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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Noi ciclisti d'assalto che svettiamo
news_story9-1.jpg La "cocaina urbanistica" che serve a sopoprtare la vita sono cinema, teatri, mostre, bar e locali. Non devono esserci zone protette o pedonalizzate né percorsi tutelati. Nessuno spazio per passeggiate, perché non è prevista la meditazione. Le piste ciclabili dovrebbero essere abolite. Berlino è uno scandalo, è piena di piste ciclabili. D'altronde è anche piena di parchi. Per forza: una volta i berlinesi non potevano uscire facilmente dalla loro città, erano circondati dai comunisti, così le vacanze se le facevano nel parco. Una mattina d'estate mettevano la tenda da campeggio nel bagagliaio dell'automobile, partivano per le ferie, il viaggio durava dieci minuti. Arrivati nel parco, in pieno centro cittadino, scendevano dalla macchina, montavano la tenda, stavano lì in campeggio due settimane, in mezzo agli alberi, a dieci minuti da casa. Ridicolo.
Una città deve contenere soltanto il lavoro, non c'è posto per le ferie. I parchi danno l'illusione che le città siano a misura d'uomo. Sbagliato. Le città non devono far finta di essere a misura d'uomo. Se una città è una città, non è a misura d'uomo, mai. Le città devono far sentire l'uomo inadatto, fuori formato. l'essere umano è un intralcio urbano. In città deve arrancare, sempre. Se uno è un vero cittadino, deve arrancare. Le città devono essere piene di divertimenti, cinema, teatri, mostre, bar, locali, perché queste cose sono come cocaina urbanistica, sono sostanze per sopportare la vita cittadina. Milano su questo non finge, a parte Parco Sempione. Milano è piena di cinema teatri gallerie locali discoteche, è piena di farmaci per sopportare Milano.
Milano ha pochissime piste ciclabili. E' una città onesta, dice la verità su come stanno le cose. Le piste ciclabili sono una presa per il culo. Se una città è una città, non devono esserci zone protette, strade sicure, percorsi tutelati, zone pedonalizzate. Non c'è spazio per la passeggiata, non è prevista la meditazione. Milano non ha marciapiedi sgombri, in nessun posto della città potrai fare una passeggiata più lunga di cento metri. Le città emiliane hanno i portici, le strade fanno un passo indietro per lasciarti passare, a Bologna i piani-terra delle case retrocedono, dientrano in sé stessi per ceder il passo ai pedoni. Sbagliato, sbagliato! Quelle non sono città.
I ciclisti pretendono strade tutte per loro, protestano contro il traffico, fanno quelle penose biciclettate ogni settimana, il giovedì sera, a centinaia, partono da Piazza Duomo, tutti intruppati, in gruppo, a passo lento, per bloccare il traffico costringono le automohbili ad andare alla loro velocità da passeggio. Massa critica, la chiamano. Se un automobilista si spazientisce e suona il clacson, loro scendono dal sellino e picchiano sul tettuccio, sul parabrezza, gli fanno le boccacce.
Noi no.
Noi ci gettiamo nella mischia. Noi facciamo le gare in mezzo al traffico. Siamo parte del traffico. Lo peggioriamo. Lo esaltiamo. Passiamo col rosso. Ci lanciamo a tutta velocità dentro la baraonda, perché non c'è altro che la baraonda, a questo mondo, non c'è altro mondo al di fuori della città. Il resto è idillio, favola, finzione. Il resto è una bugia per bambini, per adulti spaventati.
Noi non facciamo finta che esista qualcosa oltre i margini del caos, il caos è tutto e i confini del mondo coincidono con i confini del caos. Noi non pretendiamo nessun privilegio, non ci raccontiamo la fiaba di una città vivibile, una pista ciclabile, un sentiero percorribile, un'aria respirabile, una vita contrattabile.
Noi siamo sempre in tensione. La nostra pedivella è fissa, agganciata alla catena, gira sempre, le nostre gambe mulinano senza fermarsi mai, perché non accettiamo il ripopso, la stasi. Noi non ci lasciamo andare. Gli altri ciclisti smettono di pedalare e si lasciano scorrere sull'abbrivio, seduti sulle loro bici come su comodi sgabelli a ruote. Rimangono immobili, in sella alla bicicletta che continua ad andare avanti, sfruttando l'inerzia del moto. Pensano ai fatti loro, si deliziano, si incantano. Si lasciano portare dalla bici come da un attrezzo porta-pensieri, un passeggino scorrazza-testa. Portano in giro pensieri di paesaggio, si guardano intorno, sorridono, fanno fare una passeggiata al paesaggio stesso, inscatolato dentro la loro visione, come dentro il cestello portabagagli. La loro testa fra le nuvole fende l'atmosfera. Ma non c'è atmosfera, da nessuna parte, qui in basso, a quota zero di altitudine. Ci sono i gas, le polveri sottili, l'ossido di carbonio, e una testa fra le polveri sottili ha tutt'altri pensieri di una testa fra le nuvole. Noi facciamo le gare in bicicletta nel cuore della città, in mezzo alle automobili, nei passaggi pedonali, ma anche in viale Papiniano quando c'è il mercato, sotto la Galleria Vittorio Emanuele, sul pavimento tirato a lucido. Ci diamo appuntamento e via. Nessuna regola. Ci agganciamo agli autobus, acceleriamo approfittando di un'auto in corsa, ci prendiamo la precedenza agli incroci a nostro pericolo. Noi ci mettiamo a repentaglio. Noi non ci facciamo tutte quelle illusioni ecologiste. La bici fa parte della città, non è meno città di tutto il resto, fa parte del caos. In apparenza è un mezzo da sfigati, il più fragile e inerme. Perciò è più eroica di una moto o di un'automobile. Noi sfidiamo le lamiere e i motori con i nostri muscoli e i nostri gracili telai, i muscoli intelaiati alle bici, le bici intelaiate ai muscoli gonfi di sangue ossidato.
Noi siamo la competizione invisibile, onnipresente, noi siamo la città in gara, lanciamo la sfida senza vestirci da corridori, senza indossare la maglietta di nessuna squatra, senza appiccicarsi addosso nessun numero. La gara è in corso e nessuno lo sa, nessuno la vede, perché tutto intorno a noi è gara, la guerra è stata dichiarata in silenzio, tutti contro tuttti, i gladiatori fanno finta di niente, guerrieri in giacca e cravatta escono da una banca per mandare in rovina una ditta, cartelli pubblicitari cannoneggiano iperboli, ragazze si contendono gli sguardi svettando sui tacchi, si fanno lo sgambetto, si falciano, le vetrine si accecano a vicenda da una parte all'altra della strada, tutto intorno a noi è battaglia, tutto è agone e agonia, tutto intorno a noi è città.
di Tiziano Scarpa
fonte: Abitare
27.09.07 00:45 - sezione milano
il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

ora arriva il servo di turno che dice: abitare è borghese; questo è uno scimunito; la realtà è un'altra.

speriamo che lo scemo di turno sia davanti all'ultimo film che ha preso da blockbuster, va'.

(stasera bella sgambata sotto una pioggerellna magnifica, roma deserta delle solite mezze calzette con la punto truccata, e il capo che urla nella testa)

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

capisco l'intento provocatorio di Scarpa. forse vuol dire una cosa, forse vuol dire il contrario, forse fa il furbo. ma quando uno è uno scrittore mediocre, rimane comunque uno scrittore mediocre. queste scemenze le sanno scrivere in molti, e Filippo Tommaso Marinetti più di un secolo fa era decisamente più talentuoso nel farlo. questi scrittori qui li manderei in miniera.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
scemo di turno ha scritto:

sono d'accordo in tutto e per tutto con rotafixa

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

pippo: "ma quando uno è uno scrittore mediocre, rimane comunque uno scrittore mediocre. queste scemenze le sanno scrivere in molti"

ci sono argomenti di importanza cosi' vitale che non importa se vengono affrontati da scrittori "mediocri": l'importante e' che si esponga il piu' possibile i cittadini ai memi di una metropoli profondamente diversa da quelle attuali e a uno stile di vita meno omologato.


che sia uno scrittore mediocre o meno, molti delle osservazioni di scarpa sulla citta' sono condivisibili. milano e' una citta' vissuta come un semplice contenitore di lavoro e di divertimenti vari parcellizzati. per la maggioranza dei milanesi la citta' e' ridotta a un'inerte entita' bidimensionale, un'ammasso di compartimenti stagni abitativi/lavorativi/di divertimento comunicanti tra di loro in modo asettico attraverso impermeabili scatole su ruote che scorrono caoticamente su nastri trasportatori.


milano e' una citta' meravgliosa e incredibilmente bella, progettata da persone ben piu' illuminate di noi e in un tempo in cui era tutto - per forza di cose - a misura d'uomo. il problema e' che questo meraviglioso progetto urbano a causa del modo di abitarlo e di viverlo dei milanesi - evidenziato bene in alcuni dei suoi aspetti da scarpa - si sta pesantemente incrostando e ingessando di bruttezza, tristezza e degrado. sta trasformando questa citta' in un luogo di cui non ci frega niente, dalla quale non vediamo l'ora di evadere come se fosse una prigione o una camicia di forza da sopportare solo perche' ci permette di guadagnarci da vivere (consiglio la visione della presentazione alla conferenza TED di James Howard Kunstler: "The tragedy of suburbia". e' una presentazione notevole incentrata sul degrado e della periferia americana, ma i concetti espressi - che riguardano principalmente la qualita' della vita urbana e la creazione di spazi abitativi fatti in modo tale che vogliamo spontaneamente prendercene cura - sono universali).


non comment riguardo alla parte dello scritto sul fisso: non ho idea se questo scarpa usi o meno la fissa (non mi sembra di averlo mai visto a una alleycat, o traffic race o velocity qui a milano), ma conosco un'altro scarpa che se gli venisse dato una spazio su cui scrivere della stessa materia farebbe davevro scintille!

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rombolo ha scritto:

1) Mi sa che il nuovo sindaco di San Donato Mil.se ha letto Scarpa.... infatti ha deciso di togliere due piste ciclabili ( premiate dalla FIAB !) e i cittadini sandonatesi, sia quelli che pedalano con la testa tra le nuvole che i "fissati" che fanno le velocity, si sono incazzati: Tutti i giovedì alle 18.00 Critical Mass al capolinea MM3 di San Donato.
2) su come scrive Tiziano: a me piace... esprime sensazioni vissute e rabbie e paure e orgogli ..

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
pippo ha scritto:

cronoman, sbagli di grosso. il testo di Tiziano Scarpa è semplicemente ambiguo. dalla provocazione all'esaltazione per l'esistente fascistissimo poco ci manca. i futuristi facevano più o meno lo stesso. il risultato è stato non certo felice. chiunque lo legga senza conoscere il (presunto) intento dell'autore può tranquillamente finire per esaltarsi per il nichilismo dello stile. e quindi del contenuto. bersaglio mancato, è solo poltiglia letteraria furba. quasi quasi Moccia è più onesto di questi finti anticonformisti.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

la prima parte dell'articolo di scarpa è del tutto condivisibile: una città come berlino è il modello, e milano è forse la peggior città d'europa. ma è nel contesto urbano che la sua critica inizia e finisce, e su questa critica nessuno che abbia un minimo di buon senso ha nulla da ridire. ma non c'è traccia, nel pezzo di scarpa, di invettive contro l'auto tout court, non sembra, scarpa, avercela con chi guida in autostrada, in tangenziale o per strade di campagna. quindi non assimilerei questa parte dell'articolo a certi post deliranti ombloggari.

ma al di là di questo, è la seconda parte dell'articolo che mi sconvolge. qual'è il senso di quei sarcasmi sui ciclisti non fissi? su chi chiede piste ciclabili? cosa mi rappresenta quella boiata sui muscoli, sul sangue ossidato? il signor scarpa scali il pordoi se vuole ossidare il sangue per bene, che quattro pedalate sul pavé in centro milano le sanno fare tutti. e sarebbe bene che le facessero tutti! ma perché questo tono di sfida, con chi ce l'ha?
è così che combattono la loro battaglia i ciclisti urbani, dividendosi per fazioni, rivendicando la superiorità di questo o di quello, sputando su chi crede alla "fiaba di una città vivibile"? (ma non hai appena scritto che berlino lo è?)
io credo sia più utile fare fronte comune, abbassare i toni e puntare a soluzioni pratiche (perché già praticate altrove). meglio lasciar perdere l'agone, il sangue e la battaglia, perché se è quello che volete, vedo favoriti i suvvisti. in ogni caso, auguri.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:


la sparata sulle fixe e i passeggini non mi è piaciuta proprio, roba un po' infantile.
noi e gli altri. qui un "noi" come gruppo di eletti e non come persone in bici che dovrebbero condividere percorsi e battaglie comuni, ognuno con la bici ed il pignone che preferisce.
non c'è bisogno di queste divisioni. condivisibile l'incipit, ma un po' di retorica in meno non guasterebbe.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Mai letta roba più auto-compiaciuta (mi si perdoni il gioco di parole). E contiene anche punte di puro razzismo nei confronti di altri cicilsiti: tutti coloro, sempre più in aumento per milano, che, per svariati motivi, stanno cominciando adesso a scegliere la bici come mezzo. Cioè tutti quelli che il signor scarpa deride odiosamente, come sfigati che pedalano passeggiando guardandosi intorno. Cioè poi, cosa significa, che son tutti quelli che non vanno con il fisso? Con la moda imperante del nuovo happy hour milanese? Ma piantiamola. QUi viene fuori tutta l'ipocrisia e la spocchia che si cela dietro chi vuol fare il guerriero urbano. Personalmente vado in bici da quando avevo 12 anni tutti i santi giorni per Milano e da qualche mese, anche per i monti. So cosa vuol dire pedalare. So cosa vuol dire "combattere" nel traffico urbano. Nonostante questo, amo, con tutto il cuore, chiunque scelga di salire in bici. Sempre e comunque. a prescindere. Mi piacciono da matti le massaie con i sacchetti dell'esselunga, i broker con la ventiquattrore incastrara sulla canna e freni a bacchetta, le mamme (e i papà) con cinquanta seggiolini, davanti, didietro, di lato, e cinquanta bambini. Mi piacciono i pensionati con la bici da panettiere. Mi piacciono poi quelli che la bici la amano davvero. a prescindere dal suo significato ideologico di anti-auto. Mi piacciono le biciclette da corsa, chi va in salita, anche se vota Alleanza Nazionale. Non sopporto la spocchia compiaciuta di crede di fare l'eroe, come il signor Scarpa in questo articolo, e critica schifato, deridendola, tutta la massa, silenziosa, di cui una rivoluzione della mobilità urbana ha stra-bisogno. Complimenti.
Spero che il tono di questo post, fosse: discutiamone. Non: stendiamoci a zerbino per questo pseudo-manifesto compiaciuto che fa il verso a Marinetti.
E poi, anche il discorso sui muscoli, appunto dalle venature Marinettiane, come dicevo, che senso ha? Cosa vuoi dirmi? Che chi non ha muscoli non è degno di andare in bici eroicamente. C'è più eroismo nella massaia con cinque bambini in bici e tanti sellini colorati, per me.
Poi, in effetti, la testata Abitare, mi spiace caro rota, ma è da sola un eloquente biglietto da visita. tra poco ne parlerà anche Vogue.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Ho postato l'articolo di Scarpa per due ragioni. Una è il sunto di ciò che dice perfettamente Cronman un po' più su.

L'altra è perché penso che per far breccia nella testa di persone ottenebrate da condizionamento di massa e mobilità inscatolata bisogna colpire duro l'immaginario. In questo senso la bicicletta a scatto fisso, le imprese dei messengers di SFO, i tatuaggi, l'immagine del ciclista come guerrillero, del traffico percepito come "luna park che se non ci fosse non ci si divertirebbe" (ho citato lo Scarpa meno noto, ma ben più importante nel ciclomondo, Marcello) sono le armi per colpire duro. Ho vari amici che si sono convertiti alla bici dopo un giretto sulla mia fixa. Loro andranno in ufficio con la Decathlon, ma l'obiettivo di sostituire il supporto bruciapetrolio del loro culo con uno a pedali è raggiunto. Di questo volevo parlare, di come far ripartire - a pedali - la bellissima Milano. E per questo un po' di emozione può far comodo, poi chi già pedala, pedali come gli va.
Invece di Marinetti non me ne potrebbe fregare di meno e mi pare pure pretestuoso tirarlo in ballo.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

ecco, ma non pensi che tanti altri potenziali ciclisti futuri, leggendo questo testo si sentano discriminati, e minimamente colpiti nell'immaginario? Poi allora anche Cinelli con la bootleg colpisce l'immaginario, nello stesso modo di Scapra o quasi (e io e te, alberto, ne sappiamo qualcosa), però cinelli e la bootleg vengono derisi e non vanno bene perché sono una multinazionale (per lo meno questo mi è capitato di leggere diverse volte su ciclistica).
L'immaginario va colpito. Ma quello di tutti. Non solo quello di alcuni.
Si fa molta più leva invece, secondo me, non sull'immaginario, ma sulla pratica: fai provare a un tuo amico uno spostamento qualunque in bici in città, in cambio di una birra che gli offri. Così come piacere. Impegniamoci tutti a fere questo piccolo gesto: far provare la bici in città ad amici e parenti una volta. Vedrai (lo dico per esperienza diretta) che vale 1.000 articoli di Scarpa.
Oltretutto l'articolo di Scarpa presta il viso alla facile critica di chi dice "passate con il rosso" "siete indisciplinati". PEr inciso ieri su repubblica ripotavano una lettera di una lettrice che se la prendeva con i ciclisti indisciplinati.
L'articolo di Sarpa, per tutti coloro che già non la pensano come noi, cioè per chi ancora non ha "scoperto" la bici, diventa un manifesto in favore delle multe ai ciclisti sul marciapiede.
E' il solito discorso: devi parlare a tutti. Indiscriminatamente. Se vuoi compiere una rivoluzione. Non solo al tuo uditorio.
L'immaginario, l'estetica fanno, ma possono, e questo per me ne è un esempio, anche essere controproducenti. Perché contiene discriminazione per molti, che potrebbero sentirsi anche offesi. Molti che invece sono assolutamente la base per il cambiamento. Il popolo.
Insisto questo articolo è puro autocompiacimento. Poco smuove. se non il proprio ego.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

a colpire duro son più bravi i parafanghi dei suv.
se questi sono i vostri condottieri, quella di voi milanesi è una battaglia persa in partenza.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

alberto, anche io pedalo su una fixa e mi piace molto, quindi non mi sono sentita attaccata personalmente. solo che secondo me questi articoli possono risultare irritanti e produrre un effetto opposto. sono le parole che arrivano a segno e se grondano eroismo ed autorefenzialità rischiano di non arrivare a segno distraendo dall'urgenza del tema. e sembrano per sentito dire.
forse c'è di meglio

"La nostra pedivella è fissa, agganciata alla catena, gira sempre, le nostre gambe mulinano senza fermarsi mai, perché non accettiamo il ripopso"
e poi scusa...la pedivella è fissa o gira?...ciao

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

achab coglie perfettamente il punto.
questo articolo non smuove una foglia. anzi è dannoso, e nello specifico lo è la seconda parte.
questo articolo è un vaffanculo a tutti quelli che usano l'auto per spostarsi in città, e quel che è più grave è un vaffanculo anche a quelli che pedalano ma non in fissa.
e con i vaffanculo non convinci nessuno, al contrario. avrai un altro vaffanculo per tutta risposta, e ognuno continuerà a fare di testa sua, sempre più incazzato. se questo è l'obiettivo, è perfettamente centrato. se l'obiettivo è la rivoluzione, state pedalando nella direzione contraria.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

oppure "mangia solo quello che ti serve, che il resto te lo porti in salita"
(Fausto Coppi)

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

non avevo letto il secondo post di achab.
concordo

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

E' 'NA PRESA PER IL CULOOOOOOOOOO


sveja!!!!!!!!!!!!!!!

qui mi pare che i rancorosi alzino il tono.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

ma come? ma se biraghi ha appena detto che è una cosa seria?

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

rota, che tte devo di'...
me sembra che s'articolo svetti poco!!!

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

E' 'NA PRESA PER IL CULOOOOOOOOOO

ahahah!! hai urlato talmente forte che questa non l'avevo letta!!
esco a comprare gli occhiali da vista

secondo me invece ci crede...

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
MaxL ha scritto:

"l'immagine del ciclista come guerrillero, del traffico percepito come ''luna park che se non ci fosse non ci si divertirebbe''"

Alberto, non credo che questo approccio possa colpire tutti, me per primo. A me ciò che mi ha riportato alla bici è stata una sensazione di bambino che credevo perduta. (ed è anche uno dei motivi per cui difficilmente mi 'fisserò' una bici: godo troppo a fare le discese a ruota libera, proprio come un bimbo).

Scrittore per scrittore, preferisco l'approccio romantico-pragmatico di Emilio Rigatti, che sento maggiormente mio.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

e ancora: sono davvero soddisfatto di ciò che sta succedendo, nella più pura pratica +kaos (nell'immaginario).
qualche anno fa ero da solo e adesso addirittura si litiga su questo argomento, ché pare che la fissa sia diventata il termine, il paragone.

veramente divertente.

peccato che ci siano ancora qui e lì isole di tristezza anche in un'esperienza portatrice di allegria.
vi ricordate questa parola: allegria?

a volte mi sembra che se ne sia dimenticato l'uso e la pratica, e che ci si avvolga in spire tra il piagnucolante e il rancoroso.

capisco che per molti la parola "divertimento" sia associata a ciò che scarpa ha definito benissimo come "cocaina urbana" (infatti anche per questo tipo di visione io non vado MAI al cinema, per dire); perè il divertimento è sempre stato associato all'altro dallo standard, dal consueto: la radice è "divertere", ossia uscire dal sentiero, dal tracciato. vagamente avventuroso, sicuramente stimolante. uno spazio di fantasia nelle vite, generalmente dedicate al procacciamento del cibo e alla costruzione di un riparo. un tratto umano che mi piace molto.
riuscire a farlo in città ci normalizza, ci fa tornare più vicini a noi. farlo alla cocainomane è sbagliato, farlo come animale urbano senziente è altamente raccomandabile.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Anche se io al cinema ci vado, ancora una volta Mastro Rotafixa mi aiuta a credere di non essere un marziano solo nella galassia. Grazie fratello, non avrei saputo dirlo così bene.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

rota non ci capiamo
ci riprovo l'ultima volta
nessuno mette in discussione,credo, il divertimento e la città e bla bla bla e credo neanche fissa o non. cazzi nostri.
penso che a qualcuno non sia piacuito il tono enfatico di sangue lamiere e muscoli d'acciaio con un retrogusto un po' da ventennio. lo sberleffo a chi va con la ruota libera - povero cretino non sai che ti perdi invece noi eroi bla bla bla - ma dai su. un po' troppa carne al fuoco con il sospetto di qualche furbizia. diciamo che non ho apprezzato la prosa? tutto qui. non mi sembra grave.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Drizzt ha scritto:

L'altra è perché penso che per far breccia nella testa di persone ottenebrate da condizionamento di massa e mobilità inscatolata bisogna colpire duro l'immaginario.

mah... l'ho detto e lo ripeto, ciò che mi ha RI-portato alla bici come mezzo di trasporto, è stato per buona parte il rotafixa di un annetto fa...

l'avevo spiegato in un post, quello che trovavo davvero interessante era come riuscisse a coinvolgere chi leggeva, il trasmettere le emozioni, poi, non lo so, sarò io che non capisco, ma dopo è diventato rancoroso e vorrei che gentilmente mi spiegasse il perché...

se provi frustrazione nel vedere milioni di auto sfrecciare per le vie delle città, senza rispetto per nessuno e che tolgono agli altri (me compreso) la possibilità di muoversi in libertà senza rischiare la vita, ebbene hai il mio appoggio totale, ma non condivido il "livore" con cui spesso "aggredisci" coloro che non la pensano allo stesso modo.

ps. spero risulti evidente che la parola "aggredisci" è un'pò forte volutamente ;-)

avrai le tue ragioni, non voglio discutere di questo, ma credo che un approccio diverso nell'argomentare aiuterebbe di più, credo che dividere tutto in buoni e cattivi sia riduttivo e crei diffidenza/schieramenti in coloro che ancora non hanno preso visione di un problema.

vi ricordate questa parola: allegria?

a volte mi sembra che se ne sia dimenticato l'uso e la pratica, e che ci si avvolga in spire tra il piagnucolante e il rancoroso.

eccheccazz è proprio questo il punto, dal mio personalissimo punto di vista, rivorrei il rotafixa che nei suoi post lascia trapelare questo...!!! non quello "rancoroso"... uffa...


riuscire a farlo in città ci normalizza, ci fa tornare più vicini a noi. farlo alla cocainomane è sbagliato, farlo come animale urbano senziente è altamente raccomandabile.

ma ben venga...!!!
ma senza distinzioni fastidiose, del tipo fixa piuttosto che con le marce o monopattino, ben venga la volontà di uscire dal sentiero preconfezionato, ma senza ghettizzare gli altri, spero che la gente si renda conto che in città l'auto è una disgrazia, ma purtroppo, non è possibile eliminarla di colpo, senza fare altri interventi prima.

poi l'articolo in se mi fa più ridere che altro, per buttarla in farsa, mi pare un estratto di alcuni libri del ventennio, muscoli, sudore e patria... :P

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
MaxL ha scritto:

Boh... Per me uno dei piccoli piaceri dell'andare al lavoro in bici è fermarmi in una minuscola e ormai familiare drogheria, prendere una bottiglia d'acqua, fare due chiacchere con la droghiera e la figlia e poi ripartire. In macchina non lo faccio, col bus non posso.

