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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Previti invece è al tennis club
«La sua cella era la panchina in piazzale Aquileia a Milano. L'avevano beccato in un supermercato a rubare una maglietta e due paia di calze. Il giudice gli aveva permesso di scontare la pena su quella panchina, vicino a San Vittore, dove aveva eletto il suo domicilio da tempo. Non poteva però muoversi dall'indirizzo prescelto dalle 7 del mattino alle 21 di sera. Ma Antonio Capone, 41 anni di Avellino, venerdì scorso da quella panchina è scappato. E la polizia lo ha pizzicato una volta ancora, lontano dalla sua "cella". Questa volta, però, nella prigione vera c'è dovuto andare per davvero».
on solo condannano un barbone agli arresti domiciliari per il furto di una maglietta e due calzetti, ma quando questo gli dice che non ha una casa ma una panchina molto umanamente gli viene detto che allora lì dovrà scontare la sua pena.

Questo poveraccio avrà pensato a uno scherzo, avrà detto "o mi danno una casa o non possono pensare di mettermi agli arresti domiciliari... " Ora, che è in carcere per essere uscito di casa (notare la lieve assenza di senso), aspetta di patteggiare. Forse se la caverà donando un rene o una cornea.
04.10.07 16:33 - sezione giustizia
il 04 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rossana ha scritto:

Il caso è così triste che certemente non è il caso di fare polemiche. Il fatto è che, quasi certamente, il suddetto Capone da Avellino, aveva liberamente scelto la sua vita da barbone e mai avrebbe accettato(ammesso per assurdo che qualcuno gliene mettesse una a disposizione) di vivere al chiuso di una casa che avrebbe significato per lui una spesa sia di tempo che di denaro e una limitazione alla sua libertà di movimento. Mi meraviglia però che per avere indumenti decenti, non si sia rivolto alle molte organizzazioni che fanno capo alla chiesa cattolica. Dalle mie parti almeno, preti, frati e cattolici militanti si danno da fare per raccogliere indumenti seminuovi allo scopo di ridistribuirli a chi ne ha bisogno. Non mi risulta che, in cambio, pretendano la partecipazione alle funzioni sacre e nemmeno che si recitino preghiere. Immagino che a Milano ci siano analoghe possibilità per chi non può disporre del danaro necessario all'acquisto di capi di abbigliamento. Il povero Capone o non era informato o non ha voluto ricevere in dono quel che si è procurato rubando. Sinceramente, mi sembra che il giudice abbia dimostrato molta comprensione nei suoi confronti. Forse, se è stato " pizzicato" di nuovo, è probabile che fosse noto alla polizia per sue precedenti birichinate. E adesso, linciatemi.

il 04 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
prefe ha scritto:

sicuramente la versione di repubblica omette molti particolari, ed è scritta solo al fine di far vedere l'arresto domiciliare su una panchina.
Insomma, spero anch'io ci sia altro, è veramente paradossale altrimenti...
Una cosa certa è che se uno vive per strada non lo si può bloccare. Almeno quello. Almeno la possibilità di essere libero. Se no tanto vale metterlo in prigione, almeno se non può muoversi ha un letto e un pasto...

il 04 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
michele ha scritto:

Prefe, un po' di precisione ! Previti sta al circolo canottieri, non al tennis club!

il 04 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Leo Miraglia ha scritto:

Storie di ordinaria follia itagliana.
Non mi stupisco più di numma

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