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Copyleft ad Arezzo
este_14203729_37580.jpg Il copyleft potrebbe essere un modo soft per affrontare una delle paure maggiori, quella che il dono sia una perdita per chi lo fa. Il risultato di questa idea distorta ormai molto radicata però, è che tante cose che sarebbero buone per l'umanità non sono rese disponibili perchè chi ne ha l'idea non ha i mezzi per realizzarla e chi ha i mezzi intende sfruttarla riservandosene il maggior profitto possibile. Così si brevetta tutto ciò che potrebbe essere venduto e si trascura di fare ricerca se manca un budget profittevole.
Il successo arride a pochi e quei pochi d'ora in avanti potranno "etichettare" i risultati di ricerche probabilmente fatte da colleghi meno illustri tenuti nascosti nel sottoscala. Il modello del copyleft è soprattutto una rivoluzione culturale che riporta nel mondo la possibilità di agire anche senza avere il profitto come unico obbiettivo.
di Boccadorata
18.09.07 13:21 - sezione società
il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
franz ha scritto:

Giustissimo!!!
E non vale solo per il software (vedi Microsoft)

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

io preferisco creative commons.
non per il profitto ovviamente, che è escluso, ma per mettersi al riparo non già da furti intellettuali -magari fosse, nel mio campo...- quanto da eventuali e gratuiti attacchi alla tua persona, per sminuire la rilevanza del tuo sforzo al fine di far risaltare il proprio (per altro parassitario).
a me è successo una volta con le cose di bc, e devo dire che in questi casi l'unica tutela che hai per la tua "onorabilità" (non trovo altri termini adeguati) è che siano gli altri a mettere a tacere l'importuno.

nel caso questo non fosse, voilà creative commons.

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
boccadorata ha scritto:

Oh cosa essere questa pastassiuta?
Ci spieghi caro Rotafixa per favore che cosa sia il creative commons?

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

una cosa che suona "some right reserved", e scegli tu quali.
ci sono varie licenze, in nessuna di queste ci sono copyright se non intellettuali.
per me ho scelto, ad esempio, l'assoluto divieto di utilizzare le mie cose per fini commerciali, do' libero sfruttamento delle mie idee, chiedo solo che me ne sia attribuita la paternità.
naturalmente non me ne frega niente se qualcuno non lo fa, ma mi incazzo abbestia se qualcuno dice "codesta est farina de lo mio sacco".

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
boccadorata ha scritto:

Quindi un'alternativa migliore del copyleft o un'iniziativa complementare?

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

alternativa.

se sia migliore, dipende da molte cose di cui non so dire.

l'idea del copyleft (ot: mi piace per la presenza della parola left) è di lasciar spargere il sapere come le spore nel vento.

quella di creative commons si apparenta ma tende a far rintracciare l'origine.

scelte.

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Sonia ha scritto:

eddai scusa, ma non si può scrivere un pezzo sul copyleft se non si ha idea di che cosa siano le creative commons.

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
boccadorata ha scritto:

Hai ragionissima. Io volevo solo segnalare la questione della gratuità e anzi sono contenta di aver imparato qualcosa che non so. Certo devo farmi una migliore cultura, ma credo che qui si può scrivere in tanti e portare tutto ciò che è utile

il 18 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
mangus colorado ha scritto:

a me pare che la cosa essenziale non sia sapere che cosa sia il copyleft o quelle altre cose che uno - ad esempio io - non ha mia sentito, ma sapere che cosa sia il copyright (un'emanazione particolarmente odiosa della lebbra proprietaria) e battersi per cancellarlo.
A quel punto uno entra in contatto con varie soluzioni già proposte (il copyleft o chi per esse) o ne inventa di nuove, o un misto delle due.
Non é semplice buonsenso partire dai problemi e arrivare alle soluzioni e non viceversa; é anche e soprattutto ripulsa radicale dell'idealismo.

il 19 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
nonnoulisse ha scritto:

Nel link un eccellente riassunto sulla questione da parte di veri esperti sul campo.

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