Passando al nuoto: io sono un ranista da 60-80 vasche consecutive in scioltezza, e però muoio quando devo fare gli scatti a stile. Nessun discorso marziale riuscirà mai a convincermi a tirare: per me il piacere è fare una vasca in più (pure a stile, pure a quel livello di incoscienza dove non senti più niente se non te e l'acqua), non una in meno tempo. Andate, andate, e lasciatemi godere la mia vasca. Idem per la bici.

Ecco, posso capire la provocazione. Ma con questo articolo ci si "scorna" contro chi fa le partenze ai semafori, contro i suv e contro chi impenna con la 750 in pieno centro, mettendosi -- a mio modesto parere -- sullo stesso piano, sullo stesso sentiero. Beh, mi dispiace. Mi chiamo fuori da questo atteggiamento.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Sì, ma rotafixa ti rendi conto che tu stai sempre qui a farci la predica. Ora ci spieghi pure cosa significa "divertimento" . Ma ti rendi conto che sembra sempre che si sia tutti una massa di pecoroni sprovveduti e solo tu, e chi la pensa come te, è il ravveduto?
Hai un tono veramente fastidioso, da maestro in cattedra, che quando ti ho conosciuto mi sembrava la cosa più aliena da te. Invece adesse se uno osa dire due paroline diverse dal verbo (cioè quel che dici tu o chi la pensa come te) e subito giù livore, spocchia, paternalismo. Io non ci sto. Sinceramente a farmi fare la morale non ci sto. So bene cosa è un comportamento e un consumo critici da solo. E sottoscrivo ciò che ho detto: l'articolo di Scarpa è puro inutile compiacimento, con venature discriminatorie. Cioè tutto il contrario di quel che serve a smuovere le coscienze. Al massimo può essere utile a qualche pubblicitario (magari anche il sottoscritto) per il nuovo catalogo di qualche marca di biciclette. Non altro. Posso pensaro? senza sentirmi dire che devo imparare a "divertrimi" che ho dimenticato la parola "allegria" (già solo tu ne sai il significato)? No, pare di no. Non si può.
E poi alberto che pleonasticamente dice: meno male, non sono il solo a pensarla così.
E, te pareva, qualcuno aveva qualche dubbio? L'avete mai pensata diversamente su qualche cosa?
e poi, scusa, non voglio farmi gli affari tuoi, alberto, ma detto tra noi, ieri nel post su "On the road again", quello sul GPS, per intenderci, ho letto che dicevi che facevi 25 all'ora con la tua fixa, andando a passeggio per un paio di chilometri. Non mi sembra esattamente l'andatura e il piglio da Cicloguerriero urbano. Poi dire di essere come Scarpa a parole, son buoni tutti. Lui compreso.
Insomma, accettate le critiche, invece di respingerle al mittente per partito preso. Pigliatevi un po' meno sul serio.
Provate a rileggere questo articolo con occhi un po' più critici, e ditemi se non ci trovate nulla che non va.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Ecco, ho trovato: l'articolo di Scarpa, per dirla alla Scarpa, è da cocainomane.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

sì vai achab decidi tu il rotafixa che ti piace.
un rotafixa a scelta evvai.
mi vuoi bianco? rosso? nero? verde? blu?

e come mi vuoi, col baby doll o in gessato?

quello che vedo io è questo: inerzia, nel disastro. ciò che prenderei a capocciate da matina a sera è l'inerzia nel disastro.

trasudo bile? ma vaffanculo. trasudo furia, per la continua e purtroppo inamovibile inerzia.
blablabla. qui intervengono tutti, tutti dicono tutto, non tutti si degnano di modificare qualcosa anche piccola, anche in casa, anche per chi gli vive o dorme accanto.
e poi dici che uno s'incazza?
e diocane se s'incazza, e se non lo fa è un cadavere con il sangue che ancora circola per inerzia.
imo, e senza la h.

non faccio nessuna lezione. pratico quello che faccio, lo dico e lo rivendico.
non esiste un solo essere vivente in grado di impedirmi di farlo, meno che mai a chiacchiere.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Dimmi quello che ti pare. Ma "Inerzia nel disastro" (non sai come sono, cosa faccio, come mi comporto nella mia vita e ti assicuro che sono tutto tranne che inerte:e per me conta quello che uno fa nella vita non quello che scrive nei blog o su "abitare") ti prego di tenertelo per te.
Poi a casa mia, se vedo che tutti mi dicono che sono un po' iroso e nervoso in questo periodo, un pensierino magari ce lo faccio. Tu invece sei tutto d'un pezzo. Complimenti.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Albertocritico ha scritto:

premetto di non aver letto tuti i vostri commenti, ma credo di aver capito cosa dice il simpatico scarpa perchè parla di me. pur non fissato mi accorgo che spesso sfreccio col mio ferro vecchio fra auto e bus, sfidando agli incroci ed ai semafori gli automobilisti dilettanti e professionisti a caricarmi, oppure a fermarsi evitando di avermi sulla coscienza. a volte lo faccio apposta, "ti devi fermare, stronzo! non vedi che ci sono dei ciclisti e dei pedoni sulle strisce che aspettano? e voi pecorelle, fuori il petto!". a volte viene da se, la folla di auto, il gas, il fragore inconsulto di motori e pneumatici mi incitano alla emulazione ribelle. alla base un istinto malsano, è la sfida primordiale, al braccio di ferro.
sulla pista ciclabile (salvo in stato d'ebbrezza) no. vado tranquillo, sicuro del mio spazio, imbrigliato ma protetto, non rispondo nemmeno ai pedoni che prendono il campanello come l'insulto alla loro mamma. peccato che a milano ce ne sia solo una di pista ciclabile, poco riconosciuta, ed a tratti irriconoscibile....
dunque grazie sono un ciclista imperfetto in una città di merda!

