qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Un esercito di mercenari senza bandiera si aggira per il mondo
blackwater_mercenaries.jpg Si torna a parlare della Blackwater dopo che Maliki, il capo del governo iracheno, ha fatto osservare all'amministrazione Bush che sarebbe meglio sistemare la vecchia questione dei contractors, tanto più che saltano fuori anche gli imbarazzanti risvolti politici e di bilancio legati alla questione. Pare che il Pentagono non abbia assolutamente più fondi per la guerra in Iraq e che solo mascherando le spese abbia qualche possibilità di proseguire l'azione in corso avvalendosi sempre di più appunto di questi PSC (Private Security Companies). Da anni ormai la cosa è sotto i nostri occhi sempre più inquietante. Gli stati non riescono politicamente ad aumentare la spesa militare ma le cosche al governo vanno a scuola di finanza creativa e son capaci di finanziarie le guerre con i fondi degli aiuti umanitari. Infatti non c'è sufficiente controllo sui conti delle Ong che spesso sono addirittura diretta espressione delle Nazioni Unite e quindi non hanno obblighi fiscali o contabili da rispettare. Altre volte le Ong sono coperture per i servizi segreti. In Italia abbiamo pagato la missione in Iraq con i fondi dell'8permille.
Il libro di Giulietto Chiesa intitolato "la Guerra infinita" spiega come ci ritroviamo un numero impressionante di combattenti che vengono dismessi da un esercito in rotta o si dimettono dagli eserciti regolari per passare subito dopo in forza ad un altro ingaggio sempre più spesso privato pagato da stati o anche da gruppi armati fondamentalisti o altro.
Quindi è inevitabile dati gli addendi (Bilancio militare corto + un numero crescente di ex miliziani in cerca d'impiego) il risultato della somma è l'"esercito ombra".
Questa gente viene pagata da aziende private finanziate dal denaro pubblico, spesso da contribuenti del tutto disinformati e che quindi non hanno certo potuto o voluto decidere in questo senso.
Ho sentito ieri un'intervista a uno di loro che, dopo aver servito nell'esercito USA, è stato dipendente della Blackwater. All'intervistatore che gli chiedeva quale fosse oggi la cosa più pericolosa in Iraq ha detto "La cosa più pericolosa è essere un civile".
Questi mercenari infatti di solito sparano senza preavviso su tutto quello che si muove e al 90% le loro sono vittime civili come domenica scorsa a Bagdad.
Ma anche loro sono vittime spesso delle peggiori ritorsioni e vengono regolarmente piantati in asso se finiscono nei guai, molto più facilmente dei soldati regolari. Erano proprio della Blackwater i quattro che furono uccisi e bruciati dalla folla a Falluja tre anni fa.
Maliki deve tentare adesso di gestire una parvenza di sovranità in Iraq e quindi ha chiesto agli occupanti di ritirare o almeno mitigare questa presenza che i civili iracheni vedono con preoccupazione e odio.
Questi soldati privati infatti godono di una speciale l'immunità rispetto alla legge irachena in base all'ordinanza emessa da Paul Bremer tuttora vigente.
E si stima anche che il numero dei mercenari sia enorme, quasi più contractors che militari dell'esercito! Addirittura c'è chi parla di 180.000! E Bush ha appena promesso di ritirare 30.000 soldati. Cosa che non potrebbe assolutamente fare senza tenere questi contingenti in Iraq.
Ma Bush sa benissimo che non è facile vendere ai contribuenti l'idea che si devono mettere ancora più soldati e più soldi in questo maledetto casino che un'amministrazione fondata sul delirio dei neo-con ha iniziato e non sa più come concludere, non potendo mai più giustificare davanti al mondo i massacri eseguiti in nome delle più grandi frottole che la storia recente ricordi.
Questo problema però non va visto come legato a gente lontana e diversa da noi. L'esercito ombra cambia padrone ogni giorno, viene pagato sempre per qualcosa di diverso e non è mai chiaro di chi sia la responsabilità politica e militare delle loro azioni.
Di solito sono anche di molte nazionalità e fedi religiose diverse infatti sono reduci dei campi di battaglia più disparati che non sanno e non vogliono un posto dove "tornare a casa" come capitava ai soldati di leva alla fine di un conflitto.
La pace era in effetti prima di tutto il ritorno a casa di mariti, figli, fratelli, fidanzati, lavoratori. Oggi la pace non arriva mai perchè ormai la guerra è un mestiere e certa gente non ama restare disoccupata e soprattutto senza stipendio.
In passato anche le rivoluzioni sono state spesso chiuse nel sangue ad opera di forze militari venute da fuori. Meditate gente, meditate.
di Boccadorata
25.09.07 12:05 - sezione guerra e pace
il 25 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
boccadorata ha scritto:

Vero è!

il 25 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
marco ha scritto:

ho appena passato due mesi in compagnia di alcuni contractor. Mi trovavo all'estero per lavoro e ero ospitato nel compound di una colossale società mineraria attiva nell'Africa occidentale. Sarebbe degna da sola di un libro, ma non centra nulla col punto. I contractor in questione - di passaporto sudafricano ma "rodhesiani" di origine - gestiscono la sicurezza delle miniere. Sono persone gentili e alla mano, forti bevitori e generosi nel dare una mano se si è in difficoltà. E ti sembra inpossibile che queste stesse persone abbiano iniziato la loro carriera contro i guerriglieri di Mugabe, l'abbiano continuata contro i miliziani dell'Anc in Sudafrica, siano poi passati a fare i mercenari in paesi africani, spesati e assunti da governi occidentali per difendere interessi economici privati, e siano poi transitati in Iraq, solo per rientrare in Africa.
Ebbene, queste persone mi hanno mostrato con orgoglio e nostalgia i video amatoriali che hanno girato in Iraq, sequenze in cui maori, australiani, neozelandesi, sudafricani, statunitensi, britannici, iracheni si abbracciano scolando birre, sparano, addestrano soldati, proteggono convogli, edifici, e muoiono. Ho contato almeno 4 amici personali di chi mi mostrava il filmato ridotti a brandelli di carne bruciacchiata. E mi hanno detto che quel periodo in Iraq è stato il più bello della loro vita. Non hanno casa in cui tornare. La Rodhesia non esiste più, il Sudafrica è solo un palliativo. Non hanno legami forti, non hanno nulla che non sia un conto in banca e il saper fare, il saper fare la guerra. Una volta questa gente aveva compiti marginali, quasi sempre in Africa, quasi sempre a protezione di miniere. Ancora oggi, come si vede. Ma non solo. E' vero, operano in Iraq e altrove. Ci sono eserciti sudamericani che hanno dovuto proibire ai propri ufficiali e sottufficiali di arruolarsi come mercenari, perché li perdevano tutti. Pensateci: gli eserciti addestrano "professionisti" della guerra, con spese pazzesche sostenute dalle casse pubbliche, poi le PMC (Private Military Companies) passano all'incasso, si portano via le "professionalità", eseguendo contratti di appalto o subappalto nel quadro delle spese del Dipartimento Usa alla Difesa, il gran elemosiniere di questo mondo, il vero motore immobile della guerra come business, come mestiere. Gli inglesi seguono come buoni secondi.
Questa evoluzione sarà fermata solo quando il canale maestro che l'alimenta sarà prosciugato, ossia quando il Congresso deciderà di tagliare gli artigli del Pentagono, ormai molto prossimo a un bilancio di 800 miliardi di dollari l'anno.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere