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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
A proposito dello sgombero del c.s. Garibaldi
47219.jpg In un sistema in cui i rapporti sono basati sulla proprietà e sul denaro, la legge non può che rappresentare la difesa di questi valori. Non stupisce, quindi, che la legalità ammanetti il bisogno e lasci impunita la devastante opera di accumulazione di ricchezze e ineguaglianze. Non stupisce che in piena legalità la strage delle morti sul lavoro (quattro al giorno dichiarate, quante ve ne sono davvero?) non abbia alcun responsabile mentre il lavavetri o il rom di turno sia preventivamente accusato e punito per le sue colpe future.
Non stupisce che in piena legalità le baracche vengano demolite e persone e cose vengano ammassate ai margini della strada per fare spazio ai templi del denaro, della speculazione e del possesso.
Non importa se moriremo soffocati dai gas di scarico delle automobili, l’importante è che ciascuno possa possedere un posto macchina in un parcheggio.
No, non importa se moriremo soffocati, l’importante è che i muri di questa città siano puliti, come i nostri vestiti. Milano non è forse la città della moda?
Non importa se non riuscirai a pagare l’affitto, potrai sempre accendere un mutuo e avere anche tu la tua proprietà.
Non importa se non riuscirai a pagare il mutuo, qualcuno salverà le banche dal collasso (ovviamente, con i soldi della collettività, in perfetto Fiat style). L’ipocrisia è somma e, alimentando la superstizione, alimenta il suo potere. Già, perché per evitare la crisi si finanziano le banche, non i debitori, altrimenti qualcuno potrebbe anche pensare che questo sistema tenga in qualche considerazione il “bisogno” di un tetto o di un luogo. Il dio Denaro è severo, e non fa sconti a nessuno. Chiunque pensi che la soddisfazione dei bisogni e l’eguale distribuzione delle risorse siano più importanti della Proprietà e dell’Economia si pone automaticamente al di fuori della legalità, extra lege.
E chi è fuori della legalità merita il dito puntato, merita di fare da capro espiatorio.
Naturalmente, sono solo superstizioni, giochi di specchi, credenze diffuse a uso del popolo, ma anche il dio dei crociati lo era. Non per questo le loro spade tagliavano di meno.
Così i “luoghi dell’illegalità” sono spesso quelli dove si consuma il peccato della necessità o, peggio, dove si trama contro il mito dell’ineguaglianza, ovvero sono i luoghi di tutti, che nessuno può confessare. E per questo sono ineliminabili ma vanno costantemente e pubblicamente repressi affinché ciò faccia da monito quando la fede tentenna.
E così, mentre il Titanic della modernità cozza rovinosamente contro le sempre più inevitabili insorgenze planetarie e l’inarrestabile invasione dei bisogni d’altri Paesi, amministratori della “cosa pubblica” e poliziotti, “eletti dal popolo” e cortigiani ballano al suono delle ruspe e dei manganelli, ignari (perché accecati dalla loro stessa proterva superstizione) che la nave sta affondando.
Solo topi ed extralegali si salveranno, se riusciranno a non farsi ammaliare, se sapranno guardarsi nello specchio delle anime semplici.

C.S.O.A. Cox 18
Calusca City Lights
Archivio Primo Moroni
di C.S.O.A. Cox 18
06.10.07 12:52 - sezione milano
il 06 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

* 25 luglio: sgombero dello studentato occupato V33 a Milano
* 25 luglio: sgombero del Cp Gramigna a Padova
* 20 agosto: sgombero del Laboratorio CRASH! a Bologna
* 20 agosto: sgombero del centro sociale La Chimica a Verona
* 20 settembre: sgombero del centro sociale Garibaldi a Milano
* 26 settembre: una rete solidale di compagni e occupanti impediva lo sfratto di un'occupazione trentennale in via dei Transiti 28 a Milano

...Ma a chi volete che interessino gli sgomberi degli spazi sociali? Quei comunisti di merda rompono le scatole tanto quanto i lavavetri o i rom. Si finge di non vedere le contraddizioni di questo sistema pur di mantenere il culo al caldo. E anche questo non stupisce, non stupisce affatto.

"Gli spazi sociali occupati e autogestiti vengono oggi attaccati perché (pur tra mille contraddizioni) continuano a costituire punti di riferimento politico e sociale, zone franche sottratte alle logiche di valorizzazione capitalista, punti di resistenza e incompatibilità, embrioni di una contro-cooperazione possibile.
Ma fermarsi ai centri sociali non basta! Come compagne e compagni che da 2 generazioni animano la storia dei CS, siamo perfettamente consapevoli che la posta in gioco è oggi più alta. Dietro le sparate di facciata del ministro degli Interni e del partito dei sindaci, si articola un modo preciso di gestire le contraddizioni e controllare le eccedenze dei conflitti sociali. Ci vogliono far credere che il problema venga sempre da chi è più povero secondo un dispositivo che criminalizza il conflitto sociale e scarica le contraddizioni su chi sta più in basso.
Per lucidità ed esperienza sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: le condizioni di vita peggiorano, si allarga la forbice dei redditi e la sperequazione sociale tra i sempre più ricchi e i sempre più poveri. Chi sta in alto si barrica in zone protette e video-sorvegliate lasciando a chi sta in basso la "libertà" (mercantile) di battersi per un pezzo di territorio o un lavoro precario e mal pagato."

il 08 Ottobre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
paolo ha scritto:

+ centri sociali- burocrazie

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