qui giace OneMoreBlog2.31
«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Il boicottaggio è una cosa seria
5--480x318.jpg «Per tutto questo noi lanciamo la campagna “Turn off Pechino 2008” e proponiamo se non ci sarà una reale "tregua olimpica" sull'informazione e su Internet (oggi censurati), sulle libertà fondamentali (oggi non garantite), e se non si percepiranno significativi interventi sui punti sopra citati, sotto il controllo di osservatori internazionali di non partecipare all'evento, spegnendo la TV».
Le olimpiadi di Pechino sono solo un sintomo. Il male è la decadenza dello sport, a sua volta risultato della società di cui è parassita.

Che senso ha boicottare Pechino e poi farsi la faccia tricolore e ingorgare le città di giubilo perché undici miliardari viziati e spocchiosi hanno tirato la palla in rete tre volte in più dei loro omologhi francesi? Delirare per Valentino Rossi, ammirare incondizionatamente un centometrista anabolizzato, con gli occhi gialli, a costante rischio di embolia? E' come prendere un antidolorifico per una distorsione senza bloccare l'articolazione.

Allora è meglio spegnere l'oscena TV con tutti i suoi Floris e Petruccioli, cancellare il totocalcio dai lunedì in ufficio, dimenticare l'offshore, Lunarossa, Prada, ignorare le corride tra tossici a pedali, licenziare dal proprio tempo libero Pescante e Tyson.

Boicottaggio è una parola seria, merita più rispetto che avallare qualche po' di facile populismo di bottega. Eccheccazzo.
05.12.07 23:01 - sezione società
Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere