OneMoreBlog2.31
«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
La 36a camera dello Shaolin
36thChamber.jpg La storia si svolge ovviamente in Cina tra la fine del diciassetteseimo secolo e l'inizio del diciottesimo nella regione meridionale del Fuk Kien, a est della città di Quanzhu, all'epoca della dittatura manchu imposta dalla dinastia Ching. Un vecchio e pacifico commerciante di pesce e tutti i collaboratori vengono uccisi dai soldati manchu a caccia di spie e traditori. Il suo negozio è distrutto e dato alle fiamme. Solo il giovane figlio del commerciante, Lin Yu-Te (Liu Chia-hui, noto in occidente come Gordon Liu), si salva rifugiandosi nel monastero di Shaolin. Per cinque anni studia il kung fu cinese, apprendendone i segreti in ognuna delle storche trentacinquee stanze, finché - col nome mutato in San Te (personaggio realmente vissuto ed entrato nella leggenda della boxe cinese. Fu suo discepolo Ti Sin, maestro di Hung Nei Kung, padre del nobile stile Hung) - torna tra la sua gente per aiutarla a liberarsi dei tiranni manchu e restaurare la dinastia Ming.
Nonostante una trama-tormentone, la 36a camera - classe 1978, una trentina d'anni portati magnificamente - è un imperdibile capolavoro del genere "kung fu didattico". Grazie alla maniacale attenzione ai dettagli del regista Liu Chia-liang (noto in occidente come Lau Kar-Leung, anche lui esperto di arti marziali tanto da aver recitato in numerosi film del genere tra cui il recente Seven Swords) e all'interpretazione perfetta di Gordon (peraltro suo fratello e allievo).

Il film si sviluppa in tre parti nettamente distinte. Dopo antefatto, con le prepotenze nel villaggio, c'è l'arrivo disperato di San Te a Siu-lam (Shaolin). Questa è la parte più godibile dell'opera, che presenta con precisione i cinque anni di allenamento del protagonista nelle 35 stanze del tempio, dove apprende tutti i segreti dell'invicibile arte di guerra del sud. La bravura di Gordon Liu - magnifico interprete dell'Hung Kuen - e le inquadrature impeccabili a campo lungo, con scene da oltre cento mosse, sono un manicaretto imperdibile sia per gli appassionati, sia per chi - pur incompetente - abbia voglia di accostarsi a questo genere epico per comprenderne il valore. La prevista vendetta arriva all'inizio della terza parte, che però si conclude con il ritorno di San Te al monastero, dove ottiene il consenso ad aprire la trentaseiesima stanza che dà il titolo al film, in cui comincia a insegnare i segreti della boxe Siu-lam anche a chi non è un monaco, perché possa poi tornare tra la propria gente e addestrarla, per cacciare l'oppresore. Da questa leggenda solidamente radicata nella realtà, ha origine la dinastia dei grandi maestri della famiglia che attraverso Hung, Wong Fei Hung, Lam Sai Wing e Chan Hon Chung ha mantenuto incontaminata l'arte di Siu-Lam fino ai nostri giorni.

8010927091830.jpg C'è tutto un mondo in questo film, quello della Cina più gloriosa e affascinante, dei boxer, delle società segrete, della comprensioni dei misteri della vita e dell'energia, della rivolta indomabile. C'è la coerenza, la forza d'animo, la perseveranza, il coraggio, la rabbia che si trasforma in forza inarrestabile. Ci sono la ferocia e la vendetta, magnifiche alternative - violente e appaganti - al peloso perdono che in questa civiltà millenaria non è mai di casa.

Imperdibile. In vendita in questi giorni da Fnac a 9,90 euro in una splendida edizione ripulita e rimasterizzata, con sonoro in italiano (decente, ma vietato per una corretta visione) e mandarino (obbligatorio, benché non strictly kosher vista l'ambientazione), tutto in 5.1 surround. Due ore abbondanti di ricarica delle batterie per affrontare ritemprati le miserie della cosiddetta civiltà occidentale.

PS: nello spezzone rippato, regaliamo agli onemorebloggari una chicca vera, il prologo del film, con Gordon Liu che interpreta impeccabilmente alcuni passaggi di Tit Sin Kuen, la forma segreta (in Italia esiste solo una persona che la conosca a fondo) codificata da Tit Kiu Sam e insegnata nella sua originale purezza solo dal maestro Cheung Yee Keung, allievo ed erede di Chan Hon Chung, fratello maggiore di chi scrive (che - a differenza di quanto riporta l'articolo linkato qui accanto - era presente al funerale del maestro).
di Alberto Biraghi
18.06.07 10:55 - sezione kung-fu movies
il 18 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
haidi ha scritto:

Judo Boy Judo Boy sappiamo che per te ha importanza

SOL7 RE
Judo Boy Judo Boy ma non usare la violenza

SOL7 RE
Judo Boy Judo Boy il tuo dolore ti ha accecato

MI7 LA7
Judo Boy Judo Boy non diventare come lui

il 18 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Francesco ha scritto:

ciao alberto,
non so se ne sei a conoscenza, ma esiste un gruppo rap new-yorkese, il wu tang clan, famosissimo e fondamentale nell'evoluzione musicale del genere, che si rifà totalemnte a questi film di kung fu.
il loro primo album, un capolavoro, si intitola proprio "enter the wu tang.36 chambers", ed è zeppo di campionamenti tratti da questo film, o da un altro chiamto shaolin e the wu tang, non ricordo..
uno di loro fra l'altro (sono 9 componenti!) ha curato la colonna sonora di kill bill di tarantino..

http://en.wikipedia.org/wiki/Wu_tang

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Francesco, adoro i Wu Tang Clan, che ho imparato a conoscere dal mio giovane amico matteo.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
sensi ha scritto:

il genio li' in mezzo e' the rza

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
emiliano ha scritto:

ciao Alberto, se tutto va bene, il prossimo anno sarò nipotino di Cheung Yee Keung ( non più aspirante :] ).
Potrò chiamarti zio?

...la famiglia s'allarga :]

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Emiliano, certo che sì! "Si-bak" è esattamente lo zio.

il 19 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

bak? forse intendi bo 伯

...maledetti cantonesi.... ;-)

il 27 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Ciao Alberto!

Grazie per la segnalazione! Sul sito di vendita da te indicato è disponibile anche un "ritorno alla 36a camera". Che faccio li prendo in blocco tutti e due o il seguito lo evito???

il 27 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
alberto biraghi ha scritto:

Non so che dire, non l'ho visto, ma su http://kungfucinema.com/ in genere ci sono buone recensioni.

il 27 Giugno 2007 (quando OMB accettava i commenti)
Lorenzo ha scritto:

Grazie Alberto! Sul sito lo indicano come un must see... Io compro in blocco, casomai poi ti faccio sapere!

il 29 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rakeem ha scritto:

ciao ragazzi i wu-tang clan fanno la migliore musica rap del mondo senza dubbi,rap puro.saro per sempre un loro fedele li ho anche visti dal vivo,a novembre esce l ultimo album.Ascoltate i loro primi album di gruppo e album dei singoli rapper tipo method man,vi faranno impazzire.per i film di kung fu potete andare sul sito avo film ci sono alcuni film di gordon liu molto belli.

il 29 Settembre 2007 (quando OMB accettava i commenti)
rakeem ha scritto:

qualcuno di voi mi sa dire il titolo della colonna sonora del film la 36a camera dello shaolin? la cerco disperatamente troppo bella.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere