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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Lo chiamano "essere responsabili"
A leggere i commenti post-elettorali dei capibastone del PD vien da plaudire a Giuliano Ferrara, che ha avuto il buon gusto di dichiarare "gli italiani mi hanno spernacchiato" a suggello del computo delle schede. Perché loro no, loro che hanno perso le elezioni in modo che perderle di più non si poteva, loro che hanno perso il sindaco di Roma in maniera che perdere di più si sarebbe potuto fare soltanto barando all'incontrario, loro no: abbiamo fatto bene, così si doveva fare, l'esito dimostra che la nostra linea è quella giusta. Vedrete, vedrete che meraviglie. In fondo, nulla di nuovo. Da che mondo è mondo chi vince ha vinto e chi ha perso ha vinto lo stesso, o perché ha perso di meno di quanto si prevedeva, o perché ha rimontato dalla precedente sconfitta. Son soddisfazioni.
Ma queste cose, appunto, le fanno i capibastone ed è normale. Quello che non è normale, e che anzi preoccupa, è che le facciano i palafrenieri. Un giro nei blog dei vari e improbabili comprimari (non nei giornali, perché lì mica ce li mandano, e comunque non ce li mandano da soli), dei maniscalchi i migliori dei quali erano addirittura candidati, ma in posizioni tali che per essere eletti avrebbero dovuto ammazzare di persona mezza lista, e l'aria è la stessa. Abbiamo perso perché abbiamo fatto bene, adesso largo ai giovani ma senza rinunciare ai capataz, l'importante è aver staccato la zavorra della sinistra radicale.

Se quelli son poco seri, questi sono come i muli, buoni solo a tirare la carretta dove il padrone dice loro di tirarla. Non gli servono manco i paraocchi, perché si fanno vanto di aver la visione tubolare, di essersela costruita da soli a dovere.
Poi, siccome gli va di fare come gli opinionisti (che sono quelli che danno opinioni senza che nessuno gliele abbia chieste), si piccano di saper fare analisi e soprattutto distinguo: non è tutto così, la tua visione è semplicistica, il massimalismo, le vuote ideologie sorpassate dal progresso, il verdetto della storia.

E servi sono e servi resteranno, perché l'unica cosa che sanno fare è servire. Perché gli piace, anche. Lo chiamano esser responsabili, saggi, avveduti.
30.04.08 09:51 - sezione povera Italia
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