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Ma il punto è che anche io come te viaggio in quel modo. ma è la mia condotta personale. Non mi metto a criticare quella di alcun altro ciclista urbano. Chiunque sale sulla bici è il benvenuto.
E soprattutto non mi autocompiaccio nel raccontarlo. anche perché, cosa fondamentale, la bici non va percepita come mezzo pericoloso. E quel tipo di condotta, per quanto affascinante per alcuni, pochi, per altri, molti non lo è affatto, anzi aumento il dubbio e la diffidenza nei confronti dell'uso della bici in città.
Io e te, magari, sappiamo gestirci nel traffico, ma chi non è abituato non sarà mai affascinato da quel tipo di condotta, e la percepirà solo come pericolosa. E si allontanerà ancor di più dalla bici: "ecco, vedi? lo dicevo che è pericoloso, io non mi fido a girare in città in bici". Quante volte li abbiamo sentiti questi discorsi?
Lo scopo non è autocompiacersi e sentirsi fighi perché si gioca al luna park, ma convincere sempre più persone a lasciare l'auto, per la bici. Senza far sentire nessuno un cretino, per come lo fa.
Se fai viale Monza a 40 all'ora (io lo faccio talvolta), lo fai a tuo rischio e pericolo. Non puoi dare dello sfigato a chi non lo fa. E soprattutto lo fai con cognizione di causa: sapendo che sai gestirti. E che non sei uno sprovveduto.

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

o dio pagliaccio:

achab, quella di scarpa è una boutade, volutamente bellicosa, nella completa consapevolezza che è tutto l'opposto e che nessun ciclista può fare il duro perché normalmente è lui a finire spiaccicato

è lo stesso modo che abbiamo in chaingang di cazzeggiare (a partire dal nome), di fare gli sbruffoncelli.
ma nessuno ci crede, scimmiottiamo -sempre a titolo di presa per il culo- quei cretini che invece lo fanno davvero.
è un modo per -ripeto- fare +kaos, come da statuto dei ciclocazzoni, perché è carino e perché a volte sorprende l'interlocutore meno sveglio, che non capisce più dov'è, se in un circolo della giovine italia di mazzini o dentro una birreria algerina.
si chiama disorientamento giocoso.

qualcuno, come te, ci casca e ci crede: ma continuando a battere su questo tasto come se ormai fosse acclarato che il buon scarpa abbia davvero fatto un proclama serio, sei tu a contribuire all'accreditamento di tale cazzata come cosa seria, sei tu a screditare il ciclismo urbano proprio in virtù di ciò.

niente, è stato rovinato anche questo scherzetto.

che due palle. noiiiaaaaaa

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Sì, ma che presa per il culo è? Che senso ha?
A me poi, da come è stato messo, e anche dai commenti successivi pare che anche alberto non l'abbia presa come tale. E qui, forse solo tu e pochi altri. Che scherzetto poi sarebbe? Che cosa c'è da ridere?

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

"niente, è stato rovinato anche questo scherzetto.

che due palle. noiiiaaaaaa"

beh rotafi' se era uno scherzetto è riuscito, di che ti lamenti? e fatte due risate!!!! ;-) taccitua

il 27 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Davide ha scritto:

achab, lo scherzetto sta cercando di giocartelo rotafixa.
il thread è stato messo lì con intenzioni serie, era serio (incazzosamente serio) il rotafixa profeta notturno dell'1 e 43 ed era serio biraghi nel suo post di mezzogiorno. poi, visto il dissenso generale e non avendo argomenti migliori, è arrivato il giro di valzer e ora ci accusano di aver rovinato un thread scherzoso. non potendo gridare all'OT, s'attaccano a quello.
ammettere un torto, seppur piccolo piccolo, mai, indietreggiare di un picometro, nemmeno.
contenti loro...

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Davide, volevo dirlo anche io. Ma poi ho pensato che era meglio evitare ulteriori polemiche.
Trovo solo strano che qui mai una votla si ammette di aver "sbagliato", anche di fronte a evidenti e non aggirabili obiezioni. Non fa onore.
Tra parentesi: mi pare che anche "cronoman", di certa fede fixata, infatti l'abbia presa seriamente.

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Adimant ha scritto:

