sarebbe la svolta perché ha portato il centrosinistra da luogo della solidarietà a succursale di casa Ricucci? Svoltare in modo deciso significa imitare (a culo peraltro) la destra nella gestione liberista e incontrollata del denaro, nel nepotismo sfrenato, nella propaganda spacciata per informazione? Bella svolta, emozionante, di quelle che dietro la curva c'è un muro e ci vai a sbattere di faccia. Guarda che sbattere fa male, anche se uno è leghista e ignorante.

il 17 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Anellidifumo ha scritto:

Alberto, ma che fai, rispondi seriamente a uno che si firma "leghista ignorante"? Siamo alla ridondanza da una parte e dall'altra. :-)

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