Leggo tutto in ritardo, ma giacchè ci sono, e sono anche ciclista, dico la mia.
Non mi è dispiaciuto Scarpa. Il riferimento letterario al futurismo è chiaro, ma in realtà finto. Perchè, come dice qualcuno (non ricordo chi) in realtà sa di essere perdente, di essere minoranza rispetto al vero suo nemico, la città, in cui vorrebbe sentirsi integrato (o no?). Il suo ciclista (lui) è un po' come il ragazzetto con la bomboletta che disegna (bene) sui muri, 'sporcando' dove dovrebbe ma anche dove non dovrebbe, e ben sapendo che quasi sempre la sua opera sarà cancellata o coperta da altri; o, anche, è come quei pazzi che girano in alcune città saltando, scalando pareti (un po' come Gattuso nella pubblicità).
In realtà la sua forma di provocazione ai ciclisti 'normali' è, appunto, una provocazione, non un'offesa. E' come il metallaro con il suo ferro a sei corde e il Mesa Boogie a palla che ti ride dietro se suoni Autumn Leaves con una semiacustica... ma vorrebbe farlo anche lui.
E' una forma di invidia per chi in realtà è davvero tornato ad impadronirsi della città (con fissa o senza) e riesce a svicolare nel traffico senza creare a sè stesso percili (oltre a quelli già esistenti); invidia anche per il Rota della pioggerellina tonificante per le strade di Roma deserta; invidia per me che ho riguadagnato Portici con le sue salite, il suo Pavè, il suo traffico bestiale, in cui io passo silenzioso, ritaglando il mio spazio e mostrando la mia superiorità rispetto alla scatola ferma e alla donnina isterica che ci vive dentro; ma non è un'invidia cattiva... e l'invidia per quello che potrebbe essere ma in realtà non è, per quello che, a volte si vorrebbe essere, ma non fino in fondo.
E l'essere guerriero che Alberto accenna è, anche quello, un modo per conquistare la città, ma forse è più che altro un reclamare, anche per chi non ha la fixa e fa riposare di tanto in tanto il muscolo, spazi che dovrebbero essere di tutti.
Non ci vedo cattiveria, non ci vedo offesa.
E soprattutto tra noi ciclurbani dovremmo essere un po' meno astiosi con le nostre minoranze: le minoranze portano, sempre, idee e contributi che, a volte, possono essere interessanti.

P.S.: a proposito di fisse e non fisse: Rota non mi ha detto come fa il pane perchè io non capisco la fissa, e ritengo che sia un eccesso... Ma provate voi a girare in fissa sulle strade di una città che in un quadrato di due chilometri per due va dal mare alle pendici del Vesuvio (e a volte anche più su).
Rota, vieni a fare un giro da queste parti!! E poi dimmi come fai il pane! :)

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

"Ma provate voi a girare in fissa sulle strade di una città che in un quadrato di due chilometri per due va dal mare alle pendici del Vesuvio (e a volte anche più su)."

già fatto adimant: anche io partendo dal mare tre km di salita tostarella per tornare a casa e je la faccio...quasi sempre!! :-)

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Adimant ha scritto:

Cavolo Vale, sei una grande!! Anche se quel 'quasi' getta un'ombra su di te!! :)
Ok, per farcela ce la posso tranquillamente fare, ma poi arrivo a casa completamente zuppo di sudore! Invece il mio mulo (ex)corsaiolo con il suo cambio mi porta dove voglio senza grosso sforzo e in discesa mi fa rilassare. Così mi godo la gente, le piazze, le case, i cani e i gatti. E poi se mi fermo a parlare con un amico non ho il rivolo di sudore che scende lungo la faccia. E se poi devo inchiodare tiro il freno e smetto di pedalare... tutto più abituale; la fixa, che prima o poi proverò, mi dà l'idea di costringerti a stare sempre troppo attento, sempre sul chi vive, è la vedo più adatta alle pianure ed ai pendii leggeri di una Roma notturna (già di giorno mi creerebbe ansia, visto il traffico della capitale) o alle strade milanesi (meglio ancora la vedo in posti come Ferrara, come Bologna...).
Qualche volta dovremmo organizzare un cicloraduno di onemorebloggari (magari qui al sud, caffè e sfogliatella pagati...).
Buona giornata a tutti ci ciclisti, anche a Rotafixa... anche se non mi da la ricetta del pane! :)

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rotafixa ha scritto:

ma figlio santo, la ricetta del pane è: farina acqua e lievito. se vuoi sale.

io uso una formula standard e ormai a occhio: dovrebbe essere 700 gr di farina di grano duro, un pugno scarso di sale, mezzo cubetto di lievito di birra se non ho la pasta acida (biga, levatina, madre), un pugno scarso di sale, acqua qb. l'impasto deve essere morbido e elastico, né appiccicoso né duro. impasti a lungo, diciamo 15 mnt, per aiutare l'agglutinamento. si usa anche sbattere l'impasto per ciò.
lasci lievitare fino a quasi il doppio del volume, anche meno. se vuoi riimpasti e riaspetti un po'.
lo metti in forma e poi inforno, precedentemente riscaldato e portato a temperatura. uso 250 gradi per mezz'ora circa. fai dei tagli sull'impasto per aiutare la cottura.

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

adimant, in discesa ti do ragione, in salita arrivavo sudata pure con la bdc, meno male hanno inventato le docce :-)
però ho scelto di non abitare più in città e mi godo il paesaggio della costa su strade pianeggianti e poco trafficate e se ho tempo mi fermo a fare una nuotata che lavo anche via il rivolo di sudore!!
la pedalata costante accompagna il ritmo dei pensieri e a volte provvidenzialmente li scaccia. ma è soggettivo, c'è chi cammina.
carina l'idea del cicloraduno, se si fa (magari qui al sud) fate un fischio.

ps. comunque bici! fixe o no, perfino le MTB che non amo, ognuno come gli pare, l'importante è godersela.

il 28 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
valentina ha scritto:

@ahahah e 'mo che c'hai la ricetta del pane ti tocca mare-vesuvio a scatto fisso???
mi sa che c'hai rimesso!!